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Il Cannibalismo Zoologico

10 anni fa

9 minuti

Dopo aver esaminato l'Antropofagia e il Cannibalismo in generale, eccoci (spero) all’ultimo tassello che mi ero ripromesso di scrivere, quello del cannibalismo zoologico.

Il rito del cibarsi di un individuo dei propri simili è comune in alcune specie, diffuso a macchia di leopardo e distribuito in maniera eterogenea tra le varie classi del regno animale.
Se troviamo una grande varietà di casi di abitudini cannibali tra gli invertebrati, i numeri diminuiscono sempre di più tra i vertebrati, facendo registrare decisamente meno casi tra pesci, anfibi, rettili, uccelli e mammiferi.

Le modalità e le finalità dell’atto non sono sempre simili, e su alcune esistono solo supposizioni; molti casi paiono addirittura come accidentali, ma ciò non toglie il fatto che questo gesto sia stato compiuto e si possa verificare per alcuni scopi come vedremo in seguito.

Date le differenze tra un caso e un altro ma date anche alcune analogie significative, per praticità ho diviso il tutto in grandi categorie dove andremo ad approfondire (o sviscerare) i vari casi più nello specifico.

Cannibalismo Sessuale

In natura la riproduzione tra due individui non è sempre semplice, e spesso per raggiungere l’atto sessuale bisogna compiere mirabolanti acrobazie, valide solo per alcuni periodi dell’anno. Eppure funziona!

Il più famoso caso di cannibalismo zoologico senza dubbio rimane quello della Mantide Religiosa: Il maschio in alcuni periodi dell’anno tenta di ingravidare la femmina salendole sul dorso. Improvvisamente lei lo guarda, lo accarezza teneramente. Gli trancia la testa e se lo divora, lasciando indietro solo le ali. Perchè? Non c’è una spiegazione comune nel mondo accademico, solo teorie più o meno valide. Alcune sostengono che la madre abbia bisogno di proteine per nutrire la prole e che il padre ignaro si stia sacrificando per l’avvenire della specie. Qualche altra teoria sostiene che la femmina non riconosca il partner e lo scambi per un insetto qualsiasi, divorandolo stremata dall’atto.

Intenzionale o no, questo episodio ci pone l’esempio comune anche ad altre specie (come le Vedove Nere, le tarantole o alcuni Scorpioni) del cannibalismo sessuale per eccellenza: che sia l’assenza di altre possibili prede facili nei dintorni o che sia un sacrificio obbligatorio, per poter deporre le proprie uova c’è bisogno di recuperare energia dopo averla spesa nell’atto sessuale.

Uno studio sulle tarantole ha notato che la frequenza con cui la femmina si scaglia sul partner sia dell’8-9 % prima del rapporto, e raggiunga invece picchi del 25-30% dei casi dopo il rapporto, riconoscendo nel maschio una facile preda più grossa e nutriente, ma soprattutto ignara del rischio che sta per correre.

Ci sono quindi vantaggi considerevoli nel cibarsi del proprio partner negli invertebrati, ovvero un facile spuntino con consequente apporto calorico che spesso va oltre le normali possibilità di rimediare qualcosa da mettere sotto i denti.

Un caso decisamente diverso e lontano è quello dei leoni, che comunque possono avere un rapporto stretto tra Sessualità e Cannibalismo. Gli episodi possono avvenire in una situazione particolare: la femmina ha una prole avuta da un maschio alfa.
Un nuovo maschio alfa prende il posto del primo, uccidendolo od allontanandolo dal branco; il nuovo maschio alfa decide allora di eliminare la prole del rivale per poter assicurarsi una propria discendenza, geneticamente superiore in quanto proveniente dal maschio più forte.
Perchè eliminare la prole dell’avversario? A voi le teorie. Ovviamente con l’intento di produrre nuova prole bisogna assicurarsi che ci sia la possibilità di mantenerla, ma questi cuccioli sono solo un ostacolo e una spesa a livello di risorse (cibo ed energia). In più la femmina non è più in calore, perchè ha gia una propria prole. Al maschio non resta che uccidere i cuccioli, talvolta divorandoli per poter avere subito del cibo, e mettere in calore la femmina.

Cannibalismo come prevenzione della specie

Può sembrare un ossimoro ai meno svegli, ma in alcuni casi eliminare propri simili può essere una mossa vincente per assicurare un buon avvenire alla propria specie.

Un esempio domestico è quello del Criceto domestico, simile a quello dei topolini o dei furetti, che avrà sicuramente inorridito generazioni su generazioni di bambini.
Effettivamente è abbastanza impressionante vedere la madre o il padre divorare i propri piccoli, apparentemente senza motivo.

I motivi vengono riscontrati in alcuni casi specifici, dove in maniera naturale la madre è stressata dopo il parto. Il padre è ancora li, e tenta di ripetere l’atto sessuale, ma di norma viene tolto dalla gabbietta perchè è solo un peso. Questo genera stress per la madre, che inizia a valutare la situazione e l’avvenire per i propri figli. Se la madre nota che un neonato sia malato o deforme, decide di toglierli di mezzo immediatamente mangiandoseli, acquisendo nuova energia per la prole rimasta. In questo caso il cannibalismo filiale è parziale, e parte della prole ha più possibilità di sopravvivere e di cavarsela perchè ha più risorse a disposizione. Se un figlio sano invece venisse malauguratamente toccato da un uomo la madre non lo riconoscerà più come figlio, nonostante sia in salute, e valutandolo come estraneo se lo divorerà per la felicità della prole rimasta. Ma se il criceto valutasse la situazione e l’ambiente in cui devono crescere i propri figli notando troppi elementi sfavorevoli (sensazioni amplificate dallo stress dei visitatoti alla gabbietta, dall’assenza del padre e da qualsiasi forma di distrubo) per amore dei propri piccoli, la madre arriverebbe a mangiarseli tutti, confidando in una nuova cucciolata.

