Visto che siamo la gente e il potere ci temono, ho deciso di pubblicare questa auto-intervista (termine perfetto visto che si parla di veicoli elettrici). Immaginatemi nelle risposte come un losco figuro girato di spalle e con la voce modificata che neanche Britney Spears.

 

Come è iniziato il suo rapporto con i veicoli elettrici?

Si tratta di una perversione sviluppata fin dalla tenera età. Ore passate davanti alla pista Polistil/Policar e a montare e a distruggere i modellini della Tamiya avrebbero dovuto allarmare i miei genitori.

Quando decisi di fare outing prendendo una laurea in ingegneria elettronica era ormai troppo tardi per loro. E per me.

 

Come alimenti questa perversione?

Il mio, come tutti i rapporti morbosi, vive di momenti di grande passione alternati a fasi di negazione assoluta. Per questo motivo, per otto ore lavorative al giorno (IVA esclusa) mi impegno a progettare strumenti di distr… ehm… sistemi di ricarica per veicoli elettrici.

Nel restante (?) tempo faccio il tamarro con veicoli rigorosamente inquinanti, antieconomici e con almeno 200 CV. Prima che me lo chieda, lo ammetto: ho una particolare “passione” per i cavalli.

 

Pensa che la mobilità elettrica rappresenti il futuro o le lobby del petrolio scateneranno una guerra santa?

Ormai le lobby lavorano alacremente all’occultazione di motori a idrogeno, aria compressa, acqua tonica e gatto imburrato: i motori elettrici non li considerano più.

Considerando questo fattore, ritengo che, come tutte le “rivoluzioni tecnologiche” il successo dipenda da una serie di tasselli che devono incastrarsi nel modo giusto spazzando via ogni scetticismo: classica reazione di un orango davanti ad uno smartphone.

Proprio questi ultimi, ad esempio, hanno rappresentato una grande rivoluzione. Senza reti dati solide, Facebook e gattini pucciosi difficilmente si sarebbe arrivati a questo punto!

 

Cosa dovrebbe succedere quindi secondo lei?

Per permettere la diffusione della mobilità elettrica bisognerà tranquillizzare lagggente. È ovvio che l’elettrico ha dei limiti oggettivi di libertà, ma se in futuro vedessimo comparire più stazioni di ricarica negli autogrill, se ci trovassimo ingolositi da tariffazioni agevolate (la ricarica veloce della Tesla in America è gratuita!) e altri incentivi, ecco che, soprattutto per l’uso cittadino, potremmo assistere ad un boom del motore elettrico.

 

Quindi col motore elettrico possiamo salvare i gattini pucciosi dal soffocamento?

Discorso delicato. Il problema ecologico non si risolve così facilmente. La conversione energetica viene semplicemente spostata dal nostro veicolo (togliendoci finalmente la rottura di palle di Euro 1,2,3,…99) alle centrali.

Se le centrali usassero come combustibile i gattini pucciosi è ovviamente impossibile raggiungere l’obiettivo del Fronte di Liberazione Gattini Pucciosi di cui faccio parte insieme al 50% degli utenti medi di Facebook.

 

Tornando a lei. Sappiamo che ha avuto di recente un rapporto extramatrimoniale completo con una BMW i3 REx.

Argh. Sapevo che non sarei riuscito a nascondere il misfatto a lungo. Lo ammetto. Abbiamo avuto comunque un rapporto fugace, sono sempre legato alla mia compagna piena di cavalli.

 

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Ci racconti come è andata.

Vi racconterò tutto. Ho preso la i3 REx (Range Extended) per trasferirla da Milano a Torino, nulla di più. Devo ammettere che all’inizio non è stato semplice, soprattutto nei preliminari.

L’ansia da prestazione era forte e lei era molto diversa dalla mia compagna. Al primo impatto, infatti, la mia mano destra cercava infruttuosamente il conforto del pomello delle marce, il mio piede sinistro cercava un’inesistente frizione.

Nel frattempo il tecnico BMW mi raccomandava di accendere il supporto Range Extended appena possibile pena lo smarrimento definitivo lungo la strada. Poi il momento cruciale: l’accensione!

 

Cosa è successo premendo il pulsante START?

Niente.

 

Non si faccia tirare fuori le parole dalla bocca. Entri nei dettagli più intimi.

