Black Sails

7 anni fa

4 minuti

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Arriva in Italia sull’aria delle migliori promesse l’ultima fatica di casa Starz, la rete televisiva statunitense che a colpi di produzioni originali come Spartacus e il nuovissimo Outlander si sta sempre più imponendo all’attenzione dei maniaci di serie tv.

Black Sails, che ha esordito in settimana sul canale AXN del bouquet Sky, cavalca l’onda del grande successo ottenuto in tempi recenti dalle serie in costume tornando in maniera piuttosto rischiosa in un ambito tematico, quello della pirateria, che ha nella saga de “I pirati dei Caraibi” una pietra di paragone estremamente scomoda.

Se quando si pensa ai pirati la mente dei meno giovani corre immediatamente a Polansky (Pirati, 1986), a Willy L’Orbo (I Goonies, 1985) e ad uno straordinario set Lego (1989), non c’è dubbio che il franchise della Disney abbia ridisegnato il tema, dettato nuovi standard e aperto le gesta dei bucanieri al più ampio e disparato pubblico.

Il tutto ovviamente in una salsa squisitamente disneyana, fatta di umorismo, buoni sentimenti, romanticismo e budget stratosferici per la realizzazione.

 

 

Come si fa a riprendere il filo del discorso Pirati dopo Jack Sparrow? Semplice: si entra a gamba tesa.

I passaggi seguiti dagli sceneggiatori al soldo (tra gli altri) del re dell’action Michael Bay sono in realtà piuttosto semplici: togliamo il soprannaturale e mettiamo la realtà storica, cestiniamo l’umorismo e sostituiamolo con una manica di stronzi, via la computer graphic e dentro un po’ di caro vecchio sangue.

Altro? Ah si… visto che la gente ha visto sulla nostra rete Spartacus, per non deludere nessuno mettiamoci un po’ di tette e culi e, dato che siamo attenti ai particolari, non lesiniamo anche un po’ di peluche (vorrete mica dirmi che le battone caraibiche si depilavano?).

Il risultato di questo restyling sul tema è veramente ottimo.

Andiamo con ordine. La trama della serie è molto bella, articolata e credibile, facendo tra l’altro sponda su “L’isola del Tesoro” di Stevenson, della quale si configura in pratica come una sorta di prequel.

 

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I personaggi incrociano le spade in una complessa rete di interessi che fanno capo principalmente ad un unico Dio, che tanto per cambiare è il denaro.

I personaggi, ripresi appunto dal capolavoro per ragazzi di fine 800, incrociano le spade in una complessa rete di interessi che fanno capo principalmente ad un unico Dio, che tanto per cambiare è il denaro.

La dinamica delle vicende è molto solida e offre uno spaccato credibile e molto interessante sulle politiche commerciali e mercantili dell’epoca, che poi hanno di fatto generato la figura del pirata. Non manca, nel complesso prevalentemente business oriented della trama, quell’abbondante dose di avventura e di ricerca che immediatamente si associa a questi cacciatori dei sette mari.

 

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Le vicende sono intricate, in un balletto di tradimenti e contro-tradimenti

Le vicende sono intricate, in un balletto di tradimenti e contro-tradimenti che ormai ci sono familiari: le serie tv sono diventate una miniera d’oro per gli sceneggiatori che sono liberi di aprire e chiudere parentesi a loro piacimento contando sulle molte ore di girato a disposizione.

Per quanto riguarda i protagonisti, più che soffermarsi sulle varie personalità, vale la pena notare come la figura generica del pirata sia stata affrontata in modo molto dettagliato, scindendo in due l’aspetto sociale e quello individuale dei singoli.

Da un lato un codice d’onore, delle regole e delle sfumature fortemente tribali che li legano tra loro, dall’altro la realtà storica di persone spesso allo sbando, delinquenti, viziose, spietati assassini, uomini senza speranza destinati a vagare per mare. E questo, a onor del vero, affascina molto.

 

In Black Sails I buoni vanno cercati con il lanternino, mentre l’isola di Nassau trabocca di figli di puttana col coltello tra i denti

Avendo già citato Michael Bay, nessuno si meraviglierà del fatto che la componente action della serie sia molto ben sviluppata, tanto nel ritmo e nell’adrenalina, quanto nella qualità degli scontri. Tutte le scene girate in mare evidenziano una eccellente attenzione ai dettagli nella ricostruzione dei galeoni e delle battaglie navali.

Dimenticatevi di Jack Sparrow, munitevi di una bottiglia di rum e di un bel mignottone caraibico.

Regalo un punto in più alla serie anche per il setting veramente notevole, luminoso, rigoglioso, paradisiaco: spiagge bianche e mari cristallini sono una gioia per gli occhi.

Insomma, dimenticatevi di Jack Sparrow, munitevi di una bottiglia di rum e di un bel mignottone caraibico e imbarcatevi in questa avventura: magari alla fine esclamerete… “Urca !”

 

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