Nel 1929 il mondo che si stava ancora riprendendo dalla Grande Guerra venne colpito dalla Grande Depressione, mentre la popolazione superava i due miliardi.

Sovrappopolazione, disoccupazione, consumo di risorse e le guerre che questi problemi provocavano in Europa preoccupavano Herman Sörgel, architetto bavarese rappresentante del Bauhaus.

Nato a Regensburg nel 1885, era figlio di un ingegnere che aveva progettato le prime centrali idroelettriche tedesche. Convinto pacifista, pensava che l’estensione geografica di Asia e America non solo permettesse di trovare le risorse necessarie per progredire, ma anche che le variazioni orografiche e climatiche al loro interno fossero utili per la ricerca di altre risorse una volta che carbone e petrolio si fossero consumate.

Sörgel era certo che i due grandi continenti si sarebbero uniti culturalmente al loro interno, confrontandosi poi per il dominio del mondo.

All’opposto l’Africa aveva le risorse, ma non la tecnologia per competere: l’Europa invece era tecnologicamente avanzata, ma meno dotata essendo più piccola e consumata da secoli di scontri locali per questioni territoriali o politiche che a livello globale apparivano di poco conto.

 

 

L’idea

Studiando geologia Sörgel si concentro sul Messiniano, un periodo del Miocene durato da 7,246 a 5,332 milioni di anni fa. Il nome viene dalla città siciliana le cui estese saline emersero in quel periodo: all’inizio eventi sismici provocarono la chiusura dello stretto di Gibilterra, creando un lago-mare.

I fiumi non bastarono a mantenere il livello del mare: molta acqua arrivava dall’Atlantico e in parte dal Mar Nero. Ci fu quindi una forte evaporazione: i sali nell’acqua precipitarono sul fondo. Emersero vasti territori: l’erosione dei venti e l’aloclastismo, la rottura delle rocce per intrusione di sali, formarono profondi canyon. Alla fine l’Atlantico rientrò a forza dallo stretto di Gibilterra iniziando il periodo Zancleano del Pliocene.

L’Atlantico fonisce al Mediterraneo 88mila metri cubi d’acqua al secondo, il Mar Nero 300: sono correnti superficiali di acque meno salate e più calde, mentre correnti profonde di acque fredde e salate vanno in senso inverso, ma sempre con un saldo passivo.

 

Ispirato dal lavoro di suo padre e dai risultati degli Olandesi in secoli di lotta con il mare, Sörgel pensò di ricreare la situazione messiniana artificialmente: le dighe avrebbero prodotto energia idroelettrica, fatto emergere terra da coltivare e collegato Berlino a Città del Capo con una linea ferroviaria, salvando per di più l’Europa dall’esaurimento di petrolio e carbone e dalle guerre necessarie per procurarseli altrove.

Il nuovo continente si sarebbe dovuto chiamare Atlantropa o Pantropa, e doveva essere l’alternativa pacifica al concetto di Lebensraum (spazio vitale).

L’idea di Lebensraum era nata in Germania a fine ‘800, collegata a quella di manifest destiny  negli USA di espandersi su tutto il Nord America nel XIX secolo. Era entrata in auge durante il blocco navale britannico nella prima guerra mondiale.

 

Era un’idea eurocentrica, che dava alle nazioni europee migliore accesso alle risorse delle loro colonie africane.

Nel continente nero il progetto comprendeva grandi laghi artificiali per irrigare il Sahara, migliorare i collegamenti e ovviamente produrre energia rinnovabile.  Il vicino Oriente sarebbe dovuto restare sotto stretto controllo del nuovo supercontinente come barriera per il “pericolo giallo”: Sörgel credeva che la distanza culturale tra Europa ed Asia fosse troppo grande, e l’estensione del continente avversario rendesse impossibile per gli europei comprenderlo appieno.

 

 

 

La tecnica

Sörgel calcolava che l’impresa avrebbe impegnato tutti gli Stati europei per almeno 100 anni. Sottraendo molte risorse dall’impiego militare e costringendo ad una lunga e stretta  cooperazione, avrebbe dovuto di fatto unificato l’Europa. I lavori avrebbero dovuto far sparire la disoccupazione, e la terra in più risposto alla sovrappopolazione.

Secondo i calcoli sarebbero emersi tra 500mila e 600mila chilometri quadrati, circa una  Spagna con eventuale Portogallo in più. Le dighe avrebbero dovuto produrre la metà del consumo elettrico europeo del 1927, circa 110 GW.

