Call of Duty: Modern Warfare 3, la recensione

La distrazione in partita è sinonimo di sconfitta, sia essa quella giocata sui campi di battaglia di Call of Duty, o quella nella videogame industry a colpi di tripla A. Per questo è sempre più difficile passare sopra a mosse sbagliate davvero sbalorditive, in senso negativo, specialmente quando l’asticella dello standard è stata posizionata molto in alto proprio da un precedente capitolo della stessa saga. Parliamo di Call of Duty: Modern Warfare III, nuova iterazione della saga (che già ha subito un reboot), e che purtroppo, complice un po’ di pigrizia (o una gestione delle risorse più incentrata sul multiplayer), non ha dato il massimo in tutto. Fortuna che però l’ha dato dove conta.

Prima di proseguire, ricordiamo che Call of Duty: Modern Warfare III è a tutti gli effetti il secondo capitolo della serie a seguire un sistema di sviluppo della modalità multiplayer consequenziale: questo significa che tutto ciò che si è sbloccato in MW2 è importabile in questo terzo capitolo. Forse proprio per questo, MW3 sembra essere una sorta di estensione della precedente iterazione, ma proseguiamo con ordine.

Storie di guerra e strategia

Partiamo con ciò che meno importa alla maggioranza dei giocatori, la modalità Single Player. Purtroppo 4/5 ore di gioco per una storia che, nei due precedenti capitoli ci aveva tenuto con il fiato sospeso per ore e ore, è davvero poco. Se a questo aggiungiamo che le mappe sono riciclate da Warzone e da materiali del passato, è chiaro come stavolta Sledgehammer non si sia soffermata più di tanto sulla modalità Single Player.

Se rientrate nel gruppo di giocatori che pensa che la modalità Giocatore Singolo di Call of Duty sia un semplice palliativo, allora precisiamo subito una cosa: l’intreccio raccontato in Modern Warfare, sia quello dei capitoli originali che quello dei reboot, porta con se molta narrativa thriller/militare. Ispirata da Tom Clancy, Lee Child e tanti altri scrittori americani esperti nei racconti di guerra, la storia è ben sviluppata e i personaggi hanno una caratterizzazione che non ha nulla a che invidiare a titoli più “narrativi”.

Eppure stavolta sembra che il team si sia preso una pausa: un piccolo stop, riciclando qua e la, per portare avanti la storia di Modern Warfare senza investirci troppo tempo. Peccato, perché se il gioco si fosse fermato a questo, sarebbe stato davvero un disastro. Eppure, nonostante questa gaffe tremenda, Call of Duty: Modern Warfare 3 è uno dei migliori COD di sempre, e ora vediamo perché.

L’alba dei Morti Viventi

Prima di parlare del multiplayer più classico, c’è da soffermarsi sulla modalità Zombie di Call of Duty: Modern Warfare III. Parliamo di una modalità per 24 giocatori (a gruppi di 3) con mappa aperta e una serie di sfide da fare. Un po’ come la modalità DMZ, questa versione zombificata è una delle iterazioni più libere dedicate alla modalità “non morti” di COD.

Si parla di poter fare la qualunque, andare in giro e trovarsi davanti orde di non morti e nemici di ogni tipo, tutti da dover uccidere grazie al nostro inventario. Se quindi l’esperienza di base è open world, ci sono comunque missioni da completare, easter egg da trovare e persino filmati da sbloccare, tutto dentro ad un’esperienza che non si riduce al semplice sopravvivere all’ennesima orda, ma richiederà anche un po’ di giudizio nell’esplorazione.

Il miglior COD di sempre

Eppure il Re del ballo è senza ombra di dubbio il multiplayer di Call of Duty: Modern Warfare 3, una modalità che non solo torna a reintrodurre lo slide cancel, ma che apporta modifiche e tweaks talmente interessanti da renderla una sintesi di tutto ciò che COD è sempre stato nel multiplayer.

