Smog senza precedenti a Nuova Delhi: la qualità dell’aria scatena proteste
Scatta la rabbia per le promesse mancate della politica su un problema che può causare gravi conseguenze di salute e rovinare per sempre l'economia urbana, ecco il racconto.

Cittadini arrabbiati per il troppo inquinamento atmosferico che entra persino nelle case. Le grandi città indiane da mesi sono nei giornali per via delle alte emissioni di smog. Nuova Delhi registra un nuovo picco di inquinamento atmosferico, il più alto degli ultimi dieci anni. I cittadini sono esasperati, scattano le proteste, critiche contro la politica soprattutto verso il primo ministro Narendra Modi.
Nei mesi invernali di novembre e dicembre lo smog raggiunge il suo apice. Sono i mesi dove si lavora di più, spostamenti in moto, auto e mezzi pubblici inquinano cielo e strade. AQI, l’indice di qualità dell’aria, ha superato quota 300 nell’88% dei giorni. Il dato è il più alto dal 2017, il livello accettabile di inquinamento è sotto quota 50, dai 50 e sopra i 300 le condizioni sono pericolose per la salute.
La capitale indiana non ha solo autoveicoli ma incendi agricoli degli stati confinanti, traffico congestionato, attività industriali, polveri da costruzioni e condizioni climatiche che intrappolano gli inquinanti. A Nuova Delhi vivono trenta milioni di persone, è considerata la città più irrespirabile al mondo. Bambini e anziani sono a rischio di gravi conseguenze sanitarie.
Prime misure politiche contro l’inquinamento di Nuova Delhi ma sono insufficienti, già si possono prevedere scenari politici tra tanta sfiducia nei cittadini
I politici non parlano di inquinamento atmosferico, il costante silenzio del governo nell’affrontare la questione ha alimentato la rabbia, scrive un avvocato ambientalista, Ritwick Dutta. Al suo primo anno di governo nella capitale troviamo il BJP, Bharatiya Janata Party. Il tema dell’inquinamento non è stato prioritario nell’agenda del primo partito nonostante le promesse. Accuse anche contro l’Aam Aadmi Party, all’opposizione. Da una parte accusa il partito cittadino di ignorare l’inquinamento ma dall’altra c’è scarsa fiducia generale nella politica su come sta affrontando il problema da anni.
Inquinamento e proteste stanno spingendo verso altre mete il turismo, per lo meno così non si rischiano fenomeni di overtourism. Nel frattempo, ecco le prime iniziative politiche per affrontare l’emergenza in corso. Controlli anti inquinamento, sospensione temporanea dei lavori edilizi non essenziali, momentanee lezioni online per le scuole primarie, piogge artificiali per mitigare lo smog ma i risultati non sono sufficienti.