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Una serata moscia, come tante altre.

La sera, nella provincia di Pesaro e Urbino, c’è veramente poco da fare e se quella sera capita proprio di Giovedì ci sono solo due alternative: o si va alla “serata studentesca” a Urbino oppure si sta a casa.

Il cinema, manco a dirlo, costa troppo. E il 3D, oltre ad aver rotto il cazzo, lo fa costare ancora di più. Cristo.

Per questo, e per altri motivi legati a carri buoi e peli, M. aveva deciso di prendere la macchina del padre e di passare a prendere G. a pochi minuti da casa sua. Abitano entrambi a San Costanzo, dieci minuti nell’entroterra marchigiano. Con la macchina ci vuole meno di mezz’ora per arrivare a Urbino.

Il tempo di uno squillo sul cellulare e G. scende, con suo orrendo cappotto marrone, e sale in macchina.

“Ce l’hai l’erba?” gli chiede M.

G. si gira con la faccia di chi è vegetariano da 10 anni e ancora si sente dire dal padre se vuole finire la sua pasta alla carbonara.

“Ma per chi m’hai preso? Accendi ‘sta macchina coglione”

Risate.

La strada è vuota. I lavoratori sono tutti a casa e gli studenti sono tutti a Urbino, anche perché fa un fottuto freddo di merda. E la macchina sulla qualche i due amici viaggiano è di quelle un po’ vecchie, che bisogna aspettare che il motore sia caldo per poter usufruire dell’aria calda. Ci vorranno meno di 5 minuti, in ogni caso.

Speriamo di non morire assiderati in questi 5 minuti.

“Certo ‘sto cappotto demmerda lo potevi lasciare a casa. Se non ti fanno entrare nei locali poi non ti lamentare cazzo”

“Ancora co’ sta storia? Madonna che palle! Dì un’altra parola sul mio cappotto dimmerda marrone e questa me la fumo da solo. Così voglio vedere come attiri l’attenzione di F. Che poi quella manco ti guarda”

“Vabbè dai, non te la prendere. Non è bello ciò che è bello… ma il tuo cappotto è davvero una merda!”

Risate (più forti di prima).

Ormai l’aria che esce dalle prese è calda, e il mondo sembra molto più bello. Tempo 20 minuti e si vedranno le torri di Urbino e le mura a mattoncini. E soprattutto ci sarà F. bella più che mai.

Come può una così bella, così simpatica, così aperta, studiare economia? Non erano tutte sciacquette senza cervello quelle di economia? Boh, sticazzi. Lei è diversa.

“Certo la strada per Urbino è davvero una merda: non illuminata, tutta curve, con gli incroci non segnalati. Che paese di merda. Ci sono più morti su ‘sta strada il giovedì sera che nelle risse tra Rumeni”

Risate.

Poi il botto. Poi più niente.

Sarà durato in tutto 3 secondi, ma M. potrebbe disegnare i minimi dettagli di ogni fotogramma dell’incidente: la macchina contromano, la frenata, la sterzata, l’impatto, la strada che si alza, la botta sulla testa, il sangue, i vetri rotti.

E’ tutto così chiaro nella sua mente che dei 3 secondi potrebbe disegnare 72 tavole (3 secondi x 24 fotogrammi al secondo) e aprirci un cazzo di museo d’arte contemporanea: “dinamica d’un incidente” lo chiamerebbe.

Per fortuna sia M. che G. escono illesi dalla macchina, distrutta.

Quello che gli è andato addosso, correndo come un pazzo sulla corsia sbagliata, è un signore sulla cinquantina, capelli sul brizzolato, e anche il suo furgoncino bianco è ridotto ad un ammasso di rottami.

“Mio padre m’ammazza”

Dice M. pensando alle conseguenze.

“Mica è colpa nostra! ‘Sto stronzo era contromano cazzo!”

Replica G. andando verso il signore, stranamente tranquillo.

