AIA-SF premia Farmacia della Marijuana Medicinale
di
Rufus
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La AIA (American Institute of Architects, non quelli del pollo) di San Francisco ha annunciato i candidati alla premiazione per milgiore design del 2011. Spicca all’occhio uno dei candidati per miglior’ interior design: una farmacia adibita alla distribuzione di marijuana a scopo medicinale ( :rofl: ) creata da Sand Studios.

Il blog locale, SFist (che sta per San Franciscoist, non fatevi strane idee :a65: ), ha descritto la farmacia in questione come lo “Apple store dell’erba”. Se doveste chiedere a quelli di Architizer invece, la descriverebbero come un posto con uno charm caldo e accogliente tipo Anthropologie ma più croccante.

Gli Sand Studios, guidati da Larissa Sand, disegnarono il progetto per la non-profit SPARC ispirati dal fatto che la maggior’ parte dei locali adibiti a questa attività fossero progettati con un design povero e spigoloso assumendo una spazialita che implicava una condizione peggiorativa. Erich Pearson, fondatore di SPARC, spiega che la missione del progetto e quella di far si che chiunque avesse bisogno di questi locali non dovesse trovarsi a interagire con catapecchie che raffigurassero delle crack houses ma bensi dei posti dignitosi dove poter sentirsi a proprio agio, portando così la canapa medicinale fuori dall’oscurità e in chiara vista a tutti, così da permettere ai pazienti di sentirsi comodi in merito al posto dove acquisiscono la loro marijuana… medica.

La SPARC non solo vende marijuana a prezzi modici, ma anche piante neonate e snacks. Secondo SFist, le dosi vengono distribuite in barattoli di vetro dalla grafica customizzata e il prodotto è stanziato dentro delle casse di legno alineate al muro di fondo, proprio come le farmacie della vecchia scuola. Il menu e i prezzi vengono mostrati su degli schermi LCD appesi al soffitto. I tavoli, le panchine e il contatore sono stati fatti in legno di rovere e i lampadari sono stati fabbricati in vetro di borosilicato, usato comunemente nella produzione di bongs.

La facciata di vetro blu veste un design basato sul DNA della pianta della marijuana. A quanto pare, il vetro ha preso ispirazione anche dalla Twin Peaks Tavern, i primo bar gayo ad adoperare finestre in vetro. The Stir parla del fondatore Pearson costatando che “Una facciata di vetro rappresenta trasparenza, legitimità e una specie di outing. Fa sapere alle persone che non abbiamo paura di niente e che non ci si debba vergognare. E’ una terapia per molte persone.” :res:

Molto civile. Non trovate?

I popocorn al burro e una Dr. Pepper, grazie.

Fonti-
Trovato grazie a Archispasm
Tradotto da Architizer
[OT]

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Architettura Arredamento Attualità
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giovedì 21 aprile 2011 - 12:14
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