Un atlante delle proteine rivela come le piante resistono alle temperature estreme
Una ricerca sulla resistenza delle proteine al caldo e al freddo estremi sarà utile alla preservazione di agricoltura e aree verdi selvatiche, urbane e semi urbane.

Le piante si sono formate prima dell’uomo attraversando situazioni climatiche estreme di tutte le epoche. Questo sarà una costante oggi e domani, gli scienziati però continuano a studiare i meccanismi di resistenza e resilienza al caldo e al freddo. Informazioni che serviranno per preservare specie di piante a rischio e per l’agricoltura che vede importanti progetti di conservazione dei semi.
Un team di studiosi guidati da KM Mohanta e TK Mohanta ha presentato il Meltome Atlas del proteoma di Arabidopsis thaliana. Sono state utilizzate tecniche avanzate in silico e temperature di fusione per analizzare le proteine presenti nella pianta oggetto dello studio.
La temperatura di fusione consente di individuare il momento preciso di passaggio dallo stato solido a quello liquido. Le proteine non hanno un’unica temperatura di fusione ma, a temperature specifiche, cambiano le loro strutture e subiscono una denaturazione termica.
Il Meltome Atlas stimola domande importanti sul cambiamento climatico, lo studio sulle piante fornisce risposte e pratiche importanti da applicare
Il Meltome Atlas raccoglie le informazioni sulla stabilità termica del proteoma vegetale, identifica quindi quali proteine resistono meglio allo stress termico. Le piante sono state sottoposte a diverse temperature, simulando così condizioni di cambiamento climatico. Quello che molte aree boschive, agricole e anche marine stanno vivendo. Si aggiunge anche l’instabilità meteorologica che minaccia sia la biodiversità che la sicurezza alimentare.
Il centro di tutto è proprio l’agricoltura: come può essere più forte di fronte al cambiamento climatico e alle sorprese meteorologiche? Gli studiosi seguono la strada dell’identificazione proteica e del miglioramento genetico. Una genetica sostenibile, per salvare colture capaci di sopravvivere e prosperare in ambienti più caldi o soggetti a sbalzi termici anche improvvisi.
Lo studio è importante anche per approfondire aspetti conosciuti sulle piante. Sono fondamentali anche per preservare aree urbane e semi urbane verdi. Sono proprio le proteine a variare secondo le condizioni e le specie, la risposta agli stress ambientali è in queste macromolecole composte da catene di amminoacidi. L’Atlante Meltome del proteoma di Arabidopsis thaliana rappresenta solo l’inizio di uno studio che sarà applicato anche ad altre piante agricole, selvatiche e importanti per le aree urbane e semi urbane.