L’intelligenza artificiale sorprende: occhi virtuali evoluti come quelli naturali
Un'incredibile analogia nella vista tra esseri senzienti e macchine artificiali: la scoperta che avvicina biologia evolutiva e la trasformazione digitale in un unico esperimento.

In Svezia, degli scienziati hanno creato animali con intelligenza artificiale superiore ai modelli realizzati fino adesso. I cani robot sono diventati tanto un gioco tecnologico evoluto quanto strumenti intelligenti utilizzati in tantissimi settori. Gli animali realizzati in Svezia hanno una vista funzionale che sviluppano da zero, aprono gli occhi e si forma sulla base degli input che ricevono. Hanno sensibilità alla luce, ai colori, alle ombre, riescono a distinguere gli oggetti. Non hanno bisogno di istruzione perché apprendono in automatico.
Gli scienziati hanno realizzato un’intelligenza artificiale e animale utile allo studio tanto dell’IA che si evolve in autonomia quanto della capacità evolutiva naturale. Le parole di Dan Eric Nilsson, biologo e ricercatore sensoriale sono incredibili: “Siamo riusciti a creare un’evoluzione artificiale che produce gli stessi risultati della vita reale. È la prima volta che l’intelligenza artificiale viene utilizzata per seguire come può nascere un sistema visivo completo senza dover istruire il computer su come dovrebbe formarsi“.
Dalla prima reazione alla luce agli occhi digitali completi, raccontiamo cosa è successo agli animali virtuali in un mondo sintetico per imparare: il cambiamento è generazionale anche per loro
I ricercatori sono partiti dai computer costruiti su codice. Hanno prodotto animali artificiali che si muovono ma non riescono a vedere nulla. Generazione dopo generazione la vista si sviluppa, partendo dalla prima reazione alla luce. I ricercatori hanno lasciato gli animali virtuali girare in un mondo sintetico sperimentale, hanno assegnato loro compiti e istruzioni per evitare ostacoli e orientarsi.
Hanno inserito del cibo da cercare come in natura. Ogni robot animale ha sviluppato caratteristiche proprie, delle variazioni sulla base delle reazioni vissute. Tutto il processo di trasformazione, scoperta e apertura graduale della vista avviene all’interno del computer, gli animali veri, invece, hanno un’evoluzione più complessa dei sensi.
Nilsson ha affermato che gli occhi del computer si sono sviluppati nello stesso modo degli organismi viventi. L’ambiente ha condizionato la formazione dell’esperienza visiva e delle informazioni acquisite. Il ricercatore ha poi spiegato cosa succede in natura, ci sono diverse e numerose soluzioni per ottenere la vista. Ne ha indicati tre: fotorecettori dispersi, occhi a telecamera e occhi composti. Tutti sono stati osservati nelle simulazioni e sono stati raccolti numerosi dati.