Drifting for dummies #LegaNerd

Piccola (giuro) premessa

Partiamo col presupposto che prevenire è meglio che curare.
Per evitare di finire come nella foto qui sopra, con l’auto distrutta e l’internet che ti deride, è meglio fare le cose con calma, ma sopratutto in sicurezza.

NON fate ste cose in strada, non prendetevi rischi inutili.

Eccezion fatta per chi come me abita in culo al mondo dove le strutture per divertirsi in sicurezza sono assenti o scarse. E per l’amor del cielo, le catsate fatele quando siete da soli in auto. La vostra fidanzata/moglie/scopamica non si merita di finire all’ospedale per la vostra ignoranza.

Come in tutte le altre cose che si possono fare, ogni lavoro necessita il suo strumento. Come non mi verrà mai in mente di accendermi una sigaretta con una sedia,o di lavarmi la faccia con la benzina, così non mi passerà nemmeno nell’anticamera del cervello di driftare con l’utilitaria di mammà o l’audi del babbo. Per driftare serve un’auto a trazione posteriore, e per farlo ancora meglio serve un differenziale autobloccante.

Se poi vi divertite con la Y10 a consumare il freno a mano come babbei contenti voi, ma non pensate che quello possa essere drift…

Drifting FAQ

Ma che catso è il drift? In sostanza è una sbandata controllata dell’auto.

Figo! e come faccio a far sbandar l’auto? Ci sono svariati modi per far sbandare un’auto: con un trasferimento di carico; alleggerendo il retrotreno; un eccesso di potenza dalle ruote posteriori; col bloccaggio del ponte posteriore, o anche una banalissima perdita di aderenza dovuta a condizioni esterne (ghiaccio, acqua, ghiaia ecc).

E quindi come funziona? A grandi linee è relativamente semplice e si può dividere in tre fasi: sbandata, controsterzo, riallineamento (o nuova sbandata per entrare in un’altra curva)

Il controsterzo

Ora andiamo a vedere la parte più importante, ovvero come controllare l’auto una volta fatta sbandare. Questa parte può essere utile anche quando non fai il pirla. Può capitare sulla strada infatti di trovarsi in una situazione di pericolo, indipendentemente da quanto prudenti siamo. In questi casi, saper cosa fare e sopratutto come farlo, fà la differenza tra un mattoncino nelle mutande e una castagnata contro qualcosa.

Avete già pronta la tuta di Stig e il caschetto? bene, mettete via tutto.

Andate in un parcheggio deserto o un piazzale sufficientemente grande e, a velocità costante, tirate da una parte lo sterzo bruscamente e poi lasciatelo andare. Il volante, una volta lasciato libero tornerà alla posizione di riposo, ma prima di farlo, andrà di 10-15 gradi nella direzione opposta a quella iniziale. Questa miei cari Stig wannabe è la misura di recupero dello sterzo. Sostanzialmente, sia nei trasferimenti di carico che nei sovrasterzi di potenza, ci penserà l’auto da sola a riallinearsi. Ovviamente, come vedremo ora il nostro intervento sarà comunque necessario, non pensate di driftare bevendo comodamente un thé.

Quindi, per gestire la sbandata cosa si fà? Io ho avuto la fortuna di imparare da quelli che bruciavano gomme e frizioni prima che tutti i fallomarmocchi si gasassero con fausto e furio tokyo drift, quindi tendo a fare pochissimi movimenti di braccia, lascio che lo sterzo lavori da sè, e uso il pedale dell’acceleratore telegrafando il gas per gestire la sbandata, più riallinei, più gas gli dai.

Quando, a seguito del nostro eroismo l’auto si intraversa oltre i 45° prestate particolare attenzione, è un punto di non ritorno. bisogna essere particolarmente in gamba per riprenderla pendolando il meno possibile.

Se non siete sicuri di riuscire a portare a termine la manovra, premete la frizione e pestate sul freno. Premendo la frizione toglierete tutta la trazione alle ruote posteriori, mentre col freno, farete attivare l’abs che ripartirà la frenata tra le ruote con più aderenza facendovi in ogni caso rallentare il più possibile prima di fare una castagnata.

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Auto & Moto Sport
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venerdì 25 maggio 2012 - 12:18
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