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Apocalisse: Istruzioni per l’uso

7 anni fa

17 minuti

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Piove, governo ladro. Guida pratica alla sopravvivenza da “apocalissi all’amatriciana”: alluvioni, terremoti e zombie.

Avete presente la serie Gli Apocalittici, dove flippati di ogni genere si preparano ad un’invasione aliena o ad una più “semplice” esplosione nucleare? Se c’è qualcosa in comune alle varie paranoie apocalittiche, sicuramente è il desiderio maniacale di essere preparati ad ogni evenienza, con il relativo stress per non riuscirci mai del tutto.

Negli Stati Uniti, dove Sandy, Katrina & Co. sono una realtà, non mi stupisce che ci sia gente pronta ad immedesimarsi in Robert Neville, soli con le proprie lattine di fagioli andando in giro ad ammazzare zombie. In Italia invece, patria del sole e del mare, della pizza e del mandolino (uh?) non ci siamo mai posti il problema, almeno finora.

Regola #1: La sfiga non ti avvisa in anticipo.

Primo perché tanto succede sempre a qualcun’altro, secondo perché «che vuoi che succeda qui, pensa alla figa a campare».

Ora invece la sera ti addormenti tranquillo e la mattina ti svegli in una stanza vista lago, le bombe d’acqua hanno sostituito quelle talebane e i meteorologi hanno cominciato a giocare ai dadi. Forse è giunto anche per noi italioti il momento di fare la conoscenza dell’amico di ogni apocalittico che si rispetti: il mitico BOB.

B.O.B. è l’acronimo di Bug Out Bag, dal gergo militare “to bug out”, muoversi velocemente da una parte all’altra, evacuare. Quindi, letteralmente, uno zaino da evacuazione.

Dopo che vi siete tolti dalla faccia il sorrisino ebete del doppio senso andiamo avanti.

Bug Out BagB.O.B. è quindi uno zaino contenente il minimo necessario ad una permanenza forzata fuori casa, tra le 24 e le 72 ore, che consente di non essere del tutto inermi ed impreparati ad un evento improvviso o comunque ad una fuga veloce.

Nel nostro caso un’alluvione o un forte terremoto che, soprattutto in piena notte, potrebbe farci trovare in strada letteralmente in mutande a lamentarci dei soccorsi, del sindaco, del tempo e di Balotelli.

Si appartiene al volgo finché si attribuisce la colpa sempre agli altri (Epitteto)

Una B.O.B. va ovviamente collocata in un posto accessibile in caso di fuga veloce, confinarla in fondo all’armadio o in cantina ci sarà utile come il bordo dei toast.

Alcuni suggeriscono di averne anche una nel bagagliaio dell’auto. Non è un’ipotesi del tutto sballata, visto che potrebbe tornare utile anche in situazioni meno critiche, ma richiede ovviamente il doppio del tempo e del costo.

 

 

 

Preparazione

Se siete in una zona ad alto rischio o più semplicemente volete stare tranquilli qualsiasi cosa accada, vediamo insieme come preparare il nostro zaino da evacuazione evitando di pensare ogni volta a The Walking Dead e, soprattutto, senza entrare nelle spirali infinite dei siti e dei manuali di sopravvivenza in stile Bear Grylls.

Ovviamente molte informazioni ci tornano utili eliminando le americanate e lo spirito da ultimo uomo della Terra, di certo poco pratiche per un’emergenza dalle nostre parti dove i soccorsi potranno sì arrivare tardi, ma di certo non saranno stati fatti fuori da un’entità aliena che ha invaso cordialmente il pianeta. Almeno si spera.

Ognuno ha la sua idea di B.O.B. così come la ricetta della carbonara.
Questa è semplicemente la mia, quindi non è detto che sia in assoluto la migliore.

 

 

Lo zaino

Per prima cosa, ovviamente, ci serve uno zaino. Va bene anche il vecchio Invicta con le scritte a pennarello o quello che vi hanno regalato al villaggio vacanze. Se ne dovete comprare uno, che abbia perlomeno la tasca davanti e le retine ai lati per contenere le bottigliette d’acqua.

Il grandioso popolo cinese sarà lieto di farvi fare un affare, evitate quindi di spendere più per lo zaino che per il contenuto interno. Non serve fare gli hipster, va bene anche quello vecchio di Peppa Pig di vostra figlia (del maiale, si sa, non si butta via niente).

