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Mare del Nord, la posizione dei parchi eolici offshore conta più di quanto immaginiamo

Il paradosso di un'energia pulita, per sfruttarla si alterano comunque clima, vento naturale e mare. Gli scienziati vogliono trovare una soluzione globale, ecco l'ultimo studio.

Mare del Nord, la posizione dei parchi eolici offshore conta più di quanto immaginiamo

Il vento che produce energia rientra tra le fonti pulite e inesauribili, tuttavia sfruttarlo con i parchi eolici offshore non è così innocuo per l’ambiente. Due articoli di Scinexx spiegano che le grandi torri a pale costruite nel Mare del Nord riescono ad influire sulle correnti aeree e marittime. Uno studio precedente aveva dimostrato la capacità delle turbine di alterare le correnti e le stratificazioni della superficie marina.

Una seconda ricerca conferma questo effetto ma aggiunge che con i parchi eolici si può generare idrogeno verde. Nils Christiansen e il team dell’Helmholtz Centre Hereon di Geesthachthanno studiato gli effetti profondi dei parchi eolici in vista di ulteriori utilizzi. Secondo gli scienziati, gli effetti combinati di vento e resistenza delle maree non erano stati considerati e studiati. Che cosa succede nel dettaglio con le grandi torri a turbine?

variazioni della temperatura superficiale del Mare del Nord causate dagli attuali parchi eolici offshore

Ecco come i grandi parchi eolici offshore rallentano i venti, raffreddano le acque nelle aree più estese e alterano le temperature marine e superficiali con effetti su correnti ed ecosistemi costieri

Nel Mare del Nord, i rotori creano tre processi: effetto di contrasto sulle onde, rallentamento del vento e surriscaldamento del mare. La temperatura di superficie sale fino a 0,2 gradi Celsius. La riduzione del vento crea un nuovo ambiente marino mescolando le acque e le correnti superficiali. Il rallentamento del vento è del 10% su una vasta area, riportano i ricercatori. E aggiungono “questo porta in superficie acque profonde più fredde e abbassa la temperatura superficiale del mare fino a 0,5 gradi Celsius in estate“. Tra marzo e settembre, le acque del Mare del Nord con dentro le torri offshore sono più fredde.

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I modelli costruiti dal team hanno scoperto un’area dove il raffreddamento è più forte, ovvero la Baia Tedesca. Più le turbine eoliche sono vicine e più hanno effetto sulle correnti marine. I ricercatori hanno rilevato qui un riscaldamento di 0,05 gradi Celsius durante l’anno ma i piloni portano un effetto freddo di 0,15°C. “In queste aree, il nostro modello mostra una riduzione a lungo termine della velocità delle correnti di almeno il dieci percento“. 

Anche le coste olandesi e belghe si stanno riempiendo di parchi eolici offshore. I ricercatori affermano che fino al 2050 ci sarà un’espansione dell’energia eolica, è sempre più richiesta e utilizzata ma con quali conseguenze? Per rispondere a questa domanda servono più dati a confronto e un dialogo tra diversi settori sociali: politico, ambientale, strategico economico.

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