La bolla dei tulipani

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6 Luglio 2011

Non si è mai visto un fiore più bello di questo…

Bolla finanziaria


Si definisce bolla finanziaria una situazione di evidente sopravvalutazione in termini finanziari di un determinato settore o di un determinato bene oggetto di scambio. Solitamente si utilizza questo termine facendo riferimento ai mercati finanziari, infatti le ultime bolle scoppiate sono state la bolla della new economy o “delle dot.com” (iniziata nel 1994 con la quotazione di Netscape e esplosa all’inizio del nuovo millennio) e la recente bolla dei mutui sub-prime.

Queste crisi non sono però legate solamente all’area borsistica, esistono infatti diverse bolle cresciute ed esplose molti anni prima.
Si ritiene che la prima bolla speculativa, o almeno la prima sicuramente documentata, è la bolla dei tulipani o tulipomania, verificatasi nei Paesi Bassi nella prima metà del XVII secolo.

I tulipani


Il tulipano, genere di Liliaceae originario della Turchia, fu introdotto in Europa solo nel 1554 dal fiammingo Ogier Ghislain de Busbecq, ambasciatore di Ferdinando I alla corte di Solimano il Magnifico.
Questa pianta ornamentale, introdotta sottoforma di bulbi, venne spedita al botanico responsabile dei giardini reali olandesi Carolus Clusius il quale riuscì a sviluppare una tecnica per creare un’ampia varietà di colori e forme di tulipani. La coltivazione vera e propria iniziò a partire dal 1593. Ben presto i tulipani divennero merce di lusso scatenando tra la middle class olandese una gara a chi ne possedeva le specie più rare.

Come è evidente, all’aumento della richiesta corrispose un aumento dei prezzi dei bulbi, i quali erano disponibili solo tra giugno e settembre a causa dei tempi di fioritura limitati. La vendita dei bulbi però non avveniva semplicemente in questo periodo che corrispondeva agli acquisti effettivi e che in finanza viene definito mercato spot.

I contratti “derivati”


I commercianti svilupparono i primi “derivati” ossia i primi contratti a termini (nel momento 0 stabilisco attraverso un contratto di acquistare ad un determinato tempo t una particolare merce ad un prezzo deciso al tempo 0) con i quali il mercato di bulbi avveniva durante tutto l’anno, anche quando i tulipani che avrebbero generato la merce sottostante ai contratti non erano nemmeno stati piantati (vendita allo scoperto: vendo senza possedere la merce o, ai giorni nostri, le azioni).

Queste tipologie di contratti vennero vietati attraverso un editto del 1610 e successivamente anche nel 1621, 1630 e 1636, il tutto invano. I venditori allo scoperto non venivano comunque puniti, venivano considerati semplicemente nulli i contratti a livello legale, ma in pratica non a livello commerciale.

L’espansione europea


A partire dal 1634 la “moda” dei tulipani sbarcò anche in Francia e in Olanda giunsero i primi speculatori, non interessati alla merce vera e propria, ma semplicemente all’andamento del prezzo stesso dei bulbi. Questo fu chiamato “commercio del vento” poiché i bulbi non venivano affatto scambiati, ciò che passava di mano in mano erano solo i contratti.

A settembre del 1636 i prezzi iniziarono a salire vertiginosamente. L’andamento rialzista proseguì nei mesi di novembre, dicembre e gennaio raggiungendo valori esorbitanti. Per un singolo bulbo si arrivava a pagare quanto un’intera abitazione. Il prezzo record fu pagato per il bulbo più famoso, il Semper Augustus (nell’immagine di testa), venduto ad Haarlem per 6000 fiorini, il reddito medio annuo era all’epoca di 150-250 fiorini.

Il crollo avvenne nel febbraio del 1637, quando qualcuno iniziò a vendere realmente i bulbi dei tulipani. Le certezze degli altri operatori, che credevano che la passione per questo fiore non si sarebbe mai arrestata, iniziarono a sgretolarsi, dando inizio al panico. Iniziò la forsennata vendita dei contratti e dei bulbi, determinando un effetto inverso di quello descritto precedentemente: la domanda si azzerò, l’offerta era altissima e i prezzi crollarono del 90% in pochissime settimane (dal 3 Febbraio al primo Maggio 1637).
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Molti possedevano infatti contratti per acquistare bulbi a prezzi molto maggiori rispetto al valore di mercato e altri ancora possedevano bulbi acquistati a cifre folli che valevano ormai pochissimo. Fu la rovina di centinaia di olandesi.
Nonostante tentativi di risoluzione della situazione che accontentasse tutte le parti coinvolte nella bolla, nulla cambiò e tutto rimase come al momento del crollo del mercato, i contratti redatti dopo il 1636 vennero infatti giudicati come gioco d’azzardo e quindi impossibili da rispettare secondo la legge.
Questo determinò la definizione del tulipano come “il fiore che fece impazzire gli uomini”.

Fonti: Wiki | Wall Street – il denaro non dorme mai | vecchi appunti universitari.

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mercoledì 6 Luglio 2011 - 17:15
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