Ora che abbiamo lo zaino di Peppa (lo sapevo che avreste sacrificato il maiale alla causa) pensiamo un momento alle situazioni a cui potremmo andare incontro: che si tratti di alluvione improvvisa o di terremoto, il comune denominatore è sicuramente il poco tempo a disposizione per lasciare la propria abitazione. Inoltre c’è la possibilità che questo avvenga di notte, prendendoci alla sprovvista e con la mente poco lucida (se non del tutto addormentata).

Potrebbe inoltre essere necessario star fuori casa più di un giorno, e non possiamo certo portarci dietro dei trolley come se andassimo in settimana bianca.

Quindi: pensiamo a come gestire almeno la notte fuori casa o comunque le prime 24-48 ore che sono quelle con i maggiori disagi.

 

BOB Peppa Pig style

 

Regola #2: puntate sempre alla testa.

Se poi siete finiti vostro malgrado nel mezzo di una Apocalisse Zombie… beh, puntate sempre alla testa, mi raccomando.

 

 

Abbigliamento e protezioni

Volete stare al freddo e al gelo senza la maglietta della salute? Che direbbe vostra nonna? Iniziamo quindi con il mettere nello zaino delle mutande, delle magliette e dei calzini, sia estivi che invernali (d’altronde la catastrofe è come il Natale, quando arriva arriva).

Vi potrebbe infatti capitare di saltare giù dal letto in pigiama o in mutande e di trovarvi dopo 2 minuti in strada. Oppure di passare fuori più tempo del previsto e di puzzare come troll.

Se potete, mettete nello zaino anche una tuta invernale: è calda, comoda e all’occorrenza la parte sotto, tagliando le gambe del pantalone, può essere usata come pantaloncino estivo (d’altronde si parla di emergenza, non fate gli snob) risparmiandovi di inserire un ulteriore indumento nel mucchio.

Per conservare spazio usate un sacchetto di plastica per il sottovuoto, di quelli che si usano con un normale aspirapolvere, così la tuta occuperà il minimo necessario, anche se di pile.

Chiedete a vostra mamma se non avete capito. Lei sa.

Oltre che a trovarvi fuori casa in mutande potreste trovarvi per la fretta anche senza scarpe, quindi averne un paio leggere e poco ingombranti potrà tornare molto utile. Potete anche mettere le scarpe in una busta di plastica ed attaccarla all’esterno dello zaino, in modo da poterle abbandonare al volo se non vi dovessero servire.

Vanno bene anche delle ciabatte, se proprio non avete scarpe da sacrificare. Sempre meglio di camminare scalzi o studiare da fachiri.

Regola #3: sfruttate al meglio gli spazi.

Includete inoltre un poncho impermeabile in plastica, occupa pochissimo spazio, costa poco ed è utilissimo in caso di maltempo. Se vi avanza spazio alla fine inserite anche un mini ombrello, leggero e poco ingombrante.

 

 

Acqua

Puoi stare settimane senza mangiare ma pochi giorni senza bere, è un dato di fatto. Avere un po’ di acqua è fondamentale e le bottigliette da ½ litro sono comode ed adatte allo scopo.

Ora, sfatiamo un attimo il mito dell’acqua in bottiglia che scade, soprattutto quella in plastica: una bottiglietta conservata al riparo dalla luce e dal calore dura molto molto di più rispetto alla data di scadenza e, comunque, anche se fosse in atto il processo di degradazione del PET (quindi una possibile formazione di acetaldeide e antimonio) se ne avvertirebbe l’odore all’apertura della bottiglietta. Resta il fatto che il processo di degradazione è causato dal calore, quindi a meno di non avere le bottigliette esposte al sole o attaccate al termosifone, non c’è pericolo. In alternativa, ovviamente con un costo addizionale, potete usare delle borracce in alluminio. Ma evitate comunque le fonti di calore.

Regola #4: conservate l’acqua al riparo dalla luce e dalle fonti di calore.

Se disponete di uno zaino con tasche a rete laterali, sfruttatele per inserirvi un paio di bottigliette d’acqua o in alternativa degli integratori di sali minerali (Gatorade, Powerade e simili). Ovviamente potete inserirne anche all’interno dello zaino, se vi rimane spazio a disposizione.
Le tasche laterali ci consentono di sostituire periodicamente le bottigliette, velocemente e senza aprire lo zaino, evitando così di porsi il problema precedente e stare sereni (per modo di dire).

E’ necessario però bilanciare il peso dello zaino ed il quantitativo di acqua: se siete dei bisonti non sarà un problema per voi caricarvi qualche kg in più sulle spalle, mentre se siete esili uno zaino eccessivamente pesante potrebbe essere addirittura di intralcio alla vostra messa in sicurezza. Se potete, portatevi almeno un litro di acqua potabile a disposizione.

