Dresda è una città meravigliosa, soprattutto in estate; è uno di quei tanti piccoli gioielli tedeschi, che vale la pena visitare anche fosse per un giorno soltanto. L’arte, le persone allegre, il fiume Elba e le feste dove scorrono litri di birra. Quest’anno però ha attirato migliaia di persone per un motivo decisamente diverso da quello del classico turismo.

Qualche settimana fa, dal 9 al 12 giugno, ha infatti ospitato l’annuale raduno della Fondazione Bilderberg, oscuramente nota per essere fonte di ogni complotto mondiale.

 

Secret meetings

 

nwoPer chi non lo sapesse, il nome “Bilderberg”  è collegato, nell’ambiente complottista, a qualsiasi cosa vada storta su questo infame pianeta.

Guerre? Bilderberg.
Attentati? Bilderberg.
Aumento del prezzo della benzina? Bilderberg.

Estate piovosa? Beh, avete capito.

Al di là del complotto, si tratta di un raduno annuale delle persone più importanti del mondo occidentale (due terzi dei partecipanti sono Europei e il restante Americani) che va avanti da ormai più di 60 anni. E tutto nel silenzio e nella segretezza più assoluti. O almeno, fino a qualche tempo fa era così.

Come per le altre edizioni, anche quest’anno si sono dati appuntamento politici, esponenti industriali e persone fondamentale stra-ricche, per chiacchierare in modo informale e lontano da ogni telecamera di svariati argomenti. L’agenda di questa 64esima edizione includeva:

  • La Cina
  • Il medio Oriente
  • Sicurezza informatica
  • Precariato e classe media
  • Innovazione tecnologica

Eh lo so, deludente. Ciò che la gente si aspettava includeva:

  • I bambini sono buoni anche allo spiedo
  • Come diffondere l’autismo tramite i nuovi vaccini
  • Le scie chimiche gayzzanti: non sono mai abbastanza
  • Donald Trump presidente
  • I capi di stato da eliminare al più presto

Scherzi a parte, la Fondazione Bilderberg ha attualmente un sito web aggiornato ed ha acconsentito a rendere pubblica la lista dei partecipanti ad ogni edizione del raduno annuale. Un enorme passo avanti rispetto al passato.

Non ammette ancora giornalisti, telecamere o microfoni e fornisce anche una spiegazione per questa segretezza: gli invitati devono essere liberi di parlare senza paura di essere poi incriminati, così anche da favorire una più libera circolazione di idee (e segreti).

 

sito

Il sito ufficiale degli incontri Bilderberg: bilderbergmeetings.org

 

Il raduno Bilderberg è riuscito, a mio parere, a guadagnarsi il primo posto nella lista delle migliori teorie cospirazioniste di sempre.

Ma non è l’unico (sospetto) raduno di miliardari e potenti

Esistono anche il Bohemian Grove, il G8 e il World Economic Forum, per citare i più famosi.

Tutti questi eventi hanno in comune persone ricche e potenti, segretezza e teorie complottiste a palate.

A cui, forse, un po’ crediamo anche noi.

 

 

 

 

Bilderberg Meetings

 

La prima conferenza Bilderberg, organizzata dal celebre David Rockfeller ed altri, ebbe luogo il 29 Maggio 1954 presso l’hotel Bilderberg a Oosterbeek, paesino vicino a Arnhem, nei Paesi Bassi.

Centro della discussione fu la cooperazione tra Nord America ed Europa, che scaturiva da una preoccupante crescita di movimenti Anti-americani in Europa Occidentale. Non è un caso, inoltre, che tra i principali ispiratori di questo raduno ci fu anche Joseph Retinger, fondatore di origine polacca del Movimento Europeo.

 

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A questa prima edizione presero parte una settantina di persone, per lo più politici provenienti da vari paesi del Vecchio Continente.

Il periodo storico non è ovviamente un caso: il mondo occidentale si trovava ad essere stretto dalla morsa della Guerra Fredda. Il Bilderberg rappresentava un momento di scambio politico molto apprezzato dagli uomini di potere dell’epoca, poiché forniva loro la garanzia della segretezza.

 

1stmeet

 

La Conferenza Bildeberg viene tanto apprezzata che con lo scorrere degli anni acquista, da una parte, una migliore organizzazione e, dall’altra, una crescente cattiva fama.

