Esperimento della NASA dimostra che è possibile rilevare segnali di vita in una luna di Saturno

Il programma di esplorazione spaziale della NASA, finanziato dal governo statunitense, ha rivelato l’intenzione di studiare i pennacchi d’acqua espulsi da Encelado per verificare la presenza dei primi elementi costitutivi della vita. In precedenza, i progettisti della missione temevano che i minuscoli frammenti di ghiaccio, che compongono questi enormi pennacchi, si sarebbero danneggiati troppo a causa dell’impatto con i contenitori di raccolta, rendendo irriconoscibili gli amminoacidi o altri segni rivelatori di vita. Tuttavia i nuovi esperimenti che andremo brevemente a descrivervi e che includono strumenti e tecniche costruiti su misura, dimostrano che i composti organici intrappolati all’interno di questi grani di ghiaccio possono sopravvivere intatti a questi impatti ad alta velocità.

Perchè Encelado affascina tanto gli astrobiologi

Gli astronomi sono da tempo affascinati dalla luna ghiacciata di Saturno, Encelado, anche per la teoria secondo cui sotto la sua crosta ghiacciata potrebbe trovarsi un enorme oceano di acqua salata. Nel 2005, poi, la sonda Cassini della NASA ha rilevato pennacchi di ghiaccio che eruttavano dal polo meridionale della luna a oltre 400 metri al secondo (800 mph), offrendo un forte sostegno all’esistenza di un oceano nascosto. Da quella scoperta, progettisti di missioni e appassionati hanno proposto di far volare una sonda attraverso quei pennacchi per raccogliere campioni di quei grani di ghiaccio e riportarli sulla Terra per studiarli. In caso di successo, tali campioni potrebbero non solo dimostrare l’esistenza di un oceano di acqua salata, ma anche la presenza di segni di vita extraterrestre.

Il momento giusto

Ora, un gruppo di ricercatori dell’Università della California, San Diego, afferma, dopo aver fatto alcuni esperimenti,  che il rischio che i campioni organici si danneggino troppo durante il processo di raccolta è infondato e che la NASA o qualsiasi altra agenzia spaziale del mondo potrebbe procedere con i piani per una missione a caccia di vita su Encelado.

Le simulazioni

Per condurre i loro esperimenti, il professor Robert Continetti e i suoi collaboratori hanno spiegato come hanno costruito il loro spettrometro d’impatto per aerosol personalizzato, progettato per “studiare le dinamiche di collisione di singoli aerosol e particelle ad alta velocità“. “Questo apparecchio è l’unico al mondo in grado di selezionare singole particelle e di accelerarle o decelerarle fino a velocità finali prescelte”, ha dichiarato il professore. “Siamo in grado di esaminare il comportamento delle particelle da diversi micron di diametro fino a centinaia di nanometri, in una varietà di materiali, come ad esempio il modo in cui si disperdono o come cambiano le loro strutture al momento dell’impatto”. Per simulare i grani di ghiaccio che compongono i pennacchi di Encelado, il team di ricerca ha utilizzato un processo noto come ionizzazione elettrospray. Si tratta di spingere l’acqua attraverso un ago tenuto ad alta tensione. La carica indotta che ne deriva rompe l’acqua in goccioline sempre più piccole, che i ricercatori iniettano poi nel vuoto, provocandone il congelamento. Il rivelatore di ioni a piastra microcanale, che può cronometrare con precisione il momento dell’impatto fino al nanosecondo, ha rivelato esattamente ciò che speravano. I composti organici all’interno dei grani di ghiaccio erano sopravvissuti più o meno intatti.

Campionare i pennacchi di Encelado è possibile

Sebbene non ci siano missioni ufficiali su Encelado nel programma attuale della NASA, i ricercatori che hanno condotto quest’ultimo studio affermano che i loro esperimenti offrono un forte sostegno al fatto che la raccolta di campioni dai pennacchi di Encelado non li renderà inutili, compresi i possibili segni di vita extraterrestre. “Per avere un’idea del tipo di vita che potrebbe essere possibile nel sistema solare, si vuole sapere che non c’è stata una grande frammentazione molecolare nei grani di ghiaccio campionati, in modo da poter ottenere l’impronta digitale di qualsiasi cosa che la renda una forma di vita autonoma”, ha detto Continetti. “Il nostro lavoro dimostra che questo è possibile con i pennacchi di ghiaccio di Encelado”.

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