L’Autorità Giudiziaria Italiana inibisce Btjunkie

10 anni fa

Ovvero, come tanto pomposamente l’hanno chiamata, l’Operazione “Poisonous Dahlia” (BUM! -suono di risate in sottofondo, come da cabaret- :-D ).

La notizia è di pochi giorni fa e, a sentirla, può suonare sia come un ulteriore provvedimento positivo salutato dalle organizzazioni e federazioni per il diritto d’autore, sia come l’ennesimo attacco alla libertà di fruizione dei contenuti in rete da parte di un discreto numero di utenti.

Per chi non lo sapesse, Btjunkie è un famosissimo motore di ricerca utilizzato per individuare file torrent (altri sono IsoHunt, Mininova, ecc…). In sostanza, il provvedimento, applicato tramite filtri di rete, vuole seguire il solco già tracciato dal precedente intervento volto a bloccare l’accesso a Pirate Bay, ma è aggirabile tramite l’utilizzo di un DNS libero da vincoli, sebbene l’articolo che riporta la notizia sottolinei che

il provvedimento è comunque di sicura efficacia sui grandi numeri poiché pone un importante ostacolo tra server e utente rendendo inoltre palese l’intervento delle autorità su un servizio la cui natura illegale è stata comprovata

La FIMI tesse le lodi di questa sentenza, definendola

“un importante messaggio mandato dalla magistratura italiana alle organizzazioni criminali che prosperano sulla distribuzione illegale di musica. L’indagine della Guardia di Finanza e l’intervento della Procura di Cagliari non raccolgono solo il plauso delle imprese che producono contenuti ma anche di tutti quei partner tecnologici che oggi in Italia contribuiscono allo sviluppo del mercato legale della musica digitale. I colpi inflitti ai criminali di Pirate Bay prima e ora a quelli di Btjunkie sono fondamentali per favorire un accesso legittimo alle produzioni creative mettendo fuori gioco le piattaforme illecite”

secondo le parole del proprio Presidente, anche perché, a differenza di altri casi, l’unico ricorso percorribile sia quello alla Cassazione, saltando l’appello al riesame (come sottolinea la fonte).

Si rivelerà veramente utile quest’azione della Magistratura e della Guardia di Finanza? Come dicono spesso in molti “ai posteri l’ardua sentenza” (sperando che non divengano dolorosi postumi di sentenza… 8-) )

via Webnews.it

Il comunicato sul sito della FIMI.

Intanto qualcuno ha gia’ provveduto…

Spoiler

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