Dopo l’edizione del 1954 l’iniziativa piacque sempre di più e venne formata una commissione permanente, incaricata dell’organizzazione annuale dell’evento che divenne in breve noto come “Conferenza Bilderberg”, in onore appunto del primo albergo di lusso in cui ebbe luogo.

Il cuore dell’organizzazione è tuttora composto da una commissione permanente, di cui fanno parte membri di circa 18 nazioni diverse, da un segretario generale onorario e da un presidente. I nomi degli organizzatori sono pubblici, così come anche i partecipanti (attentamente selezionati), la location fisica della conferenza e i temi trattati.

Il raduno avviene una volta all’anno, in genere nei mesi primaverili ed estivi, e una volta ogni quattro anni si tiene in America invece che in Europa.

Vi sono molti aneddoti che ruotano intorno a questo bizzarro meeting: dai suoi illustri partecipanti alle sontuosissime location. Per esempio, sapevate che nel 2004 l’Italia ha ospitato la 50 esima edizione del Bilderberg?

Ebbene sì, presso la magnifica Stresa, nota anche come la Beverly Hills del nord Italia (potrebbe non essere vero), che si affaccia sul Lago Maggiore. Prima del 2004 si sono inoltre tenute le edizioni del 1957 a Fiuggi e del 1965 a Cernobbio.

 

italiani al bilderberg

 

A proposito del nostro Bel Paese, tra i membri e tra i partecipanti più famosi del gruppo Bilderberg fanno parte alcuni esponenti della famiglia Agnelli, Romano Prodi, Tommaso Padoa-Schioppa, Mario Draghi, Mario Monti, Corrado Passera, Giulio Tremonti e Marco Tronchetti Provera.

Un invito a nozze per i complottisti di casa nostra.

E difatti per il fronte complottista la storia fin qui raccontata sarebbe solo la superficie di un’oscura cospirazione. Il Gruppo Bilderberg radunerebbe ogni anno la crème de la crème della politica mondiale per decidere le sorti del mondo. Beh, per l’anno venturo per lo meno.
Durante queste riunioni i potenti prenderebbero decisioni definitive e fondamentali, per poi lasciare al popolo l’illusione di poter decidere del proprio destino in modo democratico.

Le teorie complottiste sul Bilderberg sono numerosissime e hanno ispirato siti web, blog, libri, ricerche e addirittura interrogazioni parlamentari.

Sul web le tesi che ruotano intorno al Bilderberg si sprecano. Seriamente, fate una ricerca su Google; digitate “Bilderberg” e scoprirete che appena dopo la pagina ufficiale e quella di Wikipedia quelli che vi compaiono sono solo siti complottisti.
Non solo, sono stati pubblicati numerosi  libri e articoli sull’argomento.

A quanto pare esiste anche un’interrogazione parlamentare italiana, che mira ad indagare gli scopi del gruppo Bilderberg: “Legislatura 16 – Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-05452 pubblicato il 22 giugno 2011, seduta n. 571.”

Googlate anche questo.

 

 

Ma qualcuno ci crede davvero?

 

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Rob Brotherton, psicologo accademico nonché studioso di teorie cospirazioniste, descrive il suo incontro ravvicinato con il fronte anti- Bilderberg, avvenuto nel 2013 in Watford, nei pressi di Londra, proprio dove era in corso la conferenza nell’adiacente  Grove luxury Hotel.

Duemila persone si erano radunate con il solo scopo di protestare contro quei ricchi e potenti che stavano decidendo della loro vita in un Hotel a cinque stelle.

Il dott. Brotherton chiacchiera in questa occasione con i convenuti e ammette di incontrare persone di ogni tipo: dal classico complottista armato di slogan facilmente orecchiabili (“We know you are killers!”) a stregoni di magia bianca. Nell’aria risuona la musica di alcune chitarre, oltre agli slogan ripetuti ossessivamente.

In un piccolo spiazzo nota alcune persone intente a meditare e fare esercizi di yoga. Conosce anche un uomo dalle lunghe orecchie che si spaccia per una fata.

 

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Al di là della dubbia serietà di alcun frange complottiste, il Bilderberg suscita sospetti anche tra i più scettici.

Un melting-pot incredibile, dunque. Forse un po’ folle, sicuramente new age, ma non per questo meno agguerrito.

Al di là del folklore complottista, una cosa è certa: il gruppo Bilderberg scatena davvero un odio sviscerale in molte persone. A volte senza alcun motivo certo.

