Recensione: Child of Eden

21 Giugno 2011

Vi solletica l’idea di eliminare un’enorme balena di luce semplicemente muovendo le mani? Volete vestire per un giorno i panni di un semidio in grado di lanciare raggi musicali dalle dita? Volete capire cosa provavano i vostri genitori quando negli anni ’70 hanno testato tutte quelle droghe che oggi negano di conoscere?
Ma soprattutto, volete finalmente dare un senso al Kinect che vi siete comprati sull’onda dell’entusiasmo?

Se la risposta è SI ad almeno una di queste domande, leggetevi la nostra recensione di Child of Eden, titolo etereo e sognante e pazzoide creato di quel geniaccio fumato di Tetsuya Mizuguchi, che con i trip grafico/sonori c’è rimasto sotto ai tempi di Rez, e lì è rimasto fino al giorno d’oggi.

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martedì 21 giugno 2011 - 1:36
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