No, davvero. Non è successo assolutamente nulla. Nessun rumore, nessun suono. Poi una volta inserita la marcia drive e premuto l’acceleratore si è misteriosamente mossa avanti, sempre nella più totale discrezione. Mollando il pedale poi, l’auto rallentava pesantemente, come se avessi frenato.

 

Ci racconti il viaggio.

Nella parte cittadina la BMW i3 era scattante e semplicissima da gestire. Un solo pedale, niente cambi continui, niente rumore. Mi potevo godere con estrema gioia gli sguardi interessati dei passanti e le occhiate lascive delle giovincelle.

La guidabilità era ottima, la sensazione era nuova e estremamente coinvolgente. Mi sembrava già di sentire i miagolii dei gattini pucciosi che stavo salvando. Poi l’apocalisse.

Uscito dal percorso urbano e entrato in tangenziale/autostrada, il sogno si è interrotto. L’auto, infatti, prevede 3 modalità di consumo: Comfort, Eco Pro e Eco Pro+, ma quella con il rapporto gps/s più elevato (gattini pucciosi salvati al s) in tangenziale può essere rinominata come “Baden-Baden”.

Limitazione a 90 km/h e aria condizionata ridotta ai minimi termini ti portano alla difficile scelta: Camera a Gas (abbassando i finestrini) o Forno Crematorio (tenendo i finestrini alzati). Senza contare le strombazzate dei veicoli che in questa trasposizione ricordano urla “Schnell Schnell!”.

A questo si aggiungeva anche l’informazione inquietante del sistema di navigazione che mi ricordava che non posso arrivare alla destinazione prefissata con l’autonomia attuale e si proponeva di trovarmi punti di ricarica (optional che costa 700 euro circa).

Questo avveniva perché, come segnalatomi dal concessionario, la funzione REX si può attivare solamente sotto il 70% di carica residua della batteria.

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Modalità Baden Baden = 227 km di autonomia (90 dovuti alla batteria e 137 grazie al REX)

 

REX?

Sì. Si tratta di un motore 650cc a benzina (serbatoio 9l) che si occupa di mantenere la carica della batteria per portare l’autonomia da 150km (in modalità Baden-Baden) a 300km.

È un optional che ci dimostra che, con una somma ingente di denaro, possiamo comprarci la libertà di viaggiare senza l’angoscia di non trovare un punto di ricarica sul tragitto (sono circa 4500 euro in più).

Grazie a questo sono riuscito ad arrivare a casa senza troppe difficoltà dopo un tragitto di circa 190 km, al termine del quale il serbatoio supplementare era in riservissima ma la batteria si attestava sul 70% (circa 80 km).

 

Quindi non ritiene utile la funzione Eco Pro+?

No, anzi, la ritengo molto utile se usata in città in giornate non caldissime o in quelle situazioni in cui ci va, da buoni tamarri, di viaggiare col braccio arrogantemente fuori dal finestrino (con annessa dozzinale abbronzatura asimmetrica).

Per quanto riguarda l’autostrada è veramente limitante da usare. Meglio viaggiare con Eco Pro a cui aggiungerei il cruise control e un pintone di caffè a portata di mano.

 

Ok. Ora che ha rotto il ghiaccio, ci dica tutto quello che i nostri telespettatori vogliono sapere. Ci dica ciò che non troveremo mai nelle brochure e che il concessionario non ci dirà mai.

Cercherò di soddisfarla. Inizio dalle note dolenti.

 

Consumi e costi

Analizzando il mio viaggio ho consumato 9 litri di benzina per 180 km circa. Questo ci dimostra come viaggiare con il REx, pur mantenendo alto il coefficiente gps/s, non ci faccia risparmiare più di tanto rispetto ad una normale automobile.

Questo mi fa dire che, non bisognerebbe valutarne l’acquisto se si pensa di utilizzarla per più di 50km al giorno. Superare questa soglia ci obbligherebbe ad una ricarica completa al giorno o ad una spesa paragonabile a quella media di una piccola utilitaria.

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Inoltre l’auto è ricaricabile in 6-8h da una presa. Vivendo al 9° piano posso ringraziare di avere un garage. Una prolunga dal balcone sarebbe poco apprezzata dai vicini.

