L’IA entra in laboratorio: Claude guida nuove scoperte biologiche tra Stanford e MIT
Strumenti tecnologici avanzati capaci di pensare come veri scienziati e non solo in grado di eseguire grandi quantità di calcoli complessi o analisi dati. Tre realtà di ricerca a confronto.

Si discute da tempo sul ruolo dell’intelligenza artificiale nella ricerca scientifica, in particolare la biologia avanzata. Un rapporto di Anthropic mostra che l’IA oggi è un vero collaboratore e non più un supporto amministrativo. Istituti importanti come Stanford e il MIT conducono esperimenti sull’IA con l’intento di analizzare dati complessi e generare ipotesi innovative. I ricercatori trovano così molte nuove ipotesi da considerarema, allo stesso tempo, uno strumento che accelera alcuni lavori complessi, ad esempio di calcolo e elaborazione. Vediamo due casi nel dettaglio.
Biomni è un agente biomedico sviluppato dall’Università Stanford. È basato su Claude ed è progettato per risolvere la frammentazione degli strumenti di biologia moderna. È un’interfaccia che gestisce centinaia di database e software differenti, i ricercatori si devono concentrare, così, solo sull’analisi scientifica e non sulla gestione strumentale.
In uno studio GWAS, Biomni ha già registrato un successo importante, ha ridotto il tempo di analisi necessario a pochi minuti invece che a mesi e settimane. Tra gli altri impieghi, la valutazione in cieco, la generazione di protocolli di clonazione molecolare, l’identificazione di nuovi fattori di trascrizione nello sviluppo embrionale umano. Quest’ultimo ha riportato dati e informazioni ignorate dagli scienziati proprio per la capacità elevata di calcolo ed elaborazione di variabili conosciute e non.
A Stanford e nel MIT, l’IA ha svelato connessioni biologiche nuove e ha aperto inedite strade di ricerca sulle malattie, scoprendo percorsi nascosti che gli scienziati non vedevano
Il Cheeseman Lab è una sezione del MIT, MozzareLLM è il loro agente specializzato. Interpreta grandi set di dati sperimentali CRISPR. Il laboratorio utilizza l’editing genetico per eliminare migliaia di geni e osservare le conseguenze cellulari. MozzareLLM analizza cluster di geni, identifica processi biologici condivisi, assegna livelli di confidenza alle sue conclusioni (si autovaluta). In questo modo accelera il lavoro dei ricercatori, tra le scoperte, il sistema ha individuato collegamenti importanti che modelli precedenti avevano classificato come rumore.
Ritorniamo a Stanford, nel Lundberg Lab che utilizza direttamente Claude per la generazione di ipotesi biologiche oppure per la rivalutazione di precedenti strade di studio. L’IA ha studiato mappe molecolari di proteine, RNA e DNA, utilizzate oggi per cercare strade di cura preventive su malattie e tumori. Si sta ampliando così la lettura dei geni potenzialmente coinvolti in processi da tempo analizzati con diversi studi. Il rapporto Anthropic afferma che i sistemi basati su intelligenza artificiale non si limitano soltanto a calcoli e analisi passive ma ragionano scientificamente proprio come i biologi.