Impianto Cocleare

11 anni fa

4 minuti

Un impianto cocleare è un orecchio artificiale elettronico in grado di ripristinare la percezione uditiva nelle persone con sordità profonda, ed è utilizzato quando le protesi uditive non ottengono il risultato sperato. L’impianto cocleare (CI) è definito come “coclea artificiale” o “orecchio bionico” ed è uno strumento che si sostituisce COMPLETAMENTE alla coclea patologica inviando direttamente al nervo acustico linguaggio e rumori ambientali. Proprio per la funzione di sostituzione della trasmissione dell’informazione sensoriale al sistema nervoso, è considerata una neuroprotesi. Si comporta come una vera e propria coclea, che ha funzione di filtro acustico e di traduzione.

L’impianto cocleare è costituito da una componente esterna ed una interna.

La parte esterna è composta di un microfono-ricevitore, posizionato a livello retro-auricolare, simile alla protesi acustica convenzionale, o con una scatola. Trasforma i suoni in segnali elettrici e li invia ad un processore del linguaggio. Il processore è programmato specificamente per trasmettere le informazioni più importanti per il riconoscimento del linguaggio. Questa porzione è la vera coclea artificiale; il segnale acustico viene convertito in segnale elettrico.

La parte interna, posizionata mediante intervento chirurgico, è composta di un ricevitore-stimolatore ed un sistema di elettrodi. Il ricevitore-stimolatore è rappresentato da un modulo in ceramica o titanio che contiene un’antenna ricevente ed un microchip. L’antenna viene tenuta in sede sulla cute esterna sopra il ricevitore per mezzo di un magnete. Il microchip decodifica le informazioni ricevute dal processore esterno, trasmette agli elettrodi intracocleari alla disposizione tonotopica e per questo vengono stimolate le fibre del nervo cocleare. La porzione esterna dell’impianto cocleare viene rimossa nelle ore notturne e in situazioni particolari, lasciando piena libertà al paziente di svolgere attività in acqua.

Un passo verso il nostro futuro da cyborg.

Un video esplicativo del funzionamento:
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Update: Gigiopix grazie alla sua esperienza personale ci offre un prezioso contributo fornendo un punto di vista preparato ed interno alla questione:

[more]Non è proprio tutto oro quel che luccica.

Gli impianti cocleari presentano anche diversi punti negativi rispetto alle classiche protesi acustiche BTE (retroauricolari), o a quelle interne (endoauricolari, pretimpanici, o a scomparsa nel canale uditivo).
Innanzitutto c’è il problema dell’intervento per l’innesto della parte interna, ed il suo allacciamento al nervo acustico: oltre alle solite complicazioni chirurgiche (rischio di infezioni, necrosi, rigetto o estrusione del componente interno), c’è la vicinanza del nervo facciale a complicare le cose: un movimento sbagliato e resti con la faccia paralizzata da un lato. Anche un nervo collegato al senso del gusto attraversa l’orecchio medio, e talvolta possono capitare disturbi del gusto come sintomi post-operatori. Eventuali accumuli di liquidi possono perfino causare sensazioni di vertigini (il senso di equilibrio è anch’esso generato dall’orecchio interno) o di acufeni (comunemente detto “mi fischiano le orecchie”). Perfino l’allacciamento al nervo acustico non è così banale, e se non va bene al primo colpo, non è che puoi riprovare dopo eh… resti sordo.

Poi c’è il problema che, rimpiazzando appunto la coclea, ma collegandosi comunque al nervo acustico esistente, una tale soluzione non e’ applicabile in casi di ipoacusia neurosensoriale dovuta NON a un danneggiamento delle cellule ciliate o dell’orecchio interno, ma al nervo stesso. Sarebbe come cambiare una lampadina ad un lampadario col filo staccato.

Inoltre, a differenza di quello che dice Wikipedia, che indica 80 decibel come limite, la soglia massima protesizzabile con apparecchi esterni, è abbastanza piu alta oggi ed è in continuo aumento. Ovviamente, raggiungere recuperi di 100-105 decibel con apparecchi endoauricolari e pretimpanici è (ancora) impossibile, sono troppo piccoli per generare una tale potenza. Però con quelli esterni retroauricolari, ci si arriva a quelle soglie.

Insomma, l’impianto cocleare è un’ottima tecnologia, e senz’altro è utile in molte situazioni, ma è comunque l’ultima spiaggia, diciamo, adatto solo a situazioni limite. Quando proprio non ci sono altre soluzioni, se uno deve comunque restare sordo, tanto vale tentare. Pero’ le “altre soluzioni” sono tante, e in continuo miglioramento.[/more]

Fonte

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