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Activision costretta ad ammettere: “usiamo l’AI generativa nei nostri videogiochi”

Loghi e skin generati usando l'AI. Activision ora lo ammette ufficialmente: il publisher utilizza l'AI generativa per creare contenuti per la serie Call of Duty.

Activision costretta ad ammettere: “usiamo l’AI generativa nei nostri videogiochi”

Dopo anni di sospetti da parte della community, Activision ha finalmente confermato l’utilizzo di intelligenza artificiale nella creazione di contenuti per la serie Call of Duty. L’ammissione arriva in seguito alle nuove politiche di trasparenza di Steam, che richiedono agli sviluppatori di dichiarare l’impiego di tecnologie di IA generativa nei loro prodotti.

Il segreto di pulcinella, i giocatori: lo sapevamo già

Visitando la pagina Steam di Black Ops 6, i giocatori possono ora notare una nuova dichiarazione da parte di Activision: “Il nostro team utilizza strumenti di IA generativa per aiutare a sviluppare alcuni asset di gioco”. Questa conferma rappresenta la prima ammissione ufficiale da parte del colosso dell’editoria videoludica riguardo l’utilizzo di intelligenza artificiale nella creazione di contenuti per il popolare franchise sparatutto.

La notizia non ha colto di sorpresa la community di Call of Duty, che da tempo sospettava l’impiego di simili tecnologie. Le reazioni sui social media sono state caratterizzate da un misto di sarcasmo e rassegnazione: “Sì, non c’è da stupirsi”, ha commentato un giocatore in risposta al tweet di CharlieIntel sulla novità della pagina Steam. “Potevamo dirlo noi LMAO”, ha scherzato un altro. “Grazie a Dio l’hanno confermato, era così difficile da capire”, ha aggiunto sarcasticamente un terzo utente.

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Una pratica già sospettata e gli indizi rivelatori

Negli ultimi anni, numerosi contenuti di Call of Duty sono stati oggetto di sospetti riguardo la loro origine artificiale. Solo poche settimane fa, Black Ops 6 è finito al centro delle polemiche quando una ricompensa a tema natalizio è stata criticata per il presunto uso di IA. In questa particolare schermata di caricamento, un Babbo Natale zombificato presentava stranamente sei dita, un errore tipico dell’intelligenza artificiale generativa che spesso fatica con l’anatomia umana.

Non è stato l’unico caso: anche il logo di una nuova mappa Zombies nella Stagione 2 è stato messo in discussione quando uno strumento di rilevamento IA ha indicato un’alta probabilità che fosse stato creato da un algoritmo e non da un essere umano. Questi errori evidenti hanno alimentato i sospetti della community ben prima della conferma ufficiale.

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Secondo un’indagine condotta da WIRED nel 2024, Activision Blizzard avrebbe iniziato a implementare strumenti di IA nei suoi processi di sviluppo già dal 2023. Entro luglio dello stesso anno, l’editore avrebbe “approvato l’uso di determinati strumenti di IA generativa nella creazione di concept art e materiali di marketing”. La situazione sarebbe poi evoluta rapidamente: alla fine del 2023, Activision avrebbe presumibilmente venduto i suoi primi cosmetici generati dall’IA nel negozio di Modern Warfare 3. Facendo dunque pagare gli utenti per elementi di gioco non creati da digital artist, ma da un’intelligenza artificiale.

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