 

 

Kit medico

Gli Apocalittici seri dispongono di uno zaino a parte dedicato solo alle medicazioni, il B.O.M.B. (Blow Out Medical Bag). Ora, senza eccedere in catastrofismo è abbastanza chiaro che è meglio avere dietro i propri medicinali essenziali. Inoltre un piccolo kit di pronto soccorso potrebbe rivelarsi utile, se non vitale, soprattutto in condizioni di emergenza.

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Ognuno avrà delle priorità per il proprio kit medico, chi soffre spesso di mal di testa si preoccuperà sicuramente di inserire degli analgesici mentre chi ha problemi di stomaco penserà ai gastroprotettori o agli antidiarroici. La buona regola è far finta di dover andare in vacanza e quindi includere i medicinali che ci porteremmo dietro per almeno 2-3 giorni, soprattutto i salvavita o quelli che prendiamo giornalmente (ad esempio per la tiroide, la pressione alta, la depressione, ecc…).

Regola #5: ricordatevi i vostri medicinali essenziali.

Una pochette da bagno è comoda per preparare il kit medico, ma va bene anche una bustina di plastica senza fare troppo gli schizzinosi.

Esistono molti kit già fatti anche se spesso riempiti di cose inutili o di pessima qualità. Se non volete sbattervi potete comprarne uno e poi integrare quello che manca.

Un kit base fai da te dovrebbe almeno avere:

  • dei cerotti, anche sfusi, di varie misure;
  • qualche paio di guanti in lattice, meglio se sterili;
  • della garza e delle bende;
  • del nastro medico telato;
  • delle forbicine;
  • delle pinzette per ciglia, utili per togliere schegge o vetri;
  • del disinfettante, anche travasato in una boccetta più piccola;
  • una coperta isotermica (quella dorata da un lato ed argentata dall’altro, per capirci, detta anche “metallina”);
  • un assorbente femminile (ovviamente se si è donne o ce ne sono in casa) utile comunque anche per tamponare una grossa ferita;

Il resto a piacere, ma non stiamo partendo per l’Afghanistan quindi direi che il necessario per non dire «ca@@o, potevo prendere…» c’è.

Potete anche aggiungere un piccolo manualetto di Primo Soccorso, oppure scaricarvi delle app sul vostro smartphone.
Ce ne sono di gratuite e che funzionano anche offline, scordatevi infatti di poter disporre di connessione internet in questi casi (probabilmente non funzioneranno neanche i telefoni).

 

 

Cibo

Ok l’acqua, ma qualcosina da mettere sotto i denti in attesa dei soccorsi non farebbe male, soprattutto se sono passate parecchie ore dall’ultimo pasto. Una bustina di frutta secca, che si conserva parecchio ed è un’ottima fonte energetica, o un paio di barrette da palestrato possono bastare. D’altronde, si tratta di attendere i soccorsi e non prepararsi ad affrontare la foresta pluviale per settimane.

Se pensate di poter avere quest’ultimo problema, fareste meglio a prepararvi come un marine invece di leggere Lega Nerd.

Lasciate infine stare amo e lenze, praticamente presenti in tutti i kit di sopravvivenza. Vi ci voglio infatti vedere ad andare a pescare in centro storico dopo un terremoto, soprattutto se l’unica canna che avete mai avuto in mano era di erba. Su, siamo seri.

 

 

Chiavetta USB e fotocopie documenti

Si, avete letto bene. Voi direte: «che min@@ia ci faccio con una chiavetta USB in una situazione del genere?» ed invece ha il suo senso, visto anche il pochissimo spazio che occupa all’interno dello zaino (meglio ovviamente nella tasca davanti, più accessibile).

In situazioni di emergenza potremmo non avere con noi i documenti, i numeri di telefono, le polizze assicurative ecc… che invece ci basterebbe scansionare e piazzare nella chiavetta. Un lavoro che non richiede troppo tempo ma che può risultare comodo anche in un viaggio di piacere, non solo per la Bug Out Bag.

Regola #6: fate una copia dei documenti utili

Ecco un esempio di cosa potrebbe tornarvi utile:

  • scansione di carta d’identità, patente, codice fiscale, passaporto, tesserino sanitario;
  • numeri di telefono ed indirizzi email;
  • documenti medici (gruppo sanguigno, cartelle cliniche, prescrizioni di medicinali) che potrebbero agevolare i soccorritori;
  • documenti assicurativi (auto, casa, lavoro, responsabilità civile);
  • libretto e documento di proprietà dell’auto;
  • foto e nomi di tutti i componenti della famiglia, in caso ci siano dispersi;

Alcuni documenti essenziali è bene averli anche in forma cartacea, almeno una fotocopia della carta d’identità ed una delle eventuali polizze assicurative da attivate in questi casi.
I fogli A4 delle copie potrebbero inoltre tornare utili anche per scrivere in caso di necessità, ma evitate troppa carta e sfruttate ove possibile il fronte/retro ed il ridimensionamento.

