Dai prossimi ricavi di NVIDIA dipende il destino dell’intera industria AI
Nvidia attesa alla prova dei conti: ricavi record già scontati dal mercato. La vera sfida è convincere Wall Street che la crescita AI stia accelerando davvero.

Wall Street non si accontenta più di trimestrali solide. Ora pretende accelerazione. E mentre Nvidia si prepara a pubblicare i conti, il mercato ha già prezzato risultati straordinari. La vera domanda non è se i numeri saranno forti, ma se sapranno raccontare una nuova fase di crescita.
Le stime sono imponenti: secondo il consenso Zacks, il quarto trimestre fiscale 2026 dovrebbe chiudersi con ricavi per 65,56 miliardi di dollari (+66,7% su base annua) e un utile per azione di 1,52 dollari (+70,8%). La stessa Nvidia ha indicato un outlook di circa 65 miliardi di dollari, con margini lordi attesi al 74,8% GAAP. Numeri giganteschi. Ma in un mercato abituato all’eccezionale, anche l’eccezionale rischia di sembrare normale.
Prezzi da perfezione
Il titolo Nvidia pesa ormai quasi l’8% dell’indice S&P 500. Quando si muove, trascina con sé l’intero listino. E proprio questa centralità ha trasformato ogni trimestrale in un referendum sull’intero settore AI.
L’attenzione si è già spostata oltre il trimestre appena concluso: gli analisti guardano alla guidance di aprile. Timothy Arcuri di UBS ha osservato che “le aspettative degli investitori per il trimestre di aprile probabilmente richiedono ricavi tra 74 e 75 miliardi di dollari”. In altre parole: la soglia si è alzata ancora.
L’amministratore delegato Jensen Huang aveva già acceso l’entusiasmo dichiarando che “le vendite di Blackwell sono fuori scala e le GPU cloud sono esaurite”. Parole potenti. Ma ora il mercato vuole conferme numeriche e, soprattutto, segnali che la crescita stia accelerando, non semplicemente continuando.
Anche il mercato delle opzioni prezza volatilità: ci si attende un movimento del 6% in settimana, superiore alla mediana storica post-trimestrale. Il rischio? Che persino risultati definiti “perfetti” generino una reazione tiepida, in un contesto in cui le aspettative hanno superato l’immaginazione.
Il checkpoint dell’AI
La partita si inserisce in un dibattito più ampio sull’intelligenza artificiale. I colossi tecnologici – Alphabet, Amazon, Meta e Microsoft – prevedono investimenti in infrastrutture AI per circa 650 miliardi di dollari nel 2026. Una cifra enorme che alimenta sia l’entusiasmo sia i dubbi sulla sostenibilità.
Greg Jensen di Bridgewater Associates ha parlato di una fase “più pericolosa”, “caratterizzata da investimenti esponenzialmente crescenti in infrastrutture fisiche e da una crescente dipendenza da capitali esterni”. Se Nvidia confermerà una domanda superiore all’offerta, il ciclo rialzista dell’AI apparirà intatto. In caso contrario, il mercato potrebbe iniziare a interrogarsi su un rallentamento. Potrebbero, in altre parole, generarsi le prime crepe, dando maggiore fiato alle cassandre che da mesi avvertono di un’imminente bolla.