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Tutto questo dovrebbe risolversi – messaggio promozionale in sovraimpressione – quando le bellissime stazioni di ricarica spunteranno come funghi (e pare che la direzione futura sia questa) e quindi con circa 30’ di sosta potrò ricaricare la mia BMW i3 (che tra l’altro integra diversi standard di ricarica).

 

Manovrabilità

La macchina è veramente comoda da gestire in città. Niente spegnimenti al semaforo perché si parte in 5a, maggiore attenzione alla strada, agilità da vendere (il motore è scattantissimo) e tanta gnocca che ti guarda lasciva.

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Unica pecca, minima, sul parcheggio: ottima gestione del posteriore (soprattutto se compriamo i sensori da 1000 euro), un po’ peggio sul davanti dove il fascione è difficilmente visibile e gestibile. E se dovessimo mai schiacciare un gattino durante la manovra avremmo perso tutto il vantaggio.

 

Gommatura/Manutenzione

Essendo abituato a piangere manco avessi preso 7 gol dal Brasile quando devo cambiare gomme (la mia bimba monta 255/35/19Y), ho prestato particolare attenzione a questo dettaglio.

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La i3 monta pneumatici 155/70/19 davanti e 175/60/19 sul posteriore. I primi stanno a 140 euro, mentre i secondi sui 200.

Un po’ fuori standard anche se non saprei valutarne l’usura media vista la trazione. Niente ruota di scorta, però c’è il crick, probabilmente per le risse con chi ci deve stare dietro in modalità Eco Pro+

Altro dubbio: ma se ho problemi, il mio meccanico dove mette mano?

 

Interni

L’auto rapisce subito per il suo design futuristico, anche se, ad un’attenta visione, si dimostra un po’ più grezza della prima vista. C’è anche da dire che è abbastanza in linea con gli standard BMW.

Salta anche all’occhio l’essenzialità dei sedili (li ho trovati più comodi dietro che davanti) e qualche parte un po’ meno curata (gestione alzacristalli). Ah, è una 4 posti.

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Interni – Da notare lo stupendo design a cui si contrappone un po’ di “essenzialità”

 

Portiere

Da segnalare che le portiere modello frigorifero non mi hanno colpito particolarmente.

Sono un po’ scomode da gestire dall’interno (alla fine dietro si è bloccati come fosse una 3 porte) e temo che non sarebbe piacevole se passeggero anteriore e posteriore dovessero mai sbattere le porte contemporaneamente.

 

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Costo

Eh…qui andiamo sul pesante. Si parte da 37k euro, ma come sempre è quasi impossibile spendere solo quella cifra. Il modello che ho usato io ha una configurazione da circa 50k euro (REX, navi, sensori, colori e cerchi)!

 

50000 euro, cento mioni del vecchio conio?

Sì, però bisogna valutare bene i costi. Abbiamo un incentivo statale e altre esenzioni varie (bollo esente) che penso possano abbassare di 10k€ la spesa su 10 anni di utilizzo (chissà come la gestiscono gli assicuratori).

Se poi contiamo 100000 km di vita fatti ad un costo (stimato molto a caso, chiedo venia) di 0,15 cent/kWh e con il consumo dichiarato di 14 kWh/100 km (che rispecchia abbastanza la realtà) risparmieremmo circa 7000 euro su un veicolo a benzina con consumi contenuti. Alla fine sono circa 33k€ equivalenti, senza contare i gps/s.

 

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Ma alla fine questo rapporto morboso come è finito?

Sono tornato dalla mia bimba chiedendo scusa per il breve tradimento.

Ho provato forti emozioni nel guidare un mezzo futuristico pentacazzuto tra le polverose e rumorose vetture della plebe. Mi sentivo in pace con l’universo.

Sentivo la natura che mi ringraziava perché finalmente non la soffocavo. Sentivo i gattini pucciosi intonare i cori ai miei 50000 euro investiti (si fa per dire) per il loro bene. Sentivo voci lontane della precrimine in azione e il sibilo di autolacci che si stringevano.

Ma alla fine, la mancanza del rombo dei cavalli mi ha riportato a negare la mia perversione, ancora una volta. Arriverà il tempo in cui gli uomini e i gattini pucciosi vivranno in sintonia anche fuori da Facebook. Presto, molto presto, ma non oggi.