Shrediquette: un elicottero a tre rotori

11 anni fa

Il progetto consiste nella creazione fai da te di un elicottero a tre rotori e come vedrete, funziona alla grande! Nell’ambiente specializzato è più comunemente chiamato “tricottero” ed è già molto apprezzato dagli addetti ai lavori.

Tutto iniziò in vacanza. William, appassionato di bionica e al volo degli uccelli, decise di dare vita ad un suo progetto ambizioso, lo Shrediquette. Dopo aver disegnato una bozza grafica e aver realizzato una tabella di flusso, il progetto incominciò a decollare. Ma mancava un ultimo dettaglio, fondamentale, tramite amici e forum riuscì a trovare la parte mancante dello staff, un esperto in elicotteri basati su microcontroller. All’inizio il tricottero aveva problemi di instabilità, a causa del materiale economico ma, per William andava bene così, non gli interessava avere mezzi potenti ma funzionali. Lo Shrediquette, come ho detto in precedenza, monta 3 rotori. L’utilità di questo terzo rotore, permette all’elicottero di avere una capacità di carico maggiore, oltre all’aumento di stabilità e manovrabilità. Può sollevare solo il suo peso (circa 600 grammi) e rimanere in aria per venti minuti.

Dopo questo successo, si mise di nuovo a lavoro e realizzò un tricottero più evoluto, sostituendo i componenti economici con quelli più costosi. Grazie ad una conoscenza base di sviluppo 3D, le nuove simulazioni al computer permisero a William di ridisegnare lo chassis dell’elicottero con materiali più leggeri. I miglioramenti si videro nella reattività del prototipo e quindi, anche per la sua stabilità. Dopodichè, William migliorò i giroscopi e l’erogazione della potenza, rendendo lo Shrediquette incredibilmente stabile. Inoltre aggiunse nuovi profili di controllo: “hover mode”, pensata per carichi pesanti o instabili; “Acro mode”, per fare acrobazie più facilmente.
Non contento, ha ridisegnato lo chassis per renderlo più leggero e, riprogettato il PCB per rendere più facile la riproduzione.

Il progetto ha attirato l’attenzione di un’azienda che produce componenti per modellismo, la quale ha offerto a William motori più potenti. Con questi mezzi più evoluti William ha partecipato ad una gara di velocità contro elicotteri a quattro rotori. Risultato? Ha vinto!
Ma William non si è fermato e ha creato una versione micro del progetto originale; lo Shrediquette DLXm. E’ grande come il palmo di una mano e una potenza tale da trasportare una videocamera 1080p. Ora William sta lavorando all’integrazione di un sensore GPS, in modo da avere una automatizzazione totale.

Esiste anche una guida molto dettagliata, scritta proprio da William.
Potrebbe diventare il veicolo senza pilota più piccolo al mondo.

Fonte: tomshw

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