 

 

Soldi

Potrebbero tornarvi utili se venite balzati fuori casa all’improvviso, fate quindi un piccolo sacrificio e mettete via qualche banconota e qualche moneta in caso di emergenza.

Poi dimenticatevene, altrimenti alla prima occasione rischiate di usarli per le sigarette non rimettendoli più al loro posto. Fidatevi.
Inseriteli se potete in un contenitore o in una busta impermeabile, insieme alle fotocopie dei documenti del punto precedente.

 

 

 

 

Varie ed eventuali

Ci sono poi una serie di cose che sarebbe meglio avere nella nostra Bug Out Bag, anche se non strettamente necessarie. Rendono il kit più completo e vale la pena dedicarvi attenzione.

Ricordatevi inoltre di usare sempre delle bustine in plastica, possibilmente sigillate, per proteggere il materiale che a contatto con l’acqua si danneggerebbe.
Lo zaino potrebbe sempre bagnarsi o finire in una pozzanghera.

 

Copia delle chiavi

Nella fretta di lasciare la casa, potremmo dimenticare le chiavi dell’auto o addirittura dell’abitazione stessa. Meglio avere una copia delle chiavi essenziali all’interno dello zaino, ovviamente nella più accessibile tasca anteriore.

 

Coltellino svizzero

Parliamo di uno strumento multiuso serio, tipo Leatherman, non quelli che si crepano appena provi ad usare le forbici su del cartone. Avere in una situazione di emergenza qualcosa che taglia, sega o svita può risultare molto, molto comodo.

In alternativa se non in aggiunta un buon coltello a serramanico tipo il KA-BAR Mule o, come ultima ratio, un coltello da cucina o da bistecca (quelli che insomma tagliano).

 

Bandana

La bandana è un oggetto molto versatile e che può essere usato in tantissimi modi (c’è addirittura chi ne ha stilati più di 100).

Ad esempio:

  • fazzoletto
  • laccio emostatico
  • fasciatura
  • maschera anti polvere
  • riparo per il collo dal sole o dal vento
  • presina
  • sacca
  • filtro per l’acqua

Per lo spazio che occupa e per l’uso che se ne può fare, vale la pena inserirla nello zaino.

 

Asciugamano

Ne basta anche uno piccolo, dipende dallo spazio che avete.
Come la bandana, è un oggetto dai molteplici usi. Inoltre, dopo aver sterminato una mandria di zombi un’asciugatina al sudore ci sta tutta.

 

Fazzoletti di carta

Risulteranno utili anche come carta igienica di emergenza, occupando al tempo stesso poco spazio. Meglio metterne un paio di pacchetti.

 

Sacchi spazzatura

Un paio di sacchi della spazzatura di quelli resistenti potranno farvi comodo come borse di emergenza, come teli di plastica e, addirittura, anche come sacchi. Incredibile la tecnologia moderna.

 

Torcia

Una piccola torcia può far comodo soprattutto se si deve abbandonare la propria abitazione di notte. Potrebbe anche mancare la corrente nel vostro palazzo, quindi meglio averla a portata di mano nella tasca anteriore evitando così di accartocciarsi per le scale al buio.

Attenzione alle torce con dinamo: la maggior parte sono giocattoletti e contengono batterie, oltretutto non ricaricabili, al loro interno. Se si scaricano non sono poi in grado con la sola dinamo di fare una luce decente, o comunque non come dicono 3 minuti di carica per 30 di autonomia. Pensate un attimo alla dinamo della vostra bicicletta…

 

Penna

Altro oggetto che occupa poco spazio e può rivelarsi utile, anche se i Millennials non saprebbero usarla. La tecnologia più avanzata della matita potrebbe essere un vantaggio, non rischiando di non funzionare proprio quando serve, a patto di disporre di qualcosa per farne la punta (vedere alla voce “Coltellino svizzero”).

Se avete dei documenti fotocopiati, potete usarli come carta da scrivere, in alternativa potete mettere nello zaino un piccolo block notes o un quaderno.

 

Cordino

Finora ci siamo mantenuti in equilibrio sulla sottile linea tra buon senso e apocalitticismo, ma un pezzettino di corda può essere utile ed occupa comunque poco spazio.

