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Risolto il mistero del segnale nel deserto australiano

Dopo 5 anni di attente osservazioni, gli scienziati sono riusciti a risolvere l'enigma del misterioso segnale che ha attraversato il deserto australiano.

Risolto il mistero del segnale nel deserto australiano

Alcuni ricercatori hanno scoperto un metodo che potrebbe migliorare il filtraggio dei rumori radio dai segnali spaziali. Gli esseri umani utilizzano le onde radio in molte forme di comunicazione, sfruttandole in diverse applicazioni tecnologiche: dalle linee elettriche, agli elettrodomestici, all’accensione a scintilla di alcune vetture a benzina. In alcuni casi l’impiego di queste onde ha creato qualche problemino: il più noto riguarda un forno a microonde, che ha generato misteriosi segnali nei dati di un radiotelescopio.

I ricercatori della Brown University, negli USA, hanno rilevato, un altro strano segnale che potrebbe apportare importanti miglioramenti nel settore radioastronomico. Tale segnale derivava da un televisore, ma non è questo il grande arcano. Il mistero riguarda il fatto che il radiotelescopio Murchison Widefield Array, responsabile della rilevazione eseguita nel deserto australiano nel 2013, si trova in un’area radio silenziosa, protetta dai segnali radio antropogenici.

Si tratta di una zona che non consente alcun tipo di interferenza, con strutture protette da un sistema a gabbia di Faraday, ovvero un guscio in grado di isolarle da qualsiasi campo elettrostatico. Qui possono transitare soltanto i veicoli a gasolio. All’improvviso, però, è stato intercettato un segnale proveniente da una tv, che probabilmente si stava riflettendo su un aereo, a conferma delle ipotesi formulate nel corso di quasi 5 anni. Eludere le radiofrequenze diventa sempre più difficile in radioastronomia, forse proprio per il crescente volume di satelliti lanciati nello spazio, con la conseguente liberazione di onde radio nell’area astronomica.

il Murchison Widefield Array è composto da 4.096 antenne radio disposte nel deserto australiano di Pilbara 

Segnale nel deserto australiano: come preservare il lavoro dei telescopi dalle interferenze antropogeniche

Attualmente, le zone protette delle radio terrestri sono in grado di schermare vari strumenti dai segnali provenienti da terra, ma non esiste ancora il modo per bloccare quelli provenienti dall’alto. Il fisico Jonathan Pober ha dichiarato che l’astronomia sta attraversando un periodo di crisi e che, in futuro, potrebbe risultare molto difficile effettuare rilevazioni radio di elevata qualità, proprio a causa di queste interferenze satellitari.

Individuato un misterioso segnale radio dallo spazio che trasmette onde da 30 anni Individuato un misterioso segnale radio dallo spazio che trasmette onde da 30 anni

Alcuni congegni, come il radiotelescopio Murchison Wildfield Array, in grado di osservare il cielo in modo simultaneo, svolgono funzioni davvero onerose e non possono essere puntati lontano dai satelliti. Finora tutti i dati inquinati da segnali antropogenici venivano scartati, ma in futuro non sarà più possibile.

I ricercatori hanno usato diversi metodi per caratterizzare le frequenze rilevate da questo telescopio. Uno di questi, noto come correzioni di campo vicino, consente una migliore messa a fuoco degli oggetti vicini. Il beamforming, invece, migliora i segnali curvi in campo vicino. Le due tecniche, insieme, hanno consentito di identificare la fonte del segnale: un aereo che volava alla velocità di 792 km orari e a un’altitudine di 11,7 km. La frequenza era collegata a un canale televisivo digitale usato dalla Seven Network australiana. Pur non essendo riusciti a identificare l’aereo, i ricercatori hanno dimostrato che è possibile raffinare i dati, estraendo i segnali interferenti e tutelando osservazioni scientifiche importanti che, in caso contrario, non sarebbero possibili.

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