In un periodo in cui i titoli esclusivi devono saper dire la propria, nel bene e nel male, soprattutto dopo una generazione generosa e ricca come quella che è stata quella di PlayStation 4, è normale aspettare – e sperare – in perle degne di questo nome che vadano in un certo senso a “giustificare” l’acquisto o meno di una o l’altra console. Fino ad ora, i titoli esclusivi per PlayStation 5 che hanno fatto cantare un sonoro “Hallelujah“, se contati, non riempiono le dita di una mano: un bottino decisamente magro, per un’azienda che fa di questi prodotti il suo vanto principale. Per questo, ma anche per un’attenzione e una curiosità generale, molte speranze sono riposte in Stellar Blade, titolo action RPG sviluppato dallo studio coreano Shift Up, che con il suo combat system ibrido e la sua protagonista EVE sono pronti a scuotere il mercato. Quale sarà stato il risultato per questa nuova esclusiva per l’ammiraglia di Sony? Proseguiamo insieme nella recensione per scoprirlo.

L’ultimo baluardo dell’umanità…

Stellar Blade si ambienta in un universo fantascientifico dove l’umanità “organica”, come viene chiamata, non è più presente. I motivi per cui sia successo sono ignoti, e quello che i giocatori si troveranno di fronte sono paesaggi devastati. Quel poco che rimane della nuova umanità – quella androide – sulla Terra, si è riunita in una gigantesca città, chiamata Xion. La nostra protagonista è EVE, membro della settima unità aerea, che ha come scopo quello di porre fine alla minaccia che ha portato tale distruzione su tutti pianeti: i Naytiba. Queste sono delle pericolosissime e numerosissime creature, che si distinguono sia per tipologia, sia per potenza, con i più forti che vengono definiti Alpha. Come si vede nel prologo, la massiccia operazione di attacco dell’unità aerea purtroppo non va a buon fine, e anche la stessa EVE si troverà sul punto di soccombere, quando verrà tratta in salvo da Adam, che diventerà il primo dei suoi compagni d’avventura. Senza entrare nei dettagli, come ben immaginate il destino della missione, e della stessa umanità, sarà nelle nostre mani… o meglio, nella nostra lama..

…Tra religione  filosofia

Nonostante il tema della creazione e della religione siano più che abusati, il panorama che ci viene proposto da Shift Up si rivela comunque interessante, un buon background su cui costruire le vicende. Basti pensare ad esempio già ai nomi dei primi personaggi principali, EVE e Adam, o al nome della città di Xion, ma ancora di più alla Sfera Madre, di cui non parleremo nello specifico per motivi di spoiler, ma che sarà ben chiaro fin da subito che viene definita dagli umani come una vera e propria divinità, con tutti i crismi del caso (nel bene e nel male). Non a caso poi, coloro che fanno parte dell’unità aerea vengono definiti Angeli (e così verrà spesso chiamata la nostra EVE), e non sempre sono ben visti, soprattutto da chi pensa che la Sfera Madre li abbia traditi o abbandonati. Se dovessimo elencare tutti i riferimenti ci sarebbe veramente tanto da dire, e non vogliamo certo rovinarvi la sorpresa, ma sappiate che questo panorama sarà teatro di molte riflessioni, oltre che di scontri. I più curiosi, soprattutto se vorranno capire davvero cosa sta accadendo, avranno il loro bel da fare con la lettura di documenti, ricordi, e missioni secondarie.

Un ibrido che funziona a dovere

Fatte le dovute premesse sul mondo di gioco, passiamo ai fatti. L’avvenente EVE sarà la nostra agile e resiliente macchina da guerra, che combatterà sfruttando diverse tecniche: una delle parti più sperimentali di Stellar Blade è infatti il combat system, che va ad amalgamare in modo piuttosto soddisfacente diverse meccaniche. Parliamo di un sistema di combattimento ibrido, che affianca alle semplici combo con attacchi pesanti e leggeri, la possibilità di schivare, parare e contrattaccare, con diverse combinazioni e abilità che ci faranno praticamente danzare sul campo da battaglia. Shift Up ha infatti creato uno skill tree che man mano ci farà sbloccare diverse abilità, che faranno concatenare le mosse tra loro sempre di più. Schivata perfetta e parata perfetta avranno i loro vantaggi, così come potremo sfruttare delle barre di energia differente (Beta ed Esplosiva) che daranno vita a mosse più potenti.

