A brief glance Skateboard Magazine
di
randO
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E’ già da un pezzo che voglio parlare del progetto ”a brief glance” di Davide Biondani ma, come al solito, la vita sposta questo e quello e ‘sto pezzo finiva sempre archiviato per tempi meno saturi.

Oggi è finalmente giunto il momento; vi presento, per chi ancora non lo conoscesse, ”a brief glance, skateboardmag”.

Conosco “il Dave” nel 2002/2003 circa, di lui mi colpisce subito l’estrema somiglianza con Edward Norton, lo sguardo affilato e l’estrema professionalità/serietà, insomma, è chiaro fin da subito che, con il Dave, i cazzi sono ben pochi, si fanno le cose per il verso giusto, con tutti i crismi e come devono essere fatte.

Siamo in un periodo (2002/2003) nel quale lo skateboarding sta conoscendo uno dei suoi picchi positivi, la scena è piuttosto attiva, si organizzano contest ed eventi vari, c’è fermento.

Dalle mie parti (Ravenna) ci sono i due fratelli Zattoni, Giorgio e Gianni (che conosco da quando hanno messo piede sulla tavola in quel di Savarna e si affacciavano ai primi contest in zona) e il Dave, veronese, passa spesso per fare foto ai SuperZattoni Bros da pubblicare sui vari magazine con i quali collabora.

Quando lo conosco, io mi occupo delle grafiche delle tavole per PLATINUM skateboards e lui scatta su pellicola.

Arriva con valigie di rullini che macina inesorabilmente come fossero nastri di un M134 Minigun in full throttle, sequenze su sequenze, scatti su scatti, metri su metri di pellicola, quando non c’è niente di buono su un rullino, lo smonta, lo schiaccia con una pedata e ne monta un altro.
A quel tempo le digitali non erano ancora mature per gli standard qualitativi del Dave e poi la pellicola è sempre la pellicola.

Arrivano i vari Slam Trick a Marina di Ravenna, arriva il tour Platinum in giro per la Francia e arriva anche il 900° (secondo dopo quello di Tony Hawk) di Giorgio.

Ad un certo punto, però, l’inesorabile sinusoide dello skateboarding comincia a scendere arrivando al picco negativo e, nel 2009, tra le altre cose, il magazine per il quale lavora il Dave, pensa bene di “lasciarlo a casa”.

Ecco quindi che comincia a maturare in lui l’idea di mettersi in proprio, di creare un progetto sul quale possa avere il controllo totale e, di riflesso, gli permetta di avere il controllo anche sulla sua vita, del resto è dal 1993 che collabora con riviste del settore (e non) in giro per il mondo, quindi una certa esperienza se l’è fatta.

Il progetto, in quel momento, è DIY senza ri$or$e, è chiaro che ci si debba muovere su un medium che sia più economico della carta ma che, contrariamente, possa dare molta più visibilità di una qualsiasi distribuzione cartacea: il web.

Nonostante fosse da sempre un integralista della carta, si trova, da un giorno all’altro, a confrontarsi con un mondo che non ha mai amato troppo e che non conosce in modo approfondito (cioè, non approfondito secondo i suoi standard, quindi direi abbastanza approfondito secondo gli standard di una persona media, ndr.) e, in meno di 4 mesi dall’idea, va online il numero 1, è l’aprile del 2010.

L’idea è sempre stata quella di offrire contenuti di alta qualità sul web.
La qualità è al primo posto tra le priorità.
La scelta della lingua inglese mi è parsa scontata essendo un magazine diffuso sul web, quindi per sua natura privo di confini.
Inizialmente molti erano scettici in merito a questa scelta, ma per me era una priorità (nonostante le oggettive difficoltà e la maggior mole di lavoro che il suo utilizzo comporta).

Forte della considerazione e della stima nel mondo dello skateboarding, il Dave non fatica troppo a trovare collaboratori europei, australiani e americani, potendo così dare al mag una copertura internazionale in ogni numero.

Il mag è in piedi, come periodicità si sceglie la bimestralità, sei uscite all’anno ma, essendo una rivista online, ha il supporto di un blog che viene aggiornato anche più volte settimanalmente e un canale Vimeo dedicato.

http://vimeo.com/user6697269

Il Dave non scherza un cazzo e il suo “giochino”, tra le altre cose, lo porta a collaborare per un grosso progetto con la NIKE (quella delle scarpe).
I feedback sono “sorprendentemente” ottimi fin dalla prima uscita, sia come numero di lettori che come apprezzamento da parte degli addetti ai lavori.

Ed è una cosa che ha fatto molto piacere.

mi confida molto umilmente il Dave.

Nella mia chiacchierata con lui, gli chiedo quali siano state le soddisfazioni più grandi nel portare avanti il progetto, me ne racconta un paio, una posso dirla:

..che alcuni fotografi importanti mi hanno contattato per mandare le loro foto e quando gli ho detto che sarebbe stato figo ma, per ora, non riuscivamo a pagare, la risposta è stata “non me ne frega un cazzo, mi piace il progetto e voglio averci le mie foto dentro”

mentre l’altra che non posso dire è

..che quando è uscito il n 10, mi ha scritto Grant Brittain (ex editor di Transworld Skateboarding e ora di The Skateboard Mag, il capo dei capi, mostro sacro, ndr.) una cosa del genere: “Davide your photos and your magazine are amazing”

ma questa no, non posso dirla, perché giustamente si vergogna, del resto anche io mi vergognerei ad andare in giro dicendo che Milla Jovovich mi ha confidato di essere il suo migliore e più dotato amante di sempre, non l’ho detto.

Una nota: Issuu (la piattaforma per riviste in digitale), quando ha presentato il nuovo servizio a livello mondiale sulla possibilità di sfogliare i magazine su iPad/tablet, ha preso 15 magazine tra le migliaia che avevano sulla loro piattaforma e li ha messi in homepage come demo, uno dei 15 era (è) ”a brief glance”.

Che altro dire, ce ne sarebbero mille da dire, ma mi fermo qua e, facendogli gli auguri per il secondo anno appena compiuto con questo numero 12 fresco fresco di pubblicazione (oggi), vi lascio sfogliare ”a brief glance”.

http://www.abriefglance.com

Fruitjoy.

randO

still alive. http://cargocollective.com/codeczombie
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lunedì 16 aprile 2012 - 15:00
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