Sebastian Kalemba: “Il nuovo The Witcher accontenterà i fan, ma sarà anche un entry point”

L’ultimo progetto su cui l’abbiamo visto all’opera è stato Cyberpunk 2077, ma prima di calarsi in quella che è stata l’esperienza vissuta con V, Sebastian Kalemba è stato coinvolto in quella mastodontica produzione chiamata The Witcher 3. Un decennio di lavoro che da quelli che sono stati i suoi precedenti titoli, a partire da Grim Legends 2 del 2014, che lo ha portato, adesso, a ricoprire il ruolo di game director della prossima trilogia di The Witcher. Un compito importante che lo vedrà protagonista di questa nuova grande avventura, per far sì che la community possa tornare ad avere fiducia nel lavoro di CD Projekt Red dopo gli eventi di Cyberpunk 2077 e, soprattutto, che possa tornare a rinforzare il proprio legame con le vicende di Geralt, soprattutto dopo la non convincente