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Impronte antiche e un enigma geologico: cosa avrebbe spaventato le tartarughe 80 milioni di anni fa

Esiste davvero una sola verità sulle tracce del passato rinvenute nell’Appennino marchigiano? Ecco le ipotesi scientifiche su una possibile valanga di fango e le sue cause.

Impronte antiche e un enigma geologico: cosa avrebbe spaventato le tartarughe 80 milioni di anni fa

Come riporta il WWF nella pagina dedicata, le tartarughe marine sono tra i rettili viventi più antichi del mondo. Con le loro cugine terrestri hanno un altro primato importante, sono tra i rettili più adottati al mondo come animali domestici, una realtà che cresce anche in Italia. La storia millenaria che ti stiamo per raccontare è preistorica, ambientata vicino ad Ancona e pubblicata dalla rivista Cretaceous Research.

Il monte Conero fa parte dell’Appennino umbro-marchigiano, si affaccia sul Mar Adriatico. Nel 2019, alcuni scalatori scoprono dei solchi misteriosi lungo il percorso, che cosa sono e perché si sono formati? Le risposte arrivano dagli scienziati: 80 milioni di anni fa, qualcosa ha fatto fuggire in massa delle tartarughe marine, creando così i diversi scavi sulla roccia. Non una roccia qualsiasi ma una lastra di calcare che testimonia un antico fondale dove ora si trova il rilievo. Forse un terremoto ha causato la fuga dei rettili, ma in che modo? Nuotando hanno creato le scavature?

A studiare il caso c’è l’Osservatorio geologico Coldigioco, i solchi sulla roccia appaiono in coppia e sono piccole curve o semicerchi. Pesci non possono essere perché le pinne sono troppo leggere e lascerebbero sul terreno altre forme. Altri rettili acquatici tendono ad avere zampe e unghie, i solchi a coppia e rotondeggianti riportano alle pinne natatorie delle tartarughe.

le impronte delle tartarughe apparivano come delle fossette rotonde

Il mistero delle tartarughe marine fuggite per un terremoto rende il Parco Regionale del Conero un gioiello naturalistico e storico da visitare, non sono escluse ricerche future

L’osservatorio ha confrontato le forme di grandi dinosauri, i mosasauri e i plesiosauri. Sono stati esclusi perché vivevano solitari, la roccia invece testimonia la fuga di un animale sociale del tardo Cretaceo. I segni del tempo scoperti nel 2019 fanno parte del Parco Regionale del Conero. Le tartarughe marine di allora, come quelle di oggi, erano migratorie e probabilmente si stavano dirigendo verso l’oceano.

Tartaruga marina: scoperte nuove nidificazioni Tartaruga marina: scoperte nuove nidificazioni

La colonia è fuggita in massa per onde sismiche molto forti che hanno provocato una valanga di fango che ha sommerso il fondale marino. Di questa preistoria geologica sono rimaste le impronte fossili difficili da decifrare senza l’occhio esperto dei paleontologi. A commentare la scoperta un docente di un’università inglese, Peter Falkingham. Quella del terremoto che ha provocato una fuga precipitosa di tartarughe marine è una teoria, sicuramente qualcosa è successo.

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