“Ma si può sapere come cazzo guidi? Che cazzo stavi guardando?”

Gli urla in faccia, asciugandosi il sangue che gli cola dalla fronte.

“Mi devo essere addormentato, mi spiace”

Il suo alito puzza, puzza di alchool.

“Sto stronzo è ubriaco! Ora chiamo i carabinieri”

Urla G. voltandosi verso l’amico, che però è già al telefono:

“Sì, siamo qua, a due chilometri da Urbino”

Riattacca.

“Arrivano subito, intanto dice di mettere i segnali triangolari a duecento metri dall’incidente”

Nemmeno 5 minuti dopo arriva la volante dei carabinieri. Dalla macchina escono un signore e un ragazzo che avrà meno di trent’anni. Quello più anziano si avvicina e getta uno rapido sguardo alle vetture, spappolate in mezzo alla strada.

“Com’è andata?”

G. è furioso, e parla indicando il signore che guidava il furgoncino.

“Niente, noi eravamo in macchina, tranquilli, quando quell’ubriacone dimmerda c’è venuto addosso!”

A quel punto succede l’incredibile: il signore si avvicina con una bottiglia di Jägermeister (dove cazzo l’ha presa?) e si fa un lungo sorso davanti a tutti.

“E’ completamente pazzo” pensano sia M. che G.

I carabinieri sono esterrefatti, i due ragazzi scioccati.

“Lei è ubriaco?”

Domanda il carabiniere più anziano, poi si rivolge al collega:

“Portami l’etilometro, che a questo gli ritiriamo la patente, così la smette di mettere a repentaglio la vita degli altri”

Il signore soffia, e l’etilometro suona.

“1.7 Sa cosa significa questo?”

i due amici si sentono sollevati: anche la legge è dalla loro parte. Nemmeno ci pensano che hanno 20 grammi di marijuana in tasca. L’importante è che la colpa è evidentemente dell’altro automobilista. Li bacerebbero i carabinieri, se potessero.

“Significa che ho appena bevuto un bicchiere di Jägermeister, grazie che risulto positivo. Ma al volante ero sobrio, mi avete visto tutti bere un bicchiere proprio un minuti fa. Prima devo essermi addormentato al voltante… sapete com’è coi colpi di sonno, può succedere a chiunque”

In un attimo i due ragazzi e i due carabinieri fanno il collegamento: ‘sto testa di cazzo si tiene una bottiglia di Jägermeister nel cruscotto così se fa il botto da ubriaco si fa vedere mentre beve un lungo sorso e può dire di essersi ubriacato solo DOPO l’incidente.

Quando l’hanno visto attaccarsi alla bottiglia, sotto gli occhi dei due carabinieri, i due amici avrebbero scommesso tutto sulla totale ubriachezza dell’uomo brizzolato; invece non era mai stato più lucido in vita sua! Evidentemente è solito guidare da ubriaco così ha trovato questo espediente per passarla liscia.

E nessuno può dimostrare il contrario. Anche se G. ha sentito il puzzo dell’amaro PRIMA che lui si attaccasse alla bottiglia, rimane la parola sua contro quella dell’ubriaco.

Per fortuna nessuno si è fatto male, e l’assicurazione pagherà i danni… ma poteva andare molto molto peggio.

PS: “Jägermeister” significa [b]guardiacaccia: ovvero colui che fa rispettare le regole del gioco[/b]. Quando si dice [i]”le coincidenze”…[/i]

[title]IMPORTANTE[/title]
Purtroppo quella che vi ho raccontato non è una storia inventata. E’ una storia vera. Quindi se fate il botto con la macchina e vedete l’altro automobilista che tira fuori una bottiglia di alcolico dal cruscotto, davanti ai carabinieri, sbrigatevi a togliergliela dalle mani e a spaccarla per terra. Gli restituirete i 15 euro che vale, ma lui non la farà franca. ;)

ps: poi non dite che non vi avevo avvertito. :res: