Sam Bankman-Fried ha acconsentito a farsi estradare negli Stati Uniti, dove è stato accusato di aver truffato gli investitori di FTX, l’exchange di criptovalute che aveva fondato e di cui era stato, fino a poche settimane fa, l’amministratore delegato.

Il governo degli Stati Uniti ha accusato SBF di aver frodato gli investitori e, in particolare, di aver fatto confluire circa 8 miliardi di dollari in depositi dei clienti dell’exchange sui conti di Alameda, una sua seconda azienda formalmente indipendente dall’exchange, ma che di fatto agiva come sua divisione trading.

Secondo l’agenzia di stampa Reuters, Bankman-Fried comparirà davanti ai giudici della Bahamas (dove risedeva e dove avevano sede le sue aziende) nella giornata di oggi. In quell’occasione, il miliardario caduto in disgrazie dovrebbe chiedere alle autorità delle Bahamas di modificare il suo status, in modo tale da poter essere estradato. Inizialmente aveva chiesto ed ottenuto protezione dalle autorità legali, che si erano dette contrarie all’ipotesi di estradarlo negli USA.

Sempre secondo Reuters, Bankman-Fried dovrebbe venire accompagnato direttamente a New York, sede della procura che lo ha incriminato. La prodecura dovrebbe svolgersi relativamente celermente: sarà preso in custodia dalla polizia locale e verrà detenuto temporaneamente presso il Metropolitan Detention Center di Brooklyn. La prima udienza del processo che lo vede accusato – tra le altre cose – di frode, appropriazione indebita e riciclaggio di denaro dovrebbe avvenire entro 48 ore dal suo arrivo negli USA.

È probabile che SBF voglia chiedere il rilascio su cauzione, ma è altrettanto probabile che questo gli venga negato — visto l’altissimo rischio di una fuga. Del resto, il rilascio su cauzione gli era stato negato perfino dalle autorità delle Bahamas, che fino ad oggi si sono dimostrate molto più indulgenti nei suoi confronti rispetto a quelle statunitensi.