La ricerca potrebbe trasformare i robot: l’empatia diventa la nuova frontiera tecnologica
Un colosso importante al centro dello sviluppo degli umanoidi, un suo nuovo acquisto aziendale confrontato con le idee di una scienziata filippina: scopriamone parole e dettagli.

Si sta insegnando l’empatia ai robot, il mercato degli umanoidi sta evolvendo in questa direzione. In futuro troveremo chi in casa vuole un pet domestico da crescere, educare e con cui giocare, chi un robot ricco di emozioni e possibilità comunicative. Steven Spielberg, con la straordinaria interpretazione di Haley Joel Osment, ci ha mostrato tutti i risvolti filosofici, etici e anche pratici di questa dimensione tecnologica tra l’oggi e il domani. Ma la presenza di aziende cinesi, europee e americane e team di ricerca impegnati nel settore segnano una rottura incredibile e netta nella storia della robotica.
Questo si deve all’intelligenza artificiale tra NLP e deep learning avanzati. Ad unire empatia e robotica negli umanoidi di futura generazione una scienziata filippina, Angelica Lim, professoressa associata di informatica alla Simon Fraser University. “Quando sono così eccessivamente empatici da scatenare deliri e psicosi, ed è assolutamente orribile. Ci sono diverse cose che gli esseri umani sanno automaticamente. Lo sanno e basta. E noi vogliamo che i robot lo sappiano e basta. Ma è difficile, perché nessuno ha mai scritto queste regole. Quindi parte del nostro laboratorio è cercare di capirlo“. Sono le sue affermazioni alla CBC, parlando del suo progetto di ricerca, tenendo sotto controllo rischi ed errori.
Se l’empatia è una capacità troppo rischiosa da insegnare ai robot umanoidi, quali altre competenze si stanno creando con gli algoritmi avanzati? Tutti i progetti di Lim e Apple tra scienza e mercato
Lim e il suo team di tecnici stanno insegnando agli algoritmi ad analizzare le espressioni facciali. Ad esempio, chiedono ai robot di fare battute divertenti ma non ridono. Interrogano la capacità dei robot di interpretare la mancata risposta con espressioni contestuali, impertinenti o altro, ad esempio: “Oh. Beh, questo è fantastico nell’universo dei robot. Tee hee?“. Robot sono anche le piattaforme utilizzate ogni giorno per parlare, cercare informazioni o istruzioni corrette e utili.
Si sta cercando di perfezionare la tecnologia LLM, in modo da insegnare loro la sfumata e complessa dimensione o confine del sentirsi o meno trattati come esseri umani. Istinto che viene ad alcuni utenti e ad altri no. E qui la notizia più importante, Apple ha acquisito una startup israeliana di intelligenza artificiale con tutti i suoi brevetti. Servirà a sviluppare un grado di analisi avanzato delle espressioni facciali e degli input vocali.
Parlando di Apple, inventrice dell’espressione iPhone, con il pronome io determinante nel concept, evolviamo verso dispositivi, computer e altri dispositivi già in forma di intelligenza artificiale avanzata. In grado di entrare in empatia con noi ma anche di sentirsi “un tu autonomo” e… troppo rischioso dire anche soggettivo.