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Foreste pluviali, uno studio quantifica un forte legame con le precipitazioni

La foresta è un patrimonio vitale per agricoltura, microclimi ed economia, dove tra grandi foglie e fauna unica sopravvivono popolazioni che hanno imparato a vivere in equilibrio.

Foreste pluviali, uno studio quantifica un forte legame con le precipitazioni

Un articolo di Scinexx ci porta a riflettere sulle foreste pluviali. Ci sono tre esempi importanti al mondo, quella amazzonica nel Sud America che si estende su nove stati. La foresta del Congo in Africa Centrale, infine la Xishuangbanna cinese dove vive l’elefante asiatico. Tutte e tre le foreste, così come altri esempi più piccoli, sono in grado di procurarsi acqua e nutrienti producendo la pioggia. Più vengono disboscate e più viene intaccata questa importante capacità che incide sul clima, sulle temperature e sulla biodiversità.

La pioggia viene prodotta tramite l’evaporazione e la respirazione degli alberi. Un solo metro quadrato di foresta pluviale è in grado di far precipitare 240 litri di pioggia in un anno. Soltanto la foresta amazzonica riesce a salire fino a 300 litri di pioggia annuali. Quantità di acqua vitale per l’umidità, i processi di raffreddamento e i microclimi, in questo modo diventano patrimoni naturali regionali e per l’economia.

La deforestazione brasiliana sta incidendo sulle rese agricole, portando a perdite fino a cinque miliardi di dollari l’anno. Un esempio di come abbattere alberi pluviali crea uno svantaggio per tutti ma i primi a soffrirne sono contadini e popolazioni dipendenti dal benessere e dall’equilibrio tropicale. Jessica Baker è ricercatrice presso l’Università di Leeds, con il suo team ha analizzato nuovi modelli climatici ad alta risoluzione sull’effetto del vapore acqueo rilasciato dagli alberi. La respirazione delle piante finisce nelle precipitazioni, le alimenta, anche in aree fortemente deforestate.

foreste pluviali

La ricchezza verde che sostiene i campi: la pioggia prodotta dall’Amazzonia garantisce 20 miliardi di dollari l’anno all’agricoltura e un valore stimato di 59,40 per ettaro

Dai calcoli emerge che le foreste amazzoniche forniscono pioggia sufficiente a soddisfare il fabbisogno idrico delle colture di cotone e soia. Più le foreste amazzoniche diminuiscono più si riducono le precipitazioni. Questo ha effetto sui microclimi perché si accorcia la stagione delle piogge, sull’economia perché vengono compromesse le riserve d’acqua potabile e la produzione di energia idroelettrica tramite le dighe.

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L’agricoltura brasiliana con la foresta amazzonica ha un contributo stimato di 20 miliardi di dollari, corrisponde a 59,40 dollari per ettaro di foresta. La stabilità economica regionale è legata al polmone verde e deve contribuire a proteggerla dalla deforestazione crescente. Baker sottolinea l’importanza del lavoro di ricerca per comprendere l’evoluzione delle foreste tropicali, i loro cambiamenti e conseguenze. Gli studiosi evidenziano che proteggere le foreste significa migliorare il clima e anche l’economia locale.

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