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Perché PornHub dice addio a questo paese europeo: l’Italia è il prossimo?

Dal 2 febbraio Pornhub blocca l’accesso ai nuovi utenti nel Regno Unito senza verifica dell’età. Aylo critica l’Online Safety Act e avverte sui rischi per privacy e sicurezza.

Perché PornHub dice addio a questo paese europeo: l’Italia è il prossimo?

Dal 2 febbraio Pornhub non consentirà più l’accesso completo ai nuovi utenti nel Regno Unito. La decisione è stata annunciata dalla società madre Aylo, che punta il dito contro l’Online Safety Act e, in particolare, contro i requisiti di verifica dell’età introdotti per proteggere i minori. Gli utenti che hanno già completato il processo di verifica prima della data di entrata in vigore delle restrizioni continueranno invece a utilizzare il servizio tramite i loro account esistenti.

Stop a nuovi account

Il provvedimento arriva dopo l’attuazione dei cosiddetti Protection of Children Codes, entrati in vigore la scorsa estate e pensati per obbligare i siti per adulti ad adottare sistemi di controllo dell’età definiti “altamente efficaci”. Secondo Aylo, però, l’effetto pratico sarebbe opposto a quello auspicato. Invece di tutelare i più giovani, queste norme starebbero spingendo sia adulti sia minori verso piattaforme non conformi, che non verificano l’età degli utenti e non applicano standard di moderazione adeguati.

Mastodon sostiene di non avere le risorse per implementare la verifica dell’età Mastodon sostiene di non avere le risorse per implementare la verifica dell’età

La posizione dell’azienda è netta. I legali di Aylo, l’azienda che controlla il sito per adulti, sostengono che solo soluzioni di verifica basate sul dispositivo possano garantire una reale protezione dei dati personali, evitando la raccolta centralizzata di informazioni sensibili. In una dichiarazione riportata da 404 Media, la vicepresidente dell’azienda Alexzandra Kekesi ha spiegato che chi non avrà completato la verifica entro la scadenza “si troverà davanti a un muro”, senza possibilità di accedere ai contenuti.

Una legge inefficace?

Non è la prima volta che Pornhub adotta una linea simile. Negli Stati Uniti il sito è già diventato inaccessibile in diversi Stati dopo l’approvazione di leggi analoghe sulla verifica dell’età. In quelle occasioni, Aylo aveva sottolineato come gli utenti non avessero smesso di cercare contenuti per adulti, ma si fossero semplicemente spostati verso “angoli più oscuri di internet”, privi di controlli e tutele. Una tesi ripresa anche da Politico, che ha evidenziato il rischio di un ecosistema online sempre più frammentato e meno sicuro.

Resta aperta anche la questione degli strumenti di aggiramento. Molti utenti ricorrono a VPN per mascherare l’origine del traffico e superare blocchi geografici, ma nel Regno Unito si discute di limitarne l’uso per i minori. Parallelamente, il Paese sta valutando restrizioni più ampie sull’accesso dei giovani ai social network, seguendo l’esempio dell’Australia, che ha già vietato l’uso delle piattaforme ai minori di 16 anni. Il Regno Unito non è l’unico paese europeo ad aver introdotto rigidi sistemi di verifica dell’età per accedere ai contenuti per adulti: tra gli altri, anche l’Italia ha imposto regole analoghe e da diversi mesi non è più possibile accedere ai più noti siti hard senza verificare la propria età con documento o riconoscimento facciale.

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