Se volete sentirvi come MacGyver, mettete nello zaino una metrata o due di Paracord 550. Sta ad un normale cordino come la bandana ad un fazzoletto di carta, e proprio come la bandana ha svariati utilizzi.

Paracord 550Il Paracord 550 è un cordino militare utilizzato durante la seconda guerra mondiale per la produzione di paracadute.È formato da da 7 fili intrecciati singolarmente e può reggere un carico di 250 Kg. Ognuno dei 7 fili, se usato singolarmente, può sopportare un carico di circa 35 Kg.Vengono realizzati anche dei braccialetti e dei portachiavi che ricordano gli scooby doo degli anni ’80, per avere sempre “a portata di polso” un po’ di Paracord.

 

Nastro isolante

Come per il cordino, occupa poco spazio e può rivelarsi utile anche in sostituzione del nastro medico.

Usato con i sacchi della spazzatura e stretto intorno alle caviglie può crearvi anche dei copriscarpe per camminare nell’acqua e supplire così alla mancanza di stivali in gomma, che sono ovviamente troppo ingombranti per uno zainetto di emergenza.

 

Guanti da lavoro

Per dare una mano ai soccorsi, rimuovere macerie, vetri rotti, maneggiare una pala o strozzare il vicino senza lasciare impronte digitali. Teneteli a portata di mano, in cima alle altre cose all’interno dello zaino o direttamente nella tasca anteriore.

 

Elettronica

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Una radiolina piccola da pochi spiccioli potrebbe essere utile per ascoltare un notiziario o un po’ di musica. Difficilmente vi potrà servire per captare messaggi radio da Terminus.

Una batteria esterna di quelle con attacco USB per caricare il telefono sarebbe molto comoda: potreste infatti uscire di casa avendolo già scarico (sempre che vi siate ricordati di prenderlo). Ricordatevi che le batterie al litio perdono un 10-15% di carica l’anno stando ferme.

Possiamo anche pensare di riesumare quel vecchio cellulare buttato nel cassetto, infilarci dentro una SIM con qualche euro caricato sopra e metterlo, ovviamente spento, nello zaino facendo però attenzione che alcune SIM scadono se non utilizzate o ricaricate per molto tempo.
Ricordate però che le chiamate di emergenza si possono sempre effettuare, anche senza SIM o credito.

Il 112 è il numero unico di emergenza valido in tutta l’Unione Europea, che si può chiamare anche senza SIM (con alcune eccezioni) o in assenza di copertura di rete. Ovviamente, grazie alla famosa efficienza italica, da noi al 112 rispondono ancora i Carabinieri non essendo mai stata realizzata una centrale operativa unica come richiesto dalla UE, salvo qualche sperimentazione in Lombardia.

 

Se il vecchio cellulare in questione è anche uno smartphone, installateci sopra qualche app gratuita utile, ad esempio una guida al primo soccorso e, perché no, una dedicata alla sopravvivenza. Scaricatevi anche delle mappe offline della vostra zona con l’apposita funzione di Google Maps.

 

Altro

Piccole cose che potrebbero tornare utili:

  • sigarette (se siete fumatori e rimanete senza in una situazione del genere, impazzite)
  • fiammiferi / accendino
  • saponetta (piccola, tipo quelle che vi fottete in Hotel)
  • posate
  • bicchiere in plastica dura, o addirittura quello telescopico se lo trovate ancora da qualche parte (si usava molto negli anni ’80)
  • fischietto, per segnali ai soccorritori
  • mazzo di carte, perché non si sa mai quanto si deve aspettare
  • qualcosa che sicuramente mi sono dimenticato

 

 

 

Conclusioni

Ovviamente ci si augura di non trovarsi mai in una situazione di difficoltà dovuta ad un’alluvione o ad un terremoto, ma i fatti di questi ultimi giorni purtroppo dipingono una realtà fatta di emergenze, maltempo e problemi nei soccorsi.

Sapersi organizzare per tempo è quindi fondamentale per chi vive in zone a rischio e, anche se una Bug Out Bag non riduce la gravità e drammaticità degli eventi, può almeno facilitare la gestione delle prime ore, se non addirittura giorni, di evacuazione forzata.

Questa è la civiltà; hai tutto quello che vuoi quando non ti serve

(Antonio De Curtis, per gli amici Totò)

Nonostante il tema principale in comune, questo articolo non è collegato alla splendida (e purtroppo non mia) Guida ad una reale Apocalisse Zombie di Pakap. Noblesse oblige.
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