Crisi silenziosa tra i koala: cosa rivela il nuovo studio sulla loro sopravvivenza
Un animale a rischio di estinzione diventa improvvisamente troppo numeroso per l’ecosistema: gli scienziati propongono una strategia innovativa per gestire l’emergenza in modo sostenibile.

Scimex ha riportato un comunicato stampa dell’UTS (Università Tecnologica di Sydney) che racconta una situazione con cui possiamo confrontarci. Parla di animali che all’improvviso diventano troppi in un territorio, autorità locali, enti di ricerca e cittadini devono trovare una risposta. Da Sydney si parla dei koala e ci dà anche un’informazione che pochi conoscono, non si trovano solo in Australia ma anche in Sudafrica.
La ricerca è stata condotta dal dott. Frédérik Saltré dell’Australian Museum. I koala superano nei numeri i livelli sostenibili nell’Australia Meridionale. Il caso sopra i limiti è la catena montuosa del Mount Lofty, la popolazione dei marsupiali rappresenta il 10% del totale australiano, tra 25 anni rappresenterà il 25%. Il koala è vegetariano e sfoltisce foreste e vegetazione locale, potrebbe però anche esaurire le risorse alimentari disponibili. Si crea quello che i ricercatori chiamano il dilemma della conservazione. Il koala in altre parti dell’Australia è animale a rischio di estinzione, è animale simbolo del continente e se è arrivato in altre aree è per fattori umani (commercio, spostamenti e cattività).
I koala non sono gli unici animali a diventare numerosi, ecco gli altri esempi: nutrie, cinghiali, volpi, gabbiani. L’Australia investe sulla ricerca predittiva per risolvere il problema in anticipo
Ridurre una popolazione di animali significa utilizzare metodi che sollevano preoccupazioni etiche. Abbattimento e trappole sono i primi due metodi radicali e incisivi. Intrappolare serve a addormentare gli animali per poi trasferirli, sterilizzare o curare. Ecco i dati che riporta Scimex: finora sono state sterilizzate fino al 22% delle femmine adulte di koala in aree ad alta densità. Stabilizzare la popolazione ferma la spesa stimata a34 milioni di dollari in 25 anni.
“La novità risiede nella proattività dell’approccio: invece di spendere soldi per un piano di conservazione senza sapere se avrà successo, utilizziamo simulazioni al computer per identificare in anticipo quali strategie hanno maggiori probabilità di funzionare, ottimizzando sia i costi che gli investimenti dei contribuenti”, ha affermato Frédérik Saltré.
Il cambiamento climatico rimodella gli habitat e le abitudini della fauna selvatica. L’Australian Museum ha eseguito un sequenziamento di circa 20.000 geni del koala per conservare la specie e curare gli esemplari malati, deboli ma importanti nella riproduzione. La ricerca australiana investe sugli studi predittivi che anticipano gli eventi per trovare subito soluzioni. Questa strategia aiuta i governi locali ad abbattere le spese di gestione del problema perché non dovranno più risolverlo.