Questo atteggiamento è comune anche ad alcuni pesci, che deponendo le uova si rendono conto di non poter contare solo sul numero per assicurare avvenire alla specie, arrivando a mangiare le proprie uova o gli stessi individui più deboli in favore degli altri che ottengono più risorse a disposizione. Non c’è un apporto energetico diretto in questo caso, ma una più grande ripartizione delle risorse.

Anche api e affini hanno un atteggiamento simile, seppur diverso: senza interrompere i cicli di riproduzione delle larve, in caso di necessità di cibo per fattori vari le larve più giovani vengono utilizzate come nutriente proteico fino a quando l’emergenza non viene superata con le nuove produzioni di cibo all’interno dell’alveare.

La tendenza di assicurare avvenire alla propria discendenza si può però scontrare con la discendenza della specie stessa, dove gli animali considerano più il proprio clan che la propria specie.
Tra i pesci come i Telmatherina sarasinorum infatti può capitare addirittura che il cannibalismo verso le uova avvenga da parte del maschio su quelle fecondate da altri maschi, per far si che solo la propria discendenza viva, comportamento del tutto identico ad alcuni uccelli che si nutrono delle uova di propri simili ma appartenenti ad altri, come gli stessi Canarini o Passeri.

Finora abbiamo elencato una serie di animali che tramite l’atto se la cavano e ottengono numerosi vantaggi, ma è sempre così?
Gia ci eravamo posti la questione dei famigerati prioni mentre discutevamo del Kuru, collegando il tutto al morbo della mucca pazza. Non è pericoloso per l’integrità della salute dell’individuo?

La risposta è una sola: dipende. In alcuni casi nel regno animale non si notano particolari problemi derivanti dal divorare propri simili, mentre in altri si. La differenza sta nei vari fattori a cui si è esposti caso per caso, a come un organismo si sia sviluppato ed evoluto in un certo caso piuttosto che un altro, e così via. In generale in linea di massima tra le specie che praticano il cannibalismo come attività naturale non riscontriamo molti svantaggi, ma solo punti a favore.

Gli svantaggi capitano in alcuni casi dove gli organismi assimilati in realtà sono un passaggio per l’interno dell’organismo per batteri e virus che normalmente non riescono ad espugnare l’organismo dall’esterno: è il caso della Salamandra Ambystoma tigrium i cui girini cannibali vengono infettati dai germi con cui convivono normalmente, venendo attaccatti e infettati dall’interno grazie ai fratelli ingeriti.

Cannibalismo straordinario

Può capitare infine che il gesto “estremo” del cannibalismo possa avvenire in situazioni estreme, fuori dal naturale scorrere della vita, sia tra uomini ed animali. Non tutti reagiamo allo stesso modo, come non tutti gli animali della stessa specie possono reagire ugualmente.

Ma quando capita si apre un caso interessante, di rilievo e inaspettato.

Il sovraffollamento è un caso particolare, per esempio. Anormale, ma può capitare. Come reagiscono gli individui di una stessa specie quando sono in sovrannumero e devono quindi dividere risorse tra più soggetti? Una semplice mossa è quella (ma va?) del predarsi fino a quando il gruppo non raggiunge nuovamente una dimensione sostenibile, come nel caso degli scorpioni, considerando sempre che un proprio simile può spesso essere una preda più semplice in quanto ignara, specialmente se del sesso opposto.

La scarsa disponibilità di prede o addirittura l’assenza è però la protagonista principale di questa categoria: Toccante esempio sono gli inaspettati Orsi Polari che stremati dalla fame possono addirittura arrivare a preferirsi alle foche (ricordo ovviamente che i casi di cannibalismo sono sempre in piccola percentuale rispetto alla totalità dei casi: il video linkato per esempio riporta una ridicola cifra di 8 casi registrati in un anno, che sono solo briciole; ribadisco però che il fatto degno di nota sia che sia successo anche una sola volta).

NDA
[spoiler]Esistono ovviamente centinaia di altri casi di cannibalismo zoologico con teorie e motivazioni più o meno accreditati, ma l’articolo è gia lungo abbastanza immagino. Spero di non essere stato troppo superficiale su alcuni punti e di non aver annoiato in altri, il mio intento era semplicemente di incentivare una propria ricerca personale sull’argomento incredibilmente vasto, senza fermarsi a quello che il profeta di turno scrive nei suoi articoli, dando spunti e buone basi.
Ho comunque cercato di trattare questi articoli decentemente, sperando che potessero avere l’effetto di molti altri che mi hanno spinto all’approfondimento e mi hanno fatto venire voglia di condividere qualcosa con il grande mondo di Lega Nerd. :res: [/spoiler]

Fonti & Approfondimenti

Wiki
Cannibalismo Filiale
Cannibalismo Sessuale

Il cannibalismo e la nascita della coscienza di Volfango Lusetti

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