Era il gennaio del 1996, quando debuttò lo standard che ha rivoluzionato il modo di connettere hardware e periferiche: l’USB.

 

USB, acronimo di Universal Serial Bus: una sigla che oggi conosciamo tutti, anche i meno avvezzi all’informatica, e diamo praticamente per scontata, ma che chi trafficava già con computer ed elettronica in genere precedentemente alla prima metà degli anni ’90 ha imparato letteralmente ad amare.

Prima del 15 gennaio 1996, data del debutto ufficiale dello standard universale, era un piccolo inferno connettere vari tipi di periferiche: scomodo, tecnicamente complesso, spesso antieconomico vista la quantità di diversi formati nei connettori.

 

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Molti, del resto, ricorderanno la situazione dei caricabatteria per cellulari, tutt’altro che univoci tra una marca e l’altra, fino a pochi anni fa. La situazione, prima dell’adozione dello standard USB, era simile in tutti i campi dell’elettronica: anche solo collegare mouse e tastiera, a inizio anni ’90, era un’operazione tutt’altro che “plug & play” come oggi.

usb flip

 

Il sito How-To-Geek ha voluto ricordare e celebrare questo importante traguardo di adozione di uno standard unico realizzando un’interessante cronistoria dell’USB, che ha unito in un solo connettore una svariata pletora di standard diversi, come possiamo vedere in quest’immagine.

legacy ports

 

La realizzazione di questa tecnologia è stata, come spesso accade per i futuri standard universali, uno sforzo collettivo di varie, e importanti, realtà di settore, come Intel, Microsoft, IBM, Compaq, Digital Equipment Corporation, NEC, e Northern Telecom, fino al lancio effettivo, avvenuto nel 1998 con il lancio dell’iMac di Apple, che presentava per la prima volta l’USB come unico standard di connessione di dispositivi esterni.

Oggi come oggi siamo arrivati alla versione 4.0, e l’USB è presente praticamente in ogni dispositivo aperto alla connettività esterna, che si tratti di computer, tablet, cellulari, televisori o console per videogiochi.