Il Koala (Phascolarctos cinereus) #LegaNerd
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Per la serie “vediamo da vicino un animale protetto” (che m’ispira particolare simpatia, ma questo è puramente soggettivo 8-) )”, ecco che m’accingo a parlarvi di questo peloso marsupiale oceanico, il koala.

– sottofondo, please: Bach, MyISAM sulla quarta corda –
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Descrizione generale
Il koala (nome derivato dall’arcaica parola australiana gula, usata erroneamente col significato di ”colui che non beve”), o Phascolarctos (dal greco, ”orso col marsupio”) cinereus, è un mammifero marsupiale di ridotte dimensioni, tra i 60 e gli 85 centimetri di lunghezza, che raggiunge un peso tra i 5 ed i 14 kg.
Il suo corpo, non dotato di coda, è ricoperto da una fitta pelliccia cinerina, dai riflessi bruni negli esemplari abitanti il nord dell’Australia, che assume un colore biancastro sul petto (salvo una striscia scura negli esemplari maschi, in corrispondenza delle ghiandole secernenti il liquido odoroso per la marcatura del territorio). Ha sia zampe anteriori che posteriori dotate di dita prensili, alle cui estremità crescono unghie affilate adatte ad arrampicarsi sugli alberi; la testa presenta occhi vivaci, orecchie evidenti e ricoperte di pelo, naso schiacciato senza peluria e un largo muso in possesso di mandibole adatte alla lunga masticazione di vegetali.

Abitudini ed habitat
I koala popolano quasi tutta l’isola australiana, in corrispondenza delle zone boschive dove crescono gli eucalipti, alberi le cui foglie (velenose per quasi tutte le altre specie) garantiscono loro la principale fonte di alimentazione e d’idratazione, nonché il riparo in cui trascorrere il proprio ciclo di vita. Si sono adattati a sopravvivere, nel corso dei secoli, in relazione a queste piante, sia in climi più freddi che nelle zone tropicali australiane, a fronte di altri tipi di alberi che i cambiamenti climatici hanno fortemente ridotto o fatti scomparire.
Questi marsupiali, che sono infatti animali prettamente arboricoli e attivi di notte, consumano fino a mezzo chilo di gemme e foglie al giorno, la cui lenta digestione (fino a 19 ore! :-O ) occupa il resto del tempo della giornata, trascorso prevalentemente a dormire appoggiati al tronco di un albero, dove vi sia una comoda ramificazione.
Data la singolare alimentazione, il koala emana un costante profumo di olii balsamici, che contribuisce a mantenere lontani i parassiti.

Per molto tempo essi sono stati minacciati di estinzione, sia per una caccia indiscriminata all’inizio del ventesimo secolo, sia per la progressiva riduzione delle riserve alimentari, essendo le foreste a rischio per l’urbanizzazione e l’inquinamento; attualmente sono stati reintrodotti nelle zone ove erano scomparsi e mantenuti ovunque sotto controllo, grazie a politiche di governo nazionale ed internazionale, nonché ad associazioni dedicate alla salvaguardia di quest’animale.

Sessualità e sviluppo
I koala raggiungono la maturità sessuale intorno al secondo-terzo anno di vita nelle femmine o al terzo-quarto nei maschi, che raggiunta tale età, se molto forti, possono finire per costituirsi veri e propri harem.
Nella stagione dell’accoppiamento, che dura tutta l’estate australe, gli individui di sesso maschile marcano il territorio strofinando il loro petto contro i tronchi e producono grida udibili sino ad un chilometro di distanza (solitamente i koala sono silenziosi ed è questo, come quando si trovino minacciati, uno dei pochi casi di uso di un richiamo).
La gestazione, della durata di circa 35 giorni, porta alla nascita di un cucciolo (molto raramente due) di minuscole dimensioni e senza pelo, che passa subito nel marsupio, dove in sei mesi terminerà lo sviluppo nutrendosi di latte materno e piccole quantità di un secreto dell’intestino cieco, contenente enzimi e fermenti per la digestione dell’eucalipto e delle sue sostanze tossiche.
Dopo altri sei mesi, trascorsi tra il dorso ed il marsupio della madre nutrendosi di latte ed eucalipto, il cucciolo è ormai adulto e si allontana nelle zone circostanti, rimanendo però non eccessivamente distante dalla madre sino al secondo o terzo anno di vita, specie per quanto riguarda gli individui di sesso maschile.

