La nuova trovata di Musk: produrre e catapultare i satelliti dalla Luna
Elon Musk sogna in grande: fabbriche di satelliti AI sulla Luna e un data center orbitale alimentato dal Sole. Ma prima sarà necessaria una presenza umana stabile sulla Luna.

Le ambizioni spaziali di Elon Musk continuano ad allargarsi. Durante una riunione interna della sua società di intelligenza artificiale xAI, ora fusa all’interno di SpaceX, l’imprenditore avrebbe delineato un piano sorprendente: costruire sulla Luna una fabbrica automatizzata di satelliti e lanciarli nello spazio tramite una gigantesca catapulta elettromagnetica.
L’obiettivo resta “l’AI spaziale”
L’obiettivo finale non sarebbe semplicemente esplorativo. L’idea prevede la creazione di un enorme centro di calcolo orbitale alimentato dal Sole. I satelliti prodotti sul suolo lunare funzionerebbero come nodi di un supercomputer distribuito nello spazio, sfruttando l’assenza di atmosfera per dissipare il calore, uno dei principali limiti dei moderni data center terrestri. Un concetto che alcuni esperti guardano con scetticismo, soprattutto per le difficoltà tecniche legate alla gestione energetica, del calore e alle comunicazioni.
Dal punto di vista fisico il progetto pone sfide notevoli, forse insormontabili. Anche con una gravità pari a circa un sesto di quella terrestre, per entrare in orbita lunare un oggetto deve raggiungere una velocità superiore a 6.000 chilometri orari. Tecnologie simili a railgun elettromagnetiche esistono già in forma sperimentale, ma un satellite dovrebbe sopportare accelerazioni estreme, nell’ordine di migliaia di volte la gravità terrestre.
Prima ancora del lancio servirebbe però qualcosa di molto più complesso: una presenza umana stabile. Il piano implica missioni continue, infrastrutture di supporto e una vera colonia lunare. Non a caso il progetto si intreccia con le attività di SpaceX, che sta sviluppando il sistema Starship proprio per trasportare grandi quantità di materiali e persone fuori dall’orbita terrestre.
Curiosamente Musk in passato aveva definito la Luna una distrazione rispetto a Marte. Ora la considera un obiettivo più raggiungibile nel breve periodo e ha ipotizzato la nascita di una città autosufficiente entro un decennio, mentre una colonia marziana richiederebbe tempi molto più lunghi. L’imprenditore riuscirà a concretizzare almeno questo sogno, o si tratta dell’ennesima promessa destinata a cadere nel vuoto?