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Ricerche recenti svelano il ruolo delle mutazioni genetiche nell’evoluzione del linguaggio

Una piccola mutazione genetica potrebbe spiegare l'origine del linguaggio. L'esperimento è stato effettuato sui topi, i risultati potrebbero cambiare tutto.

Ricerche recenti svelano il ruolo delle mutazioni genetiche nell’evoluzione del linguaggio

Un gruppo di ricercatori ha svelato il ruolo delle mutazioni genetiche nell’evoluzione del linguaggio, dopo aver effettuato delle ricerche molto interessanti sui topi. Parliamo dei ricercatori della Rockefeller University di New York. All’interno di questo edificio ci sarebbe un topo che squittisce, ma il suono non sarebbe quello che tutti noi comunemente conosciamo, ma di un qualcosa di più strano e complesso, diverso.

La differenza sarebbe causata da un singolo gene che potrebbe essere la chiave dei tratti distintivi della capacità di parlare. I ricercatori nello specifico non hanno fatto altro che identificare una variante genetica unica per gli esseri umani che potrebbe aver avuto un ruolo davvero fondamentale nell’evoluzione del linguaggio, fornendosi dei topi.

illustrazione di un topo

Mutazioni genetiche e linguaggio: l’importanza del gene NOVA1

I ricercatori hanno esaminato i roditori per spiegare il ruolo delle mutazioni genetiche nell’evoluzione del linguaggio. Il gene che conosciamo come NOVA1 non è proprio sconosciuto ai ricercatori. È stato studiato per interi decenni per via del suo ruolo importante nello sviluppo del cervello. Quello che rende speciale la versione umana di questo gene però è un singolo cambiamento di amminoacido.

Individuato il ruolo di un gene chiave nella schizofrenia Individuato il ruolo di un gene chiave nella schizofrenia

Ci sarebbe stata una piccola modifica del codice genetico che sostanzialmente ci distingue dall’uomo di Neanderthal e dai Denisova. Nel momento in cui i ricercatori hanno inserito tale variante umana nei topi, gli animali hanno immediatamente iniziato a vocalizzare in modo differente ed a produrre dei suoni complessi. “Per me è stato come dire Bingo!”, questo quanto riferito dal Dottor Robert Darnell neuro scienziato della Rockefeller University ed anche autore dello studio.

Il dott. Darnell ha affermato: “Il fatto che abbiamo questa variante singolare, unica per i primi esseri umani, e che possiamo collegarla alla vocalizzazione, suggerisce che potrebbe essere collegata all’evoluzione del linguaggio complesso”. Il dottor Erich Jarvis, neuroscienziato della Rockefeller University e coautore dello studio, ha spiegato: “I topi con variante umana hanno prodotto sequenze diverse rispetto ai topi di tipo selvatico”.

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