E detto tra noi, in effetti non suona molto bene il fatto che 120/130 delle persone più influenti del mondo occidentale si ritrovino per un allegro weekend  a bere  bario  scotch d’annata in un albergo di lusso.

Eccoli lì, vestiti con abiti da migliaia di euro, con l’ultimo iPhone in mano che chiacchierano di…. Cosa? Il ruolo della Cina nel prossimo triennio? Dell’ultimo concerto di Beyoncé? Della crema corpo che-fa-miracoli di Putin?

Insomma, forse qualche dubbio viene anche ai super anti-complottisti.

Ed è più forte di noi. Le teorie cospirazioniste riempiono vuoti di informazione, ci danno un senso di chiusura e riescono incredibilmente bene a dividere il mondo tra buoni e cattivi. E se c’è una cosa certa della natura dell’essere umano è che non disprezza mai un buon villain. O un gruppo di villains, nel nostro caso.

La conferenza Bilderberg, pur essendo la più famosa, non è però l’unica riunione di super potenti che ci lascia perplessi e un pochino preoccupati.

 

Per esempio, avete mai sentito parlare del Bohemian Grove?

 

 

 

 

Bohemian Grove

 

Il Bohemian Club è un circolo privato Americano per soli uomini diviso in due sedi: una in Union Square Disctrict (San Francisco) e l’altra presso il Bohemian Grove, una zona boschiva appartenente al club situata nella Contea di Sonoma (a nord di San Francisco).

Il Bohemian Grove è un distaccamento Bohemian Club di San Francisco, fondato a fine ‘800 a partire da una visione Bohèmien della vita.

Fondato nel 1872 da un gruppo di giornalisti, aveva inizialmente come scopo quello di avere un luogo dove rilassarsi dopo una lunga giornata e dove discutere e godere di arte, in tutte le sue forme.

Non per niente, l’aggettivo “Bohemian” richiama quel movimento che, anche in America, raccoglieva poeti, scrittori e artisti squattrinati che volevano vivere soltanto di arte (e di amore… ricordate il film Moulin Rouge?).

 

bohemian club motto

Il simbolo del club insieme al suo motto, citazione di “Sogno di una notte di mezza estate”.

 

Tassativo era lasciare fuori i rancori della giornata e il proprio lavoro. Da questo deriva il motto del bohemian:

“Weaving spiders come not here”.

Citazione Shakesperiana di “Sogno di una notte di mezza estate”, il motto implica che le vicissitudini del mondo esterno debbano rimanere al di fuori dal circolo.

Ritornando alla storia, il club, con l’aumentare della sua fama, iniziò ad accogliere personaggi via via sempre più ricchi e sempre meno “artistici”; tantè che i fondatori originali passarono in secondo piano e il club divenne un raduno per i ricchi e potenti della West Coast che ostentavano uno stile bohemièn.

L’inizio della tradizione del Bohemian Grove, ovvero non un semplice campeggio.

A sei anni dalla fondazione del Club, nel 1878, uno dei suoi membri, Henry Edwards, decise di organizzare una festa d’addio in concomitanza con il suo trasferimento a New York. Il party consistette in una cena in mezzo ai boschi nei pressi di Taylorville (Contea di Marin) seguita poi dal pernottamento sul luogo.

Insomma, un campeggio in stile fine ‘800.

 

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L’anno seguente i membri del club ripeterono l’esperienza e decisero di renderla una ricorrenza ufficiale. Acquistarono alcune zone boschive della Contea di Marin e di Sonoma (grazie anche ai nuovi facoltosi membri del club) e le rinominarono “Bohemian Grove”.

I membri del Club si ritrovano ogni Luglio al Bohemian Grove per passare in goliardia e spensieratezza due settimane. Tra un rito pagano e l’altro.

Oggi il Bohemian Club vanta 2.700 iscritti, i cui nomi non sono pubblici, tranne per alcune eccezioni. Sono però pubbliche sul web alcune liste di membership del passato (dalla dubbia provenienza), tra cui spiccano nomi di importanti politici (e presidenti!) americani, insieme ad artisti, sportivi, sindaci, imprenditori, rettori universitari, etc…

Tuttora i suoi membri si ritrovano ogni anno, a luglio, al Bohemian Grove per passare insieme due settimane. Il campo ora misura quasi 3.000 acri ed è diviso in piccoli campeggi attrezzatissimi, dove i partecipanti possono pernottare e bighellonare. Al centro spicca un laghetto artificiale e un ampio prato, dove si svolgono le cerimonie più spettacolari.

