Ian Curtis ed i Joy Division
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Ian Curtis ed i Joy Division

Nulla è meglio della notte per raccontare una storia maledetta quanto artistica, poetica quanto rapida, romantica quanto crudele. Una storia entrata nel Mito della Musica che ha come triste protagonista uno dei personaggi più poetici ed introspettivi della scena musicale degli anni ’80: Ian Curtis.

Ian nacque a Manchester il 15 luglio del 1956, trascorse l’adolescenza divorando tutte le più famose e rinomate produzioni musicali di quel periodo: David Bowie/Ziggy Stardust, Lou Reed, The doors, i neonati Sex Pistols ecc… I suoi primi passi artistici li fa non come musicista ma come poeta, il pubblico? Lui, il taccuino e la sua penna.

All’età di 20 anni, durante uno dei primissimi concerti dei Sex Pistols, Ian incontrò i futuri membri dei Joy Division, Bernard Sumner, Peter Hook e Terry Mason, rispettivamente: chitarrista, bassista e “primo” batterista, il trio porta il nome di Stiff Kittens, una band locale semisconosciuta.

Dopo poco meno di un anno da quell’incontro, Ian contattò gli Stiff Kittens, offrendo loro le sue parole, il suo carisma e la sua voce. Il gruppo si tramutò, il loro nome divenne Warsaw, chiaro omaggio ad un brano di Dawid Bowie e lentamente cominciarono la loro dura gavetta.

Incisivi, ma conosciuti solo nei piccoli locali underground i Warsaw cambiarono batterista e si trasformano nei Joy Division, pubblicando il loro primo Ep dal titolo: An Ideal For Living.

La loro arte venne finalmente apprezzata, tanto da essere chiamati da Robert Smith ed i suoi The Cure per aprire un loro concerto, avvenimento che influenzò drasticamente la loro fama.

Dopo i primi due anni trascorsi a suonare live nei locali di Manchester e dintorni, arriva finalmente l’album d’esordio intitolato Unknow Pleasure, seguito l’anno successivo dal secondo ed ultimo album intitolato Closer.

La vita di Ian fu tetra ma calda, si sposò giovanissimo con Deborah Woodruff all’età di 19 anni, e dopo poco ebbero una bambina di nome Nathalie.
Deborah fu una figura importantissima per Ian, sia per la vita privata sia per quella artistica, a “Debbie” è dedicata la più triste e struggente canzone d’amore scritta dai Joy Division, ormai vessillo di un’intera cultura, quella Dark/New wave: Love will tear us apart.

Così come il successo arrivò fulmineo, proporzionalmente la condizione psicofisica di Ian Curtis peggiorò: durante un concerto infatti, il singer vienne colpito da una fortissima crisi epilettica, la prima inesorabile crepa nella sua esistenza, non è facile, per chi soffre di epilessia, cantare e resistere a luci forti e suoni amplificati.

Nonostante tutto, il gruppo riuscì a trarre vantaggio da questa situazione, Ian infatti creò, sia per sdrammatizzare, sia per camuffare la “epilepsy dance”, ancora oggi, se beccate qualche dark ballare potrete riconoscerne le movenze.

Il colpo di grazia che lo scaraventò nella depressione più profonda avvenne del 1980, quando l’amata Debbie chiese il divorzio dopo aver scoperto una relazione extraconiugale tra il marito ed una giornalista, Annik Honorée.

La discesa di Ian Curtis è presente in buona parte della sua carriera come cantante, molti però preferiscono concentrarla in due unici lavori: Closer ed il singolo Love will tear us apart.

Il 18 Maggio 1980, Ian si impiccò.

Il 18 luglio 1980 esce Closer.

I Joy Division hanno lasciato un segno imponente nella nicchia musicale del Dark/New wave/Punk, Ian Curtis; il più precoce tra i Miti (aveva solo 22 anni) verrà sempre ricordato da sparuti individui nerovestiti; spero di fare cosa gradita aggiungendo nell’approfondimento Control , il film biografico uscito nel 2007, un vero “diamante nero”.

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U2, NIИ, James O’Barr, sono solo alcuni nomi di artisti che hanno reso omaggio a questo giovane poeta maledetto, in uno dei primi progetti della stesura del fumetto “Il Corvo”, O’Barr intendeva usare come titolo dei vari capitoli una canzone dei Joy Division, gli U2 invece, dedicano a Ian la canzone A Day Without Me, mentre la cover di Dead Soul cantata da Trent Reznor rende il brano ancor più famoso dell’originale!

La tomba di Ian porta come epitaffio la frase che più lo rese famoso, quel “Love will tear us apart” così poetico e fatalista, nel 2008 però l’originale tombstone venne trafugata, oggi, nel cimitero di Macclesfield c’è solo una riproduzione. Per concludere con le curiosità, sappiate che la statua raffigurata nel singolo Love will tear us apart proviene dal cimitero monumentale del Verano a Roma, mentre per il disco Closer è stata scelta una foto proveniente dal cimitero momunentale di Staglieno.

Grazie a Jimmybreeze, credo di far cosa gradita aggiungendo un altro piccolo frammento artistico del gruppo; la famosissima copertina del primo album Unknown Pleasure. Ciò che vediamo altro non è che una vecchia illustrazione pubblicata nel 1971 sulla rivista “Scientific American” a pagina 52. L’illustrazione rappresenta il grafico delle onde radio elaborato dal centro “Arecibo Radio Observatory” di Puerto Rico della pulsar CP 19191 scoperta nel 1968 da Jocelyn Bell Burnell. Tale grafico è stato poi ripreso dalla Cambridge Encyclopedia of Astronomy nel 1977, e da li venne preso per diventare la famosa copertina. Avrei voluto aggiungere le foto, ho anche provato a caricarle ma non apparivano nel post… sarò lieto di inserirle appena capirò in cosa ho sbagliato.

Cos’altro aggiungere? AH! Si!

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domenica 16 ottobre 2011 - 2:16
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