I.A.D. Internet Addiction Disorder

I.A.D. Internet Addiction Disorder

Inizio questa serie di articoli su vari tipologie dipendenze “tecnologiche” con un’introduzione sulla dipendenza dall’uso di internet in generale, nei prossimi articoli ne vedremo alcune più specifiche.

Visto che si tratta di psichiatria, l’unico vero documento ufficiale, che poi vieni normalmente riconosciuto è il DSM (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali), elaborato dalla American Psychological Association (APA), al momento è in vigore il DSM IV che è stato pubblicato prima di queste ricerche e il DSM V non verrà pubblicato prima di metà 2013, non è ancora davvero ufficializzato.

Poi c’è anche da dire che visto che è psichiatria, quindi non è scienza (ci tengo molto a specificarlo) uno psichiatra può valutare la cosa attendibile secondo la sua opinione come no, anche se normalmente vengono accettate a livello di comunità una volta uscito il DSM.

Internet ha ampliato le possibilità di comunicazione e accesso alle fonti di informazione, questo processo che stiamo ancora vivendo apre scenari che fino a pochi anni fa non erano facilmente immaginabili.
Sembra che questo processo stia producendo dei fenomeni psicopatologici che si esprimono con una sintomatologia simile a quella che osserviamo in soggetti dipendenti da sostanze psicoattive.

Difatti esiste una vera e propria psicopatologia denominata:
Internet Addiction Disorder (I.A.D.), dovuta all’abuso di Internet che mostra gli stessi sintomi dei tossicodipendenti.

Vi capita mai di svegliarvi e sentire il bisogno di controllare la vostra mail?
Di spegnere il computer e provare un senso di vuoto, perché il mondo reale sembra non avere consistenza?
Di immedesimarsi troppo nel personaggio del vostro nickname?

Se si, dovreste iniziare a farvi qualche domanda, perché questi sono i segni di questa patologia, il cui nome lo dobbiamo allo psichiatra americano Ivan Goldberg, il quale ha posto per primo dei criteri diagnostici, che hanno incuriosito diversi psicologi e psichiatri e hanno imposto l’attenzione sul rischio di dipendenza da internet.

I principali sintomi che caratterizzano l’I.A.D. sono:
1) Bisogno di trascorrere un tempo sempre maggiore in rete per ottenere soddisfazione.
2) Marcata riduzione di interesse per altre attività che non siano internet.
3) Sviluppo, dopo la sospensione o diminuzione dell’uso della rete, di agitazione psicomotoria, ansia, depressione, pensieri ossessivi su cosa accade on-line, classici sintomi astinenziali.
4) Necessità di accedere alla rete sempre più frequentemente o per periodi più prolungati rispetto all’intenzione iniziale.
5) Impossibilità di interrompere o tenere sotto controllo l’uso di internet.
6) Dispendio di grande quantità di tempo in attività correlate alla rete.
7) Continuare ad utilizzare internet nonostante la consapevolezza di problemi fisici, sociali, lavorativi o psicologici recati dalla rete.

Nella persona dipendente dalla rete avvengono alcune modificazioni psicologiche:
1) Perdita delle relazioni interpersonali.
2) Alterazioni dell’umore e del vissuto temporale.
3) Concentrazione totale sull’utilizzo di internet.
4) Il soggetto costruisce un mondo personale all’interno della rete, che prevede tra le altre cose un proprio linguaggio, atteggiamenti e comportamenti differenti rispetto a quelli adottati nel mondo reale.

L’I.A.D presenta i classici meccanismi di tutte le dipendenze: la tolleranza (porta alla necessità di aumentare le dosi per ottenere il medesimo effetto), l’astinenza (con la comparsa di determinati sintomi, una volta sospesa la sostanza) e un’incontrollabile voglia di assumere la sostanza, voglia che se non soddisfatta, crea sofferenza sia psicologica che fisica che può portare a casi di depressione.

Dalle ricerche è emerso che questi meccanismi si manifestano proprio in quegli individui che fanno un uso eccesivo di internet per soddisfare nel virtuale ciò che non riescono a soddisfare nella realtà, tanto quanto in quelle persone affette da tossicodipendenza, tabagismo, attività sessuale irrefrenabile, gioco d’azzardo, assunzione di cibo seguita da vomito e così via.

Inoltre la dipendenza da internet ha una particolare dimensione ossessivo-compulsiva, dove in questo caso la compulsione basata sul “piacere”, ed è proprio per questo che è difficile eliminarla.

La prossima volta parleremo delle differenze tra CyberSex Addiction e CyberPorn Addiction.

orsovolante

‎"La principale differenza tra una cosa che potrebbe rompersi e una cosa che non può in alcun modo rompersi è che quando una cosa che non può in alcun modo rompersi si rompe, di solito risulta impossibile da riparare"
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martedì 13 dicembre 2011 - 21:47
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