L’inaspettato e misterioso ritorno dei CD: ecco perché stanno tornando con forza
Il compact disc riemerge tra i giovani: vendite stabilizzate dopo anni di calo e curiosità crescente per la musica fisica accanto allo streaming e al ritorno dei vinili.

Negli ultimi anni il ritorno dei vinili ha monopolizzato la narrativa sulla musica fisica, ma ora un altro supporto, dato per scomparso, ricompare nella conversazione culturale: il compact disc. Non si tratta di un revival spettacolare, quanto piuttosto di piccoli segnali che stanno riaccendendo l’attenzione attorno a un formato che per oltre un decennio sembrava destinato all’oblio.
Il ritorno dei CD
Per capire il fenomeno serve fare un passo indietro. Alla fine degli anni Novanta il CD dominava completamente il mercato discografico, arrivando a generare circa 24 miliardi di dollari annui (valore attualizzato) e coprendo quasi l’intero fatturato dell’industria musicale. Poi la sequenza tecnologica ha cambiato tutto: prima Napster, poi i download digitali e infine lo streaming. Piattaforme come Spotify hanno trasformato l’accesso alla musica da proprietà a servizio, riducendo drasticamente la necessità di acquistare supporti fisici.
Oggi i numeri non indicano un vero boom commerciale. Le vendite di CD restano lontane da quelle del passato e inferiori anche ai vinili. Tuttavia il declino si è fermato attorno al 2022: non crescono rapidamente, ma non stanno più crollando. È questo rallentamento della discesa ad aver alimentato l’idea di un ritorno.
L’aiuto inaspettato della GenZ
I segnali arrivano soprattutto dal comportamento dei consumatori più giovani. Sondaggi recenti indicano che persone sotto i 45 anni mostrano curiosità verso formati fisici che non hanno vissuto direttamente. Il motivo non è soltanto la nostalgia (che appartiene a millennial e generazioni precedenti), ma anche una sincera curiosità per nuove forme di esperienza. Nel caso di GenZ e Gen Alpha, si tratta proprio di un interesse per un’epoca che non hanno mai vissuto e che, per questo motivoi, esercita su alcuni di loro forte fascino. Inserire un disco, ascoltare un album intero senza notifiche, possedere un oggetto tangibile. Tutti elementi che vengono vissuti e promossi come antidoto allo streaming e, in generale, all’eccessiva digitalizzazione di tutto. Nel passato recente, tra le altre cose, perfino le cuffiette con cavo hanno ritrovato un loro spazio, proprio a causa di questo fenomeno.
Sul fronte industriale, però, la musica su supporto ottico resta marginale. Le nuove uscite fisiche privilegiano ancora il vinile, considerato più iconico e collezionabile. Il CD sopravvive in una zona intermedia: economico, pratico, ma privo dell’aura culturale del disco analogico. Il compact disc non sostituirà lo streaming, ma potrebbe trovare una nicchia stabile tra chi cerca un rapporto più concreto con la musica senza i costi e l’ingombro del vinile. E, ovviamente, senza la dipendenza dalle piattaforme streaming, sempre più costose e piene di pubblicità.