Disposofobia / Sillogomania

Disposofobia / Sillogomania

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18 Dicembre 2011

(Noiosa) Introduzione con qualche cenno alla mia vita privata

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Disposofobia

Per l’articolo di oggi ho scelto un disturbo relativamente ‘semplice’ e piu’ allegro (allegro “forse non e’ la parola esatta, ma e’ la prima che mi viene in mente”) del solito, senza troppi paroloni neuroanatomici. Si tratta della Disposofobia (en. disposophobia), ovvero quel “disturbo mentale caratterizzato da un bisogno ossessivo di acquisire (senza utlizzare ne’ buttare via) una notevole quantita’ di beni, anche se gli elementi sono inutili, pericolosi o insalubri” (wikipedia cit.). Prima di essere assalito da una serie interminabile di ‘anche io non butto mai niente’, sia chiara una cosa: se camera vostra non assimiglia a questa, questa o ancora questa siete semplicemente disordinati, niente giustificazioni cliniche per voi, mi dispiace.

Ora, bisogna ammettere che si sa poco di questo eccentrico disordine. Non siamo ancora neppure sicuri che sia un vero e proprio disordine a se stante e non, magari, semplicemente un raro sintomo del piu’ noto disturbo ossessivo compulsivo. Attualmente il disturbo e’ valutato sulla base di quattro parametri:

– L’acquisizione o l’incapacita’ di disfarsi di un grande numero di oggetti che appaiono inutili e/o di scarso valore;
– Il disordine creato da tale caos inficia la funzionalita’ degli spazi vitali dell’individuo;
– Problemi sociali correlati da un significativo disagio causato dal disordine stesso;
– Totale o parziale incapacita’ di resistuire oggetti presi in prestito, sfociando a volte in cleptomania;

Un po’ di sana neurofisiologia

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Trattamento

Esiste una cura? Bella domanda. Se si pensa a questo disturbo come un sintomo, per quanto particolare e raro, del disturbo ossessivo compulsivo classico, allora e’ evidente che e’ possibile trattare il paziente con tutto quel bagaglio di psicoformaci che generalmente vengono utilizzati proprio per la cura di questa malattia (generalmente SSRI). Sull’effettiva efficacia di questa terapia, purtroppo, ne so poco e per questo non voglio azzardare considerazioni che non siano supportate da fatti scientifici (come ho gia’ detto la patologia non e’ tra le piu’ studiate al mondo). Siccome, comunque, la disposofobia e’ un disturbo ansiogeno a tutti gli effetti (non a caso e’ una fobia) e’ possibile sicuramente intervenire tramite psicoterapia. Nonostante la terapia cognitivo-comportamentista abbia dato ottimi risultati, come per molte altre patologie, il problema piu’ grande e’ convincere il paziente ad intraperendere un percorso terapeutico.

Conclusioni

Come sempre spero che l’articolo sia stato di vostro gradimento. Prometto che cerchero’, per quanto mi e’ possibile, di pubblicare piu’ metodicamente. Non appena avro’ piu’ tempo mi piacerebbe molto anche scrivere qualcosa circa la robotica evolutiva, gli algoritmi genetici, le CTRNN e la teoria dell’informazione applicata al problema della coscienza ed altri argomenti che sto approfondendo in questo momento.

E come sempre ricordate: FAVvate, SHARate e commentate. Per voi e’ solo un piccolo gesto ma per noi (ME!) significa molto.

Approfondimenti & Link

Precedenti articoli di [Neuro]: qui.
Wikipedia: Disposofobia
Articolo n. 1: Secret of compulsive hoarding revealed.
Articolo n. 2: Refining the boundaries of compulsive hoarding: A review.
(Alla faccia dell’Harvard System of Referencing!)

Come sempre altre informazioni potete trovarle su: Google!

Post Scriptum

Se l’articolo vi e’ piaciuto (ma anche se non vi e’ piaciuto) vi consiglio di leggere quest’altro articolo di @Jester86 circa ‘i fratelli Collyer’ divenuti ormai simbolo tanto nella letteratura medica quanto nella cultura popolare di questa strano disordine.

[Neuro] è la rubrica che raccoglie gli articoli di neuropsicologia scritti in chiave volutamente divulgativa da @JackNapier appositamente per Lega Nerd.

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domenica 18 dicembre 2011 - 10:13
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