Anche se i prati tagliati all’inglese sono perfetti e belli da vedere, dall’altra a livello di sostenibilità e biodiversità non sono raccomandabili. I tappeti d’erba cortissimi non permettono infatti alla biodiversità di diffondersi al meglio e poi causano la morte di tantissimi insetti diversi. Lascia quindi il prato più incolto e aiuterai l’ecosistema e l’ambiente. In fondo, i prati e loro fiori sono fonte essenziale per api e altri insetti impollinatori.

Pare che dal 1930 a causa del taglio dell’erba ci sia stata la perdita di 7,5 milioni di acri di prati e giardini fioriti. A livello informativo consideriamo che un acro di prato contiene fino a 3 milioni di fiori relativi a un kg di polline. Se i fiori ricchi di polline sono un primo problema, dall’altra sussiste anche un enorme numero di insetti e piccoli animali. Se si taglia l’erba non vengono uccisi, ma non hanno più rifugio e nutrimento. Un terreno coperto da un prato con erba corta è molto più caldo a confronto di un giardino con fili d’erba più lunghi. Questi ultimi riducono la temperatura grazie all’ombra che creano. Si tratta di una mitigazione di clima davvero importante.

Per tagliare l’erba sono ideali tosaerba e i decespugliatori a benzina o diesel. Bisogna anche pensare ai litri di combustibile consumati che non sono così tanto da trascurare. Sembrano irrisori ma non lo sono. Ecco che il suggerimento portante è evitare di tagliare i prati in primavera (almeno fino a maggio inoltrato). Un metodo per aiutare gli insetti a svolgere le loro funzioni biologiche. Altro consiglio quindi è tagliare l’erba qualche volta di meno o creare un’area del tuo giardino adibita a tale biodiversità. Evitando così in quella zona di tagliare l’erba cortissima.