3DO Interactive Multiplayer

3DO Interactive Multiplayer

Audio… video… three-deo..

1993

Mentre al cinema sbancano Jurassic Park e Philadelphia e i Nirvana pubblicano in Utero, i ragazzini di mezzo mondo si affrontano in una console war che non ammette prigionieri: Sega contro Nintendo, Megadrive contro SNES, Mega Console contro Super Console.
I più fortunelli dotati di PC possono sollazzarsi con un certo Doom e il buon Tim Schafer, sei anni dopo Maniac Manson, delizia i suoi fan con una nuova avventura punta e clicca: Day of Tentacle.

Nel frattempo, un certo Trip Hawkins ha avuto un’idea geniale…

Trip Hawkins

Ex direttore delle strategie di Marketing di Apple Computer e fondatore di Electronic Arts, nel 1993 Hawkins è uno dei più ricchi e famosi imprenditori nel settore dei videogame e ha intenzione di rivoluzionare il mondo dei videogiochi con una semplice idea: creare uno standard unico nel mercato dei videogiochi. Così come il video ha il VHS e l’audio ha il CD, Hawkins vuole creare una console che elimini decenni di console war, sistemi chiusi, cartucce incompatibili su altri sistemi and so on.

The most advanced gaming system in the universe.
Fonda quindi la 3DO Company, ma invece di creare una propria macchina, decide di vendere il concept di una nuova console ad aziende interessate a produrre e a vendere il prodotto in questione. Nasce quindi un consorzio di società licenzatarie formato da Panasonic, Goldstar (ovvero LG), Sanyo e Creative.
Ognuna avrebbe potuto produrre e vendere la console come meglio credeva, pur mantenendo degli standard dettati dallo stessa Company.

Nell’autunno dello stesso anno viene trionfalmente presentato al pubblico nordamericano il 3DO Interactive Multiplayer, “the most advanced gaming system in the universe”.

Caratteristiche tecniche

Al momento del lancio il 3DO aveva delle caratteristiche hardware estremamente avanzate: un processore a 32 bit, lettore CD a doppia velocità, Dolby Surround, memory card interna (ahimè da soli 32K!) e due porte di espansione.

Il joypad era dotato della classica croce direzionale e di (soli) tre pulsanti, più i tasti L e R sul lato superiore, un ibrido insomma tra il pad del Megadrive e quello dello SNES. Erano presenti inoltre i pulsanti Start e Select, ribattezzati Play e Stop in quanto funzionavano anche come comandi per i CD video e audio. La console era dotata di una sola game port e per giocare in multy player era necessaria attaccare il secondo joypad a una porta presente sul primo pad sulla sommita superiore.

È stata la prima console su cui era possibile ascoltare musica e vedere foto e video CD, un vero e proprio centro multimediale bello da vedere, compatto, lontano anni luce dalla plasticosità del Megadrive e e dello SNES.

Moderna, ultratecnologica, multimediale… e allora cos’è andato storto?

Epic fail

Le cause del fallimento del progetto 3DO, spesso ricordato come una delle peggiori console della storia, sono molteplici:

Il prezzo: 699 dollari. Troppi per qualsiasi comune mortale, soprattutto nel 1993, visto che tenendo conto dell’inflazione corrisponderebbero oggi a più di 1000 dollari. Nonostante i successivi ritocchi del listino (399 dollari appena un anno dopo) la console è rimasta inaccessibile al mercato di massa arrivando a vendere in 3 anni solo due milioni di pezzi.

I giochi: pochi titoli decenti in un mare di spazzatura. Tanto full motion video e poca giocabilità, tante conversioni di giochi per PC fatte in fretta e furia con risultati scadenti (Doom ne è un esempio lampante). Se a questo ci aggiungete anche lo scarso supporto delle varie third parties il quadro è completo.

I produttori: le varie versioni della console di Panasonic, Sanyo e Goldstar avevano qualcosa in comune, la fragilità. Migliaia di console dovettero essere riportate ai centri assistenza per i più svariati problemi, per non parlare dei joypad che tendevano a rompersi con una facilità disarmante. La versione Creative, pensata non come una console come una scheda grafica per i PC, venne letteralmente spazzata via dall’arrivo delle nuove schede video Matrox, enormemente più potenti e resistenti.

I concorrenti: Sega Saturn e Playstation. Due console a prezzi più contenuti e con un parco giochi maggiore sia per qualità che per quantità. L’arrivo dei nuovi nati in casa Sega e Sony segnò il definitivo naufragio del progetto 3DO.

Finale

Il 3DO cessò di essere prodotto nel 1996 e la 3DO si trasformò in una casa produttrice di videogiochi che però ebbe anch’essa vita breve, fallì infatti nel 2003 e le sue proprietà intellettuali vennero acquisite da Ubisoft.

Il nome di Trip Hawkins è rimasto inevitabilmente legato da quel momento a uno dei più grandi fallimenti nella storia dei videogiochi, superato forse solo dal solenne epic fail di Atari con il Jaguar. Nonostante tutto, nel 2005 il nostro beniamino è riuscito a entrare nella “Hall of Fame” della Academy of Interactive Arts & Sciences insieme a personaggi del calibro di Miyamoto, Naka, Meier e Molyneux.

Se qualcuno volesse provare una delle esperienze videoludiche che hanno segnato nel bene o nel male la storia degli anni ’90, la console è facilmente reperibile su Ebay a prezzi relativamente accessibili, anche se trovarne una totalmente funzionante e integra non è impresa facile.

Su internet sono anche disponibili vari emulatori della console per PC, i più famosi sono il 3DO Play e il FreeDO

Approfondimenti:
3DO Interactive Multiplayer (Wikipedia.it)
Dr. Game (youtube.com)
Top 40 best 3DO games (retro-sanctuary.com)
Articolo di Inc. dedicato a Trip Hawkins (inc.com)

[Classically Trained] è la rubrica a cura di @ilsologheo00, @papaincacchiato e @brandobrandi che tratta la storia dei videogiochi e delle console.

Aree Tematiche
Retrogaming Videogames
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giovedì 31 maggio 2012 - 10:47
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