L’aspettativa di vita di un koala è di circa 15-16 anni, ma sono stati osservati in cattività esemplari che sono giunti sino al ventesimo anno di età.

Curiosità
Sebbene associati all’idea di calma e di comportamento serafico, i koala sono capaci di aggredirsi tra loro, o difendersi parzialmente dai pochi predatori, utilizzando le zampe anteriori se necessario, altrimenti preferiscono mantenersi al riparo. Disturbare un koala è fonte di enorme stress per la creatura e viene condannato come reato dalla giustizia australiana. In special modo, è dannoso per lo stesso animale il tentativo di renderlo animale da compagnia e, per questo, viene vietata tale situazione, salvo eccezioni regolamentate a fini di tutela e ricerca.

Similmente all'uomo ed ai primati, il koala presenta impronte digitali ben definite, pur non avendo parentela di specie, e tali caratteristiche sono difficilmente distinguibili da quelle umane anche al microscopio elettronico: si tratta di un caso rarissimo di evoluzione “coincidentale”, dato che l’animale più biologicamente simile al koala è il vombato.

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Il cervello del koala presenta una conformazione insolita: non occupa l’intera cavità craniale, che viene riempita invece dal fluido cerebro-spinale, ed è diviso in due lobi tra loro non direttamente connessi, delle dimensioni di una noce ciascuno, collegati solamente tramite il tronco encefalico.

Come molti altri marsupiali, il koala ha organi sessuali particolari: gli individui maschili possiedono un pene biforcato, mentre le femmine hanno due vagine laterali e due uteri tra loro separati.

Il koala tra cultura e spettacolo
Il koala è protagonista o comprimario in diversi prodotti che spaziano dall’ambito librario e cinematografico-televisivo a quello videoludico.
Tra i tanti, ricordiamo

– Blinky Bill (link su Wikipedia), personaggio per bambini creato da Brooke Nicholls e Dorothy Wall nel 1933, trasposto in serie animate e videogiochi dagli anni ’80 del secolo passato;
– Ozzie (link su IMDb), film del 2006 che vede protagonista un koala parlante che, dopo esser stato rapito, affronta vicissitudini assieme ad alcuni ragazzi;
– il character design di Stitch (link su IMDb), alieno onnivoro della Disney che ricorda le fattezze del marsupiale (seppure, l’ambientazione non sia australiana, ma hawaiana… 8-) );
Lup, il koala “addomesticato” da Georgie, che ritorna alla foresta per seguire il proprio ciclo riproduttivo.

Koala ed informatica
Si potrebbe evidenziare, volendo, un particolare rapporto tra il mondo delle tecnologie informatiche e questo simpatico marsupiale.
Infatti, oltre alla realtà tutta nazionale di Koala Games, software house bolognese dedita al settore videoludico educativo (ma non solo), è noto come il nome in codice della versione 9.10 di Ubuntu Linux fosse KarmicKoala.
Infine si può notare come, proseguendo nella sua opera di corredare con un animale rappresentativo ogni manuale sulle tecniche o i linguaggi di programmazione, la casa editrice O’Reilly abbia assegnato il koala proprio all’HTML e XHTML (link).

Le informazioni sono prese principalmente da Wikipedia ( it | en ) e da AnimaliNelMondo.com
Il sito della Fondazione Australiana per la salvaguardia dei Koala

Di un particolare koala si era parlato già anche su LN.

ragnoboy

Ho una testa (vuota ma c'e'), due braccia e due gambe, un profilo addominale "rotondo" e un bel paio di occhiali in titanio elastico. Cosa voler di piu' dalla vita? Tanta nerdosità :-D
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venerdì 11 marzo 2011 - 16:16
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