Le metro d’Italia vs. la metro di Tokyo

10 anni fa

Sì. lo so, il video qui sopra l’avete già visto, ma dovevo mettere qualcosa di inerente e non volevo rovinarmi la sorpresina finale visto che andrò, come da titolo, a confrontare le varie metro italiane (citate dal collega @Giumini in un articolo qua sotto) con la fantastica metro di Tokyo.

Bene, andiamo per gradi.
A quanto pare in Italia abbiamo 5 città dotate di metropolitana (non correggetemi se sbaglio):
TORINO, GENOVA, MILANO, NAPOLI e ROMA.
In ordine di complessità siamo messi più o meno così:

EDIT classifica per sopraggiunte info su metro di GENOVA e NAPOLI.
5° classificato: GENOVA
Linea imbarazzante, citando hugsquarta: “7 fermate costruite in 24 anni..”

4° classificato: TORINO
ROTFL, cos’è ‘sta cagata di linea?
Ridicoli, ma tant’è, proseguiamo.

3° classificato: NAPOLI
L’avranno sicuramente costruita per buttarci i rifiuti ma trovando più conveniente lasciarli in strada avranno pensato bene di farci girare dei treni.
Scherzo ovviamente, sono stato a Napoli e mi è piaciuta molto, peccato solo che fosse a Napoli.

2° classificato: ROMA
Già meglio, ci sono i colorini e, a parte il richiamo malcelato alla svastica, ha un po’ tutte le sue cosine a posto.

1° classificato: MILANO
WOW, milanese, sei proprio un figo ad avere una metro così complessa, infatti hai vinto.

Ma passiamo a Tokyo.
Il complessivo della metro di Tokyo è composto da 3 metro (gestite da 3 diverse compagnie) che si incrociano, sovrappongono e ingroppano in un fantastico groviglio che, dalla prima immagine, non si percepisce più di tanto, in quanto mappa “semplificata” per una maggiore comprensione delle linee, ma vi rimando ai singoli approfondimenti più sotto per farvi un’idea più chiara.
Eccovela nel suo splendore:
[more]
SBAAAAAAM!!!

Ed i dettagli delle mappe separate:
RISBAAAAAAAAM!!!!!

Per l’estensione del tutto, vi rimando a questo articolo.
[/more]

Bene, inutile ricordare come in queste metro viga la più assoluta civiltà, non voli una mosca, nessuno sbraiti al cellulare, non squilli un singolo cellulare (rigorosamente tenuti in “manner mode” silenziosi) e, ovviamente, i divanetti in velluto rimangano intonsi e immacolati anche dopo giornate intere di iperaffollamento.
Potete comodamente switchare da una compagnia all’altra utilizzando il cellulare oppure la comodissima tessera PASMO o SUICA che in modo molto stiloso andrete a far scorrere sull’apposito lettore e che potete ricaricare in ogni stazione.
Nel caso all’uscita risultasse il credito insufficiente, NO PANIC, basterà andare nell’apposita macchinetta del “fare adjustment” per pagare la dovuta differenza senza che nessun controllore testa di cazzo vi accusi di niente in malafede.

Ah, dimenticavo, con l’orario di arrivo/partenza dei vari treni, potete puntarci l’orologio.

Enjoy.

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