 

 

 

Gibilterra

Largo 14,3 chilometri nel punto più stretto ha però una profondità di circa 500 metri. Sörgel pensò quindi ad una diga più larga, quasi 30km, nel punto di minore profondità più verso l’Atlantico: poco ad est di Trafalgar c’è la cresta Camarina, dove il fondo è a circa 280 metri.

 

 

La costruzione sarebbe quindi stata alta almeno 300 metri, con una fondazione larga 2,5 chilometri: secondo i calcoli avrebbe usato quasi tutto il calcestruzzo del mondo all’epoca, con 200mila uomini impegnati per 10 anni su quattro turni continui. Era prevista anche una torre di 400 metri sul lato europeo. La diga avrebbe ridotto il livello del Mediterraneo occidentale di circa 100 metri producendo intorno ai 50GW.

 

In arabo lo stretto è noto come bab al-Maghrib, la porta dell’ovest: il Maghreb, ovvero il Nordafrica, era per gli Arabi l’ovest della Mecca. Il nome occidentale viene dall’arabo Jabal Tariq ovvero monte di Tariq ibn Ziyad,  il berbero musulmano che lo attraversò nel 711 con un grosso esercito per conquistare la Spagna visigotica.
Trafalgar viene invece daTaraf al-Ghar, capo della caverna.

 

 

 

Dardanelli

Lungo 62 chilometri e profondo da 60 a 100 metri con una larghezza tra 1,25 e 8 chilometri, la diga sarebbe stata costruita in modo molto più agevole nel punto più stretto all’altezza della città di Chanakkale, producendo molta meno energia, intorno ai 5GW.

Sedici condotte da 8 metri di diametro ciascuna avrebbero deviato l’acqua verso bacini nei Balcani per fornire energia alla zona ed alla Russia meridionale. L’innalzamento del Mar Nero si sarebbe controllato con chiuse alle foci dei fiumi Don, Dniepr e Volga per evitare l’allagamento della pianura alluvionale russa.

 

Il nome viene da Dardano, figlio di Zeus ed Elettra, i cui discendenti si supponeva abitassero la sponda asiatica che gli antichi Greci chiamavano appunto Dardania.
Era anche noto come Ellesponto, cioè mare di Elle, che sarebbe lì caduta andando verso la Colchide (attuale Georgia) in groppa all’ariete dal vello d’oro poi cercato da Giasone e gli Argonauti.

 

 

 

Canale di Sicilia

Largo 136km nel punto più stretto tra Mazara del Vallo e Kelibia in Tunisia, la profondità massima è di 316 metri, in larghi tratti inferiore ai 100: la chiusura di Gibilterra avrebbe esposto gran parte del fondale.

Una diga avrebbe aumentato il dislivello del Mediterraneo orientale a 200 metri, assicurando anche il collegamento ferroviario con l’Africa. Secondo i calcoli sarebbe stata lunga 66 chilometri e larga un chilometro alla base,  producendo circa 55GW.

Quello tra Atlantico e Mediterraneo è uno stretto perché i due mari sono diversi in salinità e popolazione, mentre quello di Sicilia è in genere detto canale perché fa comunicare bacini molto simili. Una particolarità del Canale di Sicilia è che la corrente di superficie va verso oriente, quella profonda va verso occidente.

 

 

Congo

Il bacino del fiume sarebbe diventato un grande lago artificiale. Il Congo o Zaire è terzo al mondo per portata d’acqua, essendo alimentato dalle piogge della zona tropicale e non dovendo attraversare il deserto come il Nilo.

È anche uno dei più profondi raggiungendo i 220 metri in alcuni punti: vicino la foce arriva però a meno di 8 metri e per navigare occorre dragarlo fino alle prime rapide, le cascate Livingstone.

 

La diga principale avrebbe dovuto essere poco prima della foce del tributario Kwa (anche detto Kasai), e una seconda più a valle avrebbe inondato tutto il bacino superiore.

Calcoli più moderni indicano che bloccare la stretta vallata che separa le capitali della Repubblica Democratica del Congo (Kinshasa) e della Repubblica del Congo (Brazaville) allagherebbe a monte circa 1,25 milioni di chilometri quadrati, un’area più grande del Mar Caspio, ma gli servirebbero circa 150 anni per farlo, a meno che l’allagamento non aumenti anche le precipitazioni.