Lo skill tree è diviso in più sezioni, nonché molto intuitivo

Nonostante però non sia presente la stamina, il combattimento rimane più “su due piedi”: non si tratta di un hack & slash puro, nonostante i ritmi siano accelerati, perché la morte del personaggio è sempre dietro l’angolo, e combattere contro più nemici può rivelarsi spesso fatale. Questo perché i timing di parate e schivate sono da calcolare come in un souls, e ci metterete un po’ prima di potenziarli a dovere, quindi sulle prime potreste fare fatica. Anche la gestione delle cure base e degli oggetti consumabili è simile a tale genere, con la fiaschetta che ricaricherà i suoi utilizzi quando riposeremo negli accampamenti, e con i Naytiba che verranno rigenerati.

Indubbiamente parliamo di un titolo che ha un’identità ben specifica, personale, ma che in alcune caratteristiche può effettivamente richiamare dei titoli che hanno avuto il loro successo nel panorama action RPG, come NieR Automata, o Sekiro per la gestione delle parate. Si potrebbe quasi citare anche Bayonetta, per la gustosa feature del “Castigo”, un QTE che si attiva quando nemici elite o boss vedono distrutti totalmente i loro scudi: in questi casi EVE gli farà davvero tanto male, in modo meno eccentrico di come fa la Strega di Umbra, ma in modo squisitamente brutale.

Non dimentichiamo infine il drone: questo splendido marchingegno sarà non solo gli occhi dei nostri compagni di viaggio (mentre saranno sicuri nella navicella), ma anche uno scanner per tenere sott’occhio gli obiettivi, trovare oggetti, spottare nemici, e soprattutto un’arma da fuoco, che potremo utilizzare con diversi tipi di munizioni e che potenzieremo a dovere durante l’avventura. Questo aggiunge un’ulteriore opzione tattica per le nostre partite, dato che a seconda dei nemici che ci troveremo davanti, ci permetterà approcci di diverso tipo, se accostati anche a tutto il resto.

Il combattimento coi nemici sarà molto appagante, ma spesso vi troverete ad imprecare per dei timing non proprio rispettati, o per delle animazioni che non si sono “interrotte” come avreste voluto. Altra cosa infatti che abbiamo molto apprezzato, nonostante sia da limare, è una sorta di “combo interruptus”, che ci permette di interrompere le combo che stiamo effettuando per permetterci di parare o schivare. Come detto però, non sempre funziona a dovere.

Avrete il vostro bel da fare a scegliere gli equipaggiamenti migliori per la vostra strategia di assalto o di difesa, e sappiate che oltre ai classici equipaggiamenti che andranno ad aiutarvi con danni e scudi, ce ne sono altri che amplieranno la finestra di reazione per le parate perfette e le schivate, e molto molto altro. Inoltre grazie alla progressione abbastanza rapida, tra esperienza per kill, ritrovamenti e missioni completate, potrete potenziare alcune abilità prima di altre. Insomma, la personalizzazione è ottima, sia dello stile di combattimento, sia dell’estetica del nostro Angelo, la quale non risulta neanche invadente (sbloccherete tantissimi vestiti, accessori, e tagli di capelli).

Questa tuta potrebbe ricordare qualcuno…

Ibrido anche nell’esplorazione

Stellar Blade, come un Action RPG che si rispetti, non si fa mancare neanche tutte le altre caratteristiche che hanno forgiato il genere, come l’esplorazione, i collezionabili, le missioni secondarie e i potenziamenti. Prima di tutto, partiamo col dire che la vostra esperienza alternerà fasi in cui visiterete pianeti con un fare lineare, ed altre zone che invece saranno grandi mappe open world. La mappa di gioco sarà presente solo in queste ultime zone, mentre la mini-mappa sarà sempre assente: l’unica cosa che potrete fare per tenere traccia delle missioni e degli obiettivi con lo scanner del drone, che attiverà anche una bussola (quasi inutile in alcune mappe a senso unico). Come detto, sono presenti degli accampamenti dove rifocillarvi, ma solo alcuni di essi funzioneranno anche come punti di viaggio rapido (estremamente scomodi nelle mappe lineari, con scelte poco sagge in alcuni casi).