Fin qui, tutto più o meno regolare. Ma la domanda sorge spontanea:

Cosa fanno i potenti del mondo occidentale in campeggio per due settimane?

L’immagine che ci viene in mente non può far altro che ricordare la puntata dei Simpson in cui Mr Burns si reca al campeggio dei miliardari, proprio di fianco a quello di quei pezzenti milionari.

A quanto pare i membri del club non si limitano ad arrostire marshmallows sul fuoco, ma vengono intrattenuti da spettacoli teatrali, concerti, gustose cene, fuochi d’artificio e riti che sfiorano il paganesimo, ma che a detta degli organizzatori, sarebbero semplici cerimonie scenografiche in onore della natura e dell’estate.

Al centro delle critiche nei confronti del Bohemian Grove ci sarebbe una cerimonia piuttosto particolare.

 

Nel bel mezzo del campo, di fronte ad un piccolo laghetto circondato da enormi querce, svetta un gufo alto 12 metri. Di fronte a questa magnifica statua (che ai fan di Twin Peaks provoca non poca ansia) si tiene la cerimonia principale delle due settimane di campeggio: The Cremation of The Care.

Questa la descrizione che ho trovato essere più esaustiva:

Presso il lago artificiale del Bohemian Grove si tiene ogni anno una cerimonia fortemente ricca di riferimenti simbolici e rituali nota come Cremation of Care che, secondo quanto riportato, servirebbe a “esorcizzare il Demonio per garantire il successo delle due settimane successive”.

Essa avviene di fronte all’Owl Shrine [….]La statua è in cemento e presenta al suo interno un impianto audio che serve a riprodurre la registrazione della sua “voce” durante i riti. La Cremation of Care venne celebrata per la prima volta nel 1881 e la sua trama narrava, in origine, la storia dello spirito di Care che, dopo essere stato ucciso dall’eroe Jinks, viene cremato solennemente.

La cerimonia rituale servirebbe come “catarsi per elevare gli spiriti repressi” e “inscenare simbolicamente la salvezza degli alberi da parte del club”. Il rituale è accompagnato da musiche ed effetti pirotecnici.

via Wikipedia

 

 

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Qui complotto ci cova

Anche in questo caso, le teorie complottiste si sprecano. Quei simpaticoni di Alex Jones e David Icke vedono molto di più nel Bohemian Grove, di quel che dichiarano gli organizzatori: ci vedono riti pagani, sacrifici di bambini, esoterismo e promiscuità.

Se non conoscete Alex e David vi propongo di visitare i loro siti gagliardi:

Nel caso non ne abbiate voglia (ma ne vale la pena, sappiatelo), riassumerò dicendo che il primo è un truffatore complottardo statunitense e il secondo è un pazzoide  ex-giornalista inglese.

Alex Jones

Alex Jones nel 2000 è riuscito nell’impresa di infiltrarsi nella cerimonia della Cremation of the care e a filmare tutto. Il problema è che ha filmato tutto molto male, da lontano, con centinaia di persone davanti alla telecamera; il risultato è un documentario che vi farà perdere un’ora della vostra vita.

Conduce quotidianamente uno show radiofonico che apre immancabilmente a suon di  “Marcia Imperiale” e che tratta principalmente di oscuri complotti e del Nuovo Ordine Mondiale.

article-0-01E9C97100000578-87_306x423David Icke ha avuto un’interessante carriera: da calciatore è diventato presentatore televisivo, per poi diventare giornalista e complottista new age di professione; ha pubblicato pesanti accuse nei confronti dei membri del Bohemian Grove e messo insieme alcune conferenze e video.

La sua vera passione, però, rimane quella della teoria dei Rettiliani (chiamati da lui “Archons”), che avrebbero trascinato l’umanità da un’epoca d’oro di pace in un ologramma fatto di guerre e sofferenza.

Questi paladini del complotto non sono gli unici a credere che qualcosa di losco si nasconda nei boschi del Bohemian Grove.

Le teorie complottiste spaziano dall’infanticidio alla semplice promiscuità sessuale e danno davvero sfogo alla fantasia.

Le accuse imputate al campeggio da parte del mondo complottista sono molteplici: riti satanici, infanticidi, orge, promiscuità, riunioni segrete, evocazioni demoniache, stupri, pedofilia, vilipendio di cadavere. In più, proprio come per il Bilderberg, i bohemi vengono anche accusati di decidere in segreto le sorti socio-politiche del mondo.