Congo dovrebbe derivare dalla radice konga, che indica una assemblea tribale o genericamente raggrupparsi, raccogliere nella locale lingua bantu, il kikongo.
L’omonimo regno della zona rimase indipendente dal 1390 al 1891 sotto vari re (mwene, latinizzato con mani  quando divennero cristiani) diventando prima vassallo e poi colonia portoghese. Zaire deriva invece da nzere che significa fiume.

 

 

 

Ciad

Il lago omonimo è attualmente profondo al massimo 11 metri ed esteso per poco più di 1.000 chilometri quadrati. E’ un bacino endoreico (dal greco “che fluisce all’interno”, cioè senza emissari) che interessa una zona di circa 2,5 milioni di chilometri quadrati. Secondo il progetto sarebbe dovuto tornare all’estensione dell’Olocene, cioè circa al 5.000 a.C. quando occupava un milione di chilometri quadrati.

I dettagli di questa parte sono andati perduti, ma si può presumere che prevedessero un canale dal bacino inondato del Congo ad alimentare l’immissario fiume Chari od uno dei suoi tributari. I calcoli moderni indicano che poteva bastare un canale da 100 chilometri, una bazzecola nel totale. Eventuale acqua in eccesso sarebbe stata incanalata verso il Mediterraneo o i bacini salati stagionali (chott) del Nordafrica, facilitando l’irrigazione del deserto.

 

Ciad vuol dire “larga estensione d’acqua”, quindi quando si indica il lago e non lo Stato è una ripetizione come “deserto del Sahara”. Noto ai Romani come “il lago di ippopotami e rinoceronti”, vi lasciarono anche delle piccole guarnigioni nel Imo secolo d.C.

 

 

 

Venezia

L’Adriatico fino alla linea S. Benedetto del Tronto – Sibenico ha una profondità inferiore ai 100 metri e fino alla linea Pescara – Spalato resta entro i 200: sarebbe quindi emerso con il prosciugamento, e Venezia si sarebbe allontanata dal mare di almeno 400 chilometri.

Per preservarla come riferimento culturale, Sörgel pensò ad un’altra diga con un canale che la collegasse alla costa.

 

 

Nuova capitale

L’architetto Alexander Popp progettò una nuova capitale per Panantropa, pensata per 12 milioni di persone. Sörgel era d’accordo in via di principio, e studiò la storia di Cartagine appositamente.

 

 

 

 

I problemi

La diga di dimensione più grande attualmente è a Tarbela sul fiume Indo, in Pakistan: costruita dal 1968 al 1976, è alta 148 metri e lunga 2.743. E’ costata 1,5 miliardi di dollari e ha un volume di 153 milioni di metri cubi. La diga di Gibilterra sarebbe stata alta il doppio, lunga 11 volte tanto  e con un volume 74 volte maggiore [1] da costruire con mezzi di decenni prima. La diga attualmente più alta è quella delle tre gole, in Cina: quella di Gibilterra sarebbe dovuta essere alta il 50% in più.

Oltre ai problemi costruttivi si sarebbero dovuti bonificare vasti tratti da uno spesso strato di sale del periodo Messiniano e della moderna evaporazione, nonché ristrutturare città e territori precedentemente costieri smantellando i porti preesistenti e creandone di nuovi, oltre a strade per raggiungerli ecc.
La salinità sarebbe ulteriormente aumentata perché la diga dei Dardanelli avrebbe tolto l’apporto di acqua più fredda e meno salata dal Mar Nero. Nel caso migliore ci sarebbe stata la situazione del Mar Rosso, molto salato e denso; nel caso peggiore il Mar Morto. In qualunque caso flora e fauna sarebbero cambiate e presumibilmente diminuite in modo drastico.

L’evaporazione e la salinizzazione, con aumento di temperatura dell’acqua superficiale, avrebbe cambiato drasticamente anche le dinamiche di precipitazione. Probabilmente  Sörgel trascurava i fenomeni climatici per ignoranza: immaginava che la corrente del Golfo sarebbe stata più forte, migliorando il clima del Regno Unito, ma sarebbe stato anche possibile che cambiasse il suo corso e avvenisse il contrario.

Non veniva approfondito cosa sarebbe successo a est dei Dardanelli: il Mar di Marmara ha coste scoscese, e probabilmente avrebbe perso solo le sue isole interne, ma il Bosforo sarebbe cambiato molto e l’abitato di Istanbul sarebbe stato sicuramente coinvolto.

