Materia oscura sotto revisione: una teoria mette in discussione la storia dell’Universo
La storia dello spazio è una questione di temperature, sul caldo e freddo della materia primordiale dibattono le migliori menti astrofisiche. Quali sono le loro conclusioni sul dopo Big Bang?

La materia oscura è stata riconsiderata in numerose ricerche dagli studi di due università: Minnesota Twin Cities e Paris-Saclay. L’informazione nuova riguarda le temperature di questa essenza primordiale dell’Universo. Secondo gli ultimi dati, la materia oscura un tempo è stata calda e in grado di muoversi alla velocità della luce. I ricercatori l’hanno sempre considerata fredda; forse lo è diventata superando la fase di formazione caratterizzata da picchi di luce e energia elevati. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista dell’American Physical Society, Physical Review Letters.
L’Universo giovane ha un’era della sua formazione definita “congelamento”. La materia oscura si credeva fredda fin dalla nascita per questo stadio. Invece di muoversi alla velocità della luce, era lentissima per la formazione delle galassie e altre strutture cosmiche. Il freddo non ostacolava la presenza di particelle ultraveloci grazie ai neutrini leggeri. All’inizio non c’è stata subito la formazione di galassie, ma di materia livellata dello spazio primitivo.
Grazie alle nuove scoperte, la materia oscura appare più enigmatica: particelle ultra veloci prima della formazione delle galassie e altre strutture dello spazio
Questa narrazione è messa in discussione dai team del Minnesota Twin Cities e Paris-Saclay. Il periodo del riscaldamento post-inflazionistico ha mostrato la possibilità che la materia oscura nascesse incandescente o ultrarelativistica. Se è fredda, le temperature sono scese con il tempo, contribuendo alla formazione delle galassie. Stephen Henrich è l’autore principale di queste conclusioni.
Le particelle della materia oscura in formazione erano più veloci di quanto pensavamo dopo il Big Bang. Con l’espansione dello spazio, le particelle si sono rallentate e le strutture cosmiche che osserviamo ancora oggi hanno creato un nuovo equilibrio tra tutti gli elementi in orbita.
“La materia oscura è notoriamente enigmatica”, questa è una delle affermazioni di Stephen Henrich. Da Parigi si aggiungono le parole conclusive del coautore Yann Mambrini, anche lui docente: “Grazie alle nostre nuove scoperte, potremmo riuscire ad accedere a un periodo della storia dell’Universo molto vicino al Big Bang”. Questo studio, che ribadisce analisi scientifiche rilevanti del passato, è stato sostenuto e finanziato da enti di ricerca e cultura astronomica importanti: Horizon 2020 dell’Unione Europea collegato alla sovvenzione Marie Sklodowska-Curie.