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Un continente nascosto riaffiora: come un frammento sommerso è tornato in superficie

Una catena montuosa, confine di due paesi balcanici, custodisce un segreto geologico sotto i piedi dei suoi visitatori. Ecco tutti gli interrogativi che fa emergere sulle antiche placche europee.

Un continente nascosto riaffiora: come un frammento sommerso è tornato in superficie

I Monti Rodopi, in Bulgaria, nascondono un frammento di un continente sommerso appartenente alla placca di Adria Maggiore. Segno che la forma della grande zona euroasiatica poteva essere molto diversa da oggi e gli scienziati sono attenti alle origini e alle evoluzioni terrestri. Il pezzo sotto analisi è di tipo crostale e ha 40 milioni di anni alle spalle.

Si è sollevato verticalmente dal mantello come in un ascensore. La sua comparsa attira l’attenzione degli studiosi, sta lentamente sfondando la crosta per emergere ancora di più in superficie. Al momento, ha creato un ispessimento della placca che si trova sotto i Rodopi e fondamentale proprio per la sua formazione. Il margine meridionale dell’Europa è da sempre caratterizzato dalla collisione continua con la placca africana.

Che cosa ci racconta l’affioramento dei Monti Rodopi? Una realtà fragile e sommersa, un grande mosaico composto da faglie e resti continentali antichi. Il più antico di tutti è proprio sotto i Balcani, si chiama Balkanatolia ed è sotto la Grande Adria sprofondata circa 100 milioni di anni fa. Gli scienziati lo raccontano come un evento più antico della placca stessa.

il diagramma mostra il pezzo di crosta che si è staccato dalla placca sommersa e la sua risalita attraverso la crosta terrestre sovrastante

Lo studio di due geologi sui movimenti tettonici nei Monti Rodopi, frammenti di crosta che risalgono dal mantello ci dicono che il nostro continente poteva essere molto diverso da come è oggi

I Monti Rodopi sono al confine tra Bulgaria e Grecia, quello che sta succedendo è studiato da due geologi della TU Bergakademie Freiberg. Iskander Muldashev e Thorsten Nagel parlano di peculiarità tettoniche balcaniche, in particolare della Bulgaria meridionale. Nagel riferisce: “Studi mineralogici dimostrano che ampie zone dei Monti Rodopi sono state subdotte fino a profondità di 100 chilometri“. La catena montuosa di confine era considerata parte dell’orogenesi alpina che ha dato origine alle Alpi, ai Pirenei e al Caucaso. I Monti Rodopi però conservano delle peculiarità di processo, sono lontani dalla zona di subduzione dell’ex placca adriatica.

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Nagel aggiunge: “I dati geochimici isotopici mostrano che questo processo di estrusione verticale (l’ascensore) è un processo avvenuto circa 40-45 milioni di anni fa. In determinate condizioni, grandi pezzi di crosta possono essere subdotti nel mantello, staccarsi dalla placca. E poi risalire attraverso la litosfera della placca superiore, nonostante una notevole resistenza tettonica“. Il frammento di placca emerso presenta un grado di galleggiabilità elevata. Da solo potrebbe diventare un’isola o una nuova piccola Australia, ma manca lo spazio per farlo.

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