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Microsoft è ad un passo dal divorzio con OpenAI: il piano che fa tremare Sam Altman

Microsoft prepara modelli IA proprietari e riduce la dipendenza da OpenAI: nel 2026 Redmond potrebbe diventare rivale diretto di ChatGPT.

Microsoft è ad un passo dal divorzio con OpenAI: il piano che fa tremare Sam Altman

L’alleanza che ha acceso la corsa globale all’intelligenza artificiale potrebbe presto cambiare forma. Microsoft starebbe preparando un progressivo distacco tecnologico da OpenAI, l’azienda dietro ChatGPT, per sviluppare modelli proprietari di nuova generazione. Non si tratta di una rottura immediata, ma di un riequilibrio strategico che trasformerebbe due partner in concorrenti diretti.

Microsoft guarda oltre ad OpenAI

Negli ultimi anni l’intera offerta di IA Microsoft si è basata sulle tecnologie OpenAI: dai chatbot integrati in Windows e Bing fino a strumenti aziendali come Microsoft 365 Copilot e GitHub Copilot. L’investimento iniziale garantì a Redmond accessi privilegiati e diritti d’uso fino al 2032, oltre a una quota significativa nella struttura commerciale della società guidata da Sam Altman. Tuttavia, nell’autunno scorso l’accordo è stato modificato: OpenAI ha ottenuto maggiore libertà nel cercare potenza di calcolo anche presso altri provider cloud, mentre Microsoft ha ridotto parte dell’esposizione finanziaria.

Ora emerge il passo successivo. La divisione AI guidata da Mustafa Suleyman starebbe lavorando a modelli “frontier”, cioè sistemi di livello comparabile ai più avanzati sul mercato, con un debutto previsto nel corso del 2026. In pratica Microsoft non vuole più essere soltanto il principale cliente e infrastruttura di OpenAI, ma un produttore autonomo di tecnologie linguistiche e agenti intelligenti.

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Il contesto economico pesa. OpenAI richiede investimenti enormi in capacità di calcolo e continua a dipendere da capitali esterni, mentre le grandi aziende tecnologiche cercano di ridurre la dipendenza reciproca.

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Microsoft, parallelamente, ha già finanziato realtà concorrenti come Anthropic e sta puntando su agenti software capaci di automatizzare interi flussi di lavoro nelle piattaforme Azure.

Secondo la visione interna, l’obiettivo non è solo la produttività d’ufficio: l’azienda parla apertamente di applicazioni mediche avanzate e sistemi autonomi capaci di migliorarsi nel tempo.

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