Le mappe presentano un level design discretamente riuscito, e le varie ambientazioni sono ben caratterizzate (a parte quelle nel deserto, che per forza di cose saranno un po’ più monotone). C’è da dire però che c’è un ottimo sviluppo tridimensionale, che sfrutta molto anche l’estensione in verticale delle mappe e degli edifici, ed esplorare ci farà sempre scovare qualcosa di nuovo (aiutati anche dalle sempre presenti yellow track). La cosa che però rende meglio di tutto ciò, è il fatto che per un motivo o per un altro vi troverete sempre a tornare sui vostri passi, magari per cercare una lattina (uno dei collezionabili del gioco), per compiere una missione secondaria, o magari per andare a trovare un mercante che potrebbe avere qualcosa di importante da vendere.

Proprio le missioni secondarie sono parte del fulcro della vostra crescita: saranno infatti indispensabili le risorse che otterrete, o le zone che andrete ad esplorare seguendole, e allo stesso tempo diventerete più forti e preparati per quello che vi aspetta. Certo, non tutte brillano per originalità, specialmente quelle che accetterete dalla bacheca pubblica, ma alcune delle missioni che vi verranno affidate dalle persone con cui interagirete vi lasceranno un bel mood, la sensazione di aver “fatto qualcosa di buono”.

Un ottimo lavoro tecnico

Risulta sempre un piacere parlare di lavori tecnici ben riusciti, specialmente quando parliamo di titoli esclusivi. Contrariamente a quanto abbiamo visto con Rise of the Ronin, stavolta PlayStation 5 vede arrivare tra le sue fila un titolo degno di nota: il lavoro svolto da Shift Up è egregio, sia tecnicamente, sia graficamente, anche se in alcune ambientazioni mostra un po’ il fianco (ancora una volta parliamo di quelle desertiche). Siamo anche compiaciuti per l’utilizzo sapiente ed equilibrato che è stato fatto per l’utilizzo del DualSense, con vibrazioni che non si notano, ma di cui si sentirebbe la mancanza, e con la perfezione nello sfruttamento dei trigger adattivi.

La simpatica Lily

Come era già noto dai trailer, lo stile utilizzato nei disegni e nelle grafiche è tipico dei giochi coreani, soprattutto per quanto riguarda le fattezze dei visi e la dolcezza dei lineamenti, soprattutto dei personaggi femminili. Un buon punto di forza, se calcoliamo anche il grande apprezzamento dei prodotti coreani degli ultimi anni. Questo va inoltre a braccetto con il comparto sonoro, che a parte una povertà negli “urli” li EVE, che essendo solo due saranno molto ridondanti in combattimento, ci propone una colonna sonora abbastanza variegata e che in alcune situazioni ci permetterà anche di scegliere le tracce (negli accampamenti). In alcune zone in particolare, le sonorità richiamano molto quelle che potreste aver sentito in alcuni drama coreani, piacevoli e ottime per un background sonoro. Terminiamo con il dire, per la buona tranquillità di tutti, che Stellar Blade è totalmente localizzato in italiano, quindi qualsiasi dialogo o documento che leggerete, sarà nella nostra lingua.

80
Stellar Blade
Recensione di Gianluigi Crescenzi

Dopo aver lavorato a pochi titoli minori, questo è stato per lo studio Sud Coreano di Shift Up il banco di prova per eccellenza. Partire col botto non è mai facile, soprattutto se parliamo di un pubblico esigente che dalle esclusive PlayStation vuole il meglio, possiamo dire però che la missione è ampiamente compiuta. Stellar Blade non è chiaramente un titolo perfetto, dato che mostra alcune incertezze in alcune occasioni, ma non vere e proprie ingenuità, e questa è di suo una buonissima notizia. Detto ciò, abbiamo di fronte un titolo con un solido combat system, che va sì assimilato, ma che darà spazio a una buona personalizzazione, e soprattutto divertirà molto. Data la natura un po' pretestuosa della trama, qualche difettuccio su piano della costruzione, e il fantasma della ripetitività sempre all'uscio, Stellar Blade potrebbe risultare un po' indigesto ad alcune categorie di giocatori, ma se invece state cercando una sfida impegnativa il giusto, con un comparto tecnico ottimo, adrenalina, e un comparto grafico bello da vedere, questa volta potete dormire sonni tranquilli.

ME GUSTA
  • Un buon sistema di combattimento ibrido
  • Si può "creare" il proprio stile, anche estetico
  • La progressione delle abilità è veloce e gradevole
  • Tecnicamente un ottimo lavoro
  • Interamente localizzato in italiano
FAIL
  • La trama non sempre brilla
  • Esplorazione non sempre piacevole a causa degli accampamenti
  • Alcune fasi e missioni secondarie sono un po' ripetitive
  • Pesa la mancanza di un miglior sistema di navigazione