Instagram, TikTok e YouTube riceveranno una ‘pagella’ sul benessere mentale dei minori
Meta, YouTube, TikTok e Snap aderiranno a un sistema di rating sulla tutela mentale dei minori. Esperti indipendenti valuteranno sicurezza, moderazione e protezione online.

Le grandi piattaforme digitali si preparano a essere giudicate non più soltanto dagli utenti o dai regolatori, ma anche da un organismo indipendente focalizzato sul benessere psicologico dei più giovani. Colossi come Meta Platforms, YouTube, TikTok e Snap Inc. hanno annunciato la partecipazione volontaria a un nuovo sistema di valutazione esterno dedicato alla tutela della salute mentale degli adolescenti.
Nel mirino moderazione e policy
L’iniziativa nasce all’interno del programma Safe Online Standards (SOS) promosso dalla Mental Health Coalition, guidato da Dan Reidenberg. Il progetto introduce circa due dozzine di criteri che analizzano politiche, funzioni delle piattaforme, moderazione dei contenuti e trasparenza. Le aziende dovranno fornire documentazione dettagliata sulle proprie misure di sicurezza, poi esaminate da un gruppo internazionale di esperti indipendenti.
Il risultato sarà una classificazione in tre livelli. Il punteggio più alto, denominato “use carefully”, indicherà piattaforme dotate di strumenti di segnalazione facilmente accessibili, impostazioni di privacy comprensibili anche per i genitori e filtri in grado di limitare l’esposizione a contenuti legati a autolesionismo o suicidio. Le categorie inferiori segnaleranno invece protezioni parziali o insufficienti.
Il contesto è delicato. Negli ultimi anni i social network sono stati spesso accusati di amplificare problemi psicologici tra i minori, mentre le aziende sostengono di aver introdotto controlli più severi e strumenti di supporto. Il programma mira proprio a produrre dati comparabili tra piattaforme, rendendo visibili differenze che finora restavano opache.
La collaborazione tra la coalizione e alcune società tecnologiche non è nuova. Durante la pandemia sono state promosse campagne informative e in seguito sono stati sviluppati sistemi di condivisione dati sui contenuti autolesivi. Tuttavia il tema resta controverso: procedimenti giudiziari negli Stati Uniti continuano a esaminare il ruolo dei prodotti digitali nelle dipendenze comportamentali e nei danni ai minori.
L’obiettivo dichiarato è spostare la discussione oltre il semplice tempo trascorso online, valutando come i servizi siano progettati e quali strumenti offrano per ridurre i rischi. In altre parole, non solo quanto i ragazzi usano i social, ma in che modo le piattaforme guidano quell’esperienza.