Bosforo viene dal greco bous-foros, “attraversamento di buoi”, più o meno come l’inglese ox-ford :D Marmara invece viene dall’omonima isola al suo interno, ricca in marmo (in greco marmaron),

 

Anche se la tettonica a placche non era ancora universalmente accettata, la deviazione delle correnti avrebbe potuto facilitare la creazione di tsunami. La variazione così rapida e non indifferente di pressione dell’acqua su zone sismicamente e vulcanicamente attive come l’Italia o la Grecia non venne messa in conto.

Secondo calcoli moderni la chiusura alzerebbe il livello dell’Atlantico di circa un metro: non ci sono considerazioni al riguardo nelle opere di Sörgel, che sembrava anche ignorare la convenzione di Montreux che dal 1936 assicurava la libertà di passaggio negli stretti turchi, Bosforo e Dardanelli. 

Il recente prosciugamento del lago d’Aral per le attività umane ha portato a problemi simili a quelli ambientali sopra sopra esposti, più tutti quelli economici, con effetti ancora da valutare. Nell’immagine, la differenza tra il lago nel 1989 e 25 anni dopo.

 

Più di tutto, sembrava mancare l’idea che un incidente o attacco nella diga principale a Gibilterra avrebbe condannato non si sa quanta gente e territorio ad un secondo diluvio.

È vero che il gigantismo della struttura lo rendeva improbabile, ma anche una piccola crepa avrebbe potuto cedere di fronte alla pressione di un intero oceano.

 

 

 

 

Le pubblicazioni

Nel 1929 Sörgel pubblicò Mittelmeer-Senkung. Sahara-Bewässerung (abbassare il Mediterraneo, irrigare il Sahara). Atlantropa, con più dettagli, è del 1932.

Nonostante i suoi ideali pacifisti, per solleticare la grandeur ed i fondi nazisti nel 1938 scrisse Die drei großen “A”. Großdeutschland und italienisches Imperium, die Pfeiler Atlantropas (le tre grandi A: la Grande Germania e l’Impero Italiano, i pilastri di Atlantropa), con una citazione di Hitler in prefazione. Ancora più sbilanciato fu Atlantropa-ABC: Kraft, Raum, Brot. Erläuterungen zum Atlantropa-Projekt (Atlantropa-ABC: forza, spazio, pane) del 1942.

Nel 1948 scrisse la la prefazione a un libro inglese che parlava del suo progetto. L’interesse degli Alleati fu breve: l’energia atomica era più promettente anche dal punto di vista militare, ed i costi di ricostruzione troppo alti. Inoltre il colonialismo era al termine, quindi occorreva concertare la volontà di molti Stati africani e mediterranei, che con la guerra fredda divenne un problema. Sörgel  coinvolse allo scopo Léopold Sédar Senghor, importante politico e letterato senegalese, nella fondazione che aveva creato per portare avanti il progetto, ma invano: morì investito da un’auto non identificata la sera di natale nel 1952, mentre andava in bicicletta ad una conferenza promossa dalla fondazione. Senza di lui, la fondazione stessa perse vigore e venne chiusa nel 1960.

L’idea di prosciugare il mediterraneo venne citata in seguito in molte opere di fantasia:

La sceneggiatura del film Star Trek del 1979 indica esplicitamente il prosciugamento del Mediterraneo.

Incontro con Rama del 1973 inizia con la caduta di un asteroide in Italia nel 2077, e anche qui il mare è stato prosciugato.
Il progetto di Sörgel  viene citato nella Svastica sul Sole (1962) e nella serie Amazon tratta dal libro.

Il romanzo Dramma nelle terrefonde del 1993 presenta una terra alternativa in cui la deriva dei continenti ha prosciugato il Mediterraneo nel Miocene, la storia è andata in maniera completamente diversa ed i Neanderthal convivono pacificamente con i Sapiens.

La stazione volante è invece un libro di fantascienza sovietica del 1950 in cui la vittoria nella guerra ha reso l’Europa socialista: la diga di Gibilterra è stata costruita, ma piccoli gruppi di neonazisti nascosti vicino al polo nord tramano per distruggerla.

 

Disclaimer
Nessun architetto è stato costretto a far panini nella stesura di questo articolo, anche se lo avrebbe meritato. Se chiedesse perché, fateglielo leggere.

 

 

 

 

 

Note

[1] un parallelepipedo di calcestruzzo con base di 2.500 metri, lunghezza di 30.000 e altezza di 300 ha un volume di 22,5 miliardi di metri cubi. Anche assottigliando la sezione in altezza, nell’ipotesi molto favorevole che volume totale si dimezzasse diventerebbe 11,25 miliardi, che sono 11.250 / 153 = 73,52 volte di più.