Dulcis in fundo, il bohemian club non sarebbe molto amato neanche dagli ambientalisti, che accusano il circolo di mal gestione della foresta di loro proprietà. Sempre gli ambientalisti locali, qualche anno fa, hanno fermato appena in tempo l’abbattimento di alcune sequoie secolari. Essendo un argomento piuttosto tedioso (e vero) non viene mai citato nel compendio dei complottisti.

Sicuramente ci sono tutti gli ingredienti per un buon racconto del mistero. Dal fatto che la Contea Di Sonoma fosse in passato la terra sacra degli indiani della Tribù Pomo, all’enorme gufo che richiama “Moloch”, oscura divinità pagana citata nella Bibbia in onore della quale venivano bruciati bambini come sacrificio.
Uniteci simboli esoterici e gufi intagliati ovunque e il risultato è un campeggio che vi farà rimpiangere i boy scout della vostra infanzia.

 

Qualche coraggioso è riuscito ad infiltrarsi nel Bohemian Grove, ma ne è uscito a mani vuote.

In realtà, i pochissimi infiltrati in questo lussuoso campeggio non avrebbero assistito a niente di così sconvolgente, anche se si narra di esplicite richieste sessuali da qualche miliardario arrapato e di scene sicuramente promiscue.

L’inviato di Vanity Fair Alex Shoumatoff è riuscito ad intrufolarsi per poche ore nell’edizione del campo del 2009 e racconta di essere rimasto colpito da un comportamento strano: avrebbe infatti visto molti membri del club urinare dove capitava.

Segnavano forse il territorio? Si riunivano alla natura? Non si sa, ma lo stesso autore ammette che, vista l’età media dei membri del Bohemian, il bizzarro comportamento poteva essere attribuito a dei problemi di prostata.

 

 

 

Conclusione

 

Sarò sincera, a me l’immagine di George W. Bush (membro del Bohemian Club, proprio come il padre) che ripete litanie vestito con una lunga tunica, di fronte ad un gufo gigante parlante… beh, fa molto ridere.

 

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E non riuscirò mai a credere che 2.700 persone possano permettere sacrifici umani nel nome della loro fama e fortuna.

Però… qualche dubbio rimane. Proprio come per il Bilderberg.

Gli uomini più ricchi e potenti del mondo occidentale si ritroverebbero in un albergo super lussuoso per un intero weekend per parlare di ovvietà, a Giugno; poi partirebbero per due settimane in un bosco isolato ad adorare un gufo, a Luglio.

Qualcosa non mi torna.

Ed ecco come funziona il pensiero cospirazionista. Non viene solo dai David Icke, Alex Jones o dai Rosario Marcianò… ma da chiunque. E quando parliamo di persone ricche e potenti il complotto è irresistibile, ci viene quasi spontaneo. Pure io mi ritrovo a pensare che quel maledettissimo gufo me lo sognerò stanotte … e che qualcosa non quadra.

Non so cosa, non lo saprò mai. Ho appena condotto una ricerca sulla fondazione Bilderberg e il Bohemian Club…e non ho trovato mezza prova della loro illegalità o perversione.

Eppure.

L’attuale letteratura di psicologia della cospirazione ha messo da parte quegli studi che
identificavano i complottisti come paranoici clinici. E lo stesso vale per tutte quelle ricerche che ruotavano intorno alla personalità del complottista (inteso come persona che crede alle teorie cospirazioniste).

Siamo tutti un po’ complottisti. A vari livelli.

Per un animale come l’uomo che non fa altro che chiedersi “perché?” di fronte ai fatti del mondo, è comprensibile ricercare sempre una verità celata oltre le apparenze. Anche quando questa viene immaginata come una verità assurda, quasi fumettistica.

Conspiracism is a lens through which we view the world- and we all have different prescription.

cit. Rob Brotherton

 

Per concludere. Ormai l’evento del Bilderberg è passato; sappiate che in ogni caso non sareste riusciti nemmeno ad avvicinarvi (ci ha provato Borghezio nel 2011 al raduno di Saint Moritz e non gli è andata per niente bene).

Ma se non avete niente di meglio da fare per questo fine luglio e vi trovate nei pressi di San Francisco… beh, sapete dove passare due settimane epiche circondati da miliardari annoiati. E forse anche un po’ arrapati.

Poi però non dite che non vi avevo avvertito.