E pensare che lo fa “riciclando” tutte e 16 le mappe da Call of Duty: Modern Warfare 2, quello originale: eppure la scelta è più che azzeccata, considerato che quelle mappe sono passate alla storia non solo per la loro qualità, ma anche per tutte le partite che i giocatori di COD ci hanno passato sopra.

A portare qualche novità ci pensa la modalità Tagliagole, una sfida 3vs3vs3 davvero divertente e dinamica, mentre per il resto le modalità proposte rimangono più o meno le stesse, siate voi fan delle battaglie campali o degli scontri ravvicinati.

Come abbiamo già spiegato, questo Call of Duty: Modern Warfare 3 permette di importare molti contenuti dal precedente capitolo: tutti gli acquisti fatti in precedenza diventano quindi disponibili nel multiplayer di MW3, così da creare un valore aggiuntivo a quei personaggi e quegli sbloccabili che i giocatori della precedente iterazione hanno preso.

Call of Duty: Modern Warfare 3 ha inoltre la più grande armeria di sempre: oltre al numero stesso delle armi, il gioco propone anche delle modifiche Aftermarket, in grado di modificare lo stile e la qualità di alcune delle armi, così da rendere più facile il ricircolo e per dare modo di poter personalizzare tutto a seconda dello stile scelto.

A chiudere le novità, infine, ci pensa l’impugnatura tattica: il personaggio potrà infatti prendere l’arma inclinata, così d’avere più velocità a discapito della precisione, una scelta che potrete fare in gioco di volta in volta, a seconda che la situazione lo richieda o meno.

Chiudiamo questo paragrafo sul multiplayer parlando un po’ meglio di alcuni dettagli specifici. Partiamo dalle basi: torna la minimappa, capace di segnalare i nemici che sparano senza silenziatore, e torna anche la votazione delle mappe nella lobby. Queste due funzioni erano richieste da tempo dai giocatori, e ora finalmente sono tornate. Altro dettaglio importante è la salute del giocatore, portata ora a 150: questo numero, che potrebbe significare nulla ad uno sguardo superficiale, in realtà aumenta il TTK (Time to Kill), rendendo le partite meno punitive.

Due facce della stessa medaglia

Call of Duty: Modern Warfare 3 è il simbolo perfetto di due facce della stessa medaglia: parliamo di un gioco in grado di creare la migliore modalità multiplayer di sempre, di proporre una versione zombie se non perfetta, almeno nuova, eppure fallisce miseramente e scioccamente nella modalità campagna, proponendo una storia che potrebbe essere usata come sinonimo di derivativo.

Tutto sommato, sta al giocatore scegliere quale faccia della medaglia gli interessi di più: nel caso foste giocatori pronti a vivere esclusivamente la campagna come esperienza del gioco, allora il suggerimento è quello di attendere e ponderare la scelta. D’altra parte, se volete un’esperienza multiplayer senza eguali, allora avete non solo il diritto, ma anche il dovere morale di provare questo MW3, perché è quanto di più vicino ai vecchi fasti di questa saga.

75
Call of Duty: Modern Warfare III
Recensione di Simone Lelli

Call of Duty: Modern Warfare III è un ritorno alle origini. Il multiplayer torna al classico e lo fa con tanto di minimappa e slide cancel, l'armeria è tra le più vaste di sempre e i potenziamenti la rendono ancora più vasta. Interessante il rischio corso per fare la modalità Zombie open world, e tutto sommato funziona abbastanza bene. Peccato per la campagna single player del gioco, la peggiore in termini di durata (circa 4 ore) e location (riciclate da Warzone). Il miglior Call of Duty di sempre, con la peggior narrazione di sempre.

ME GUSTA
  • Il miglior multiplayer di sempre
  • Modalità Zombie open world
  • Il gameplay classico di Call of Duty
FAIL
  • Campagna corta e derivativa
  • Riciclo di assets evidente
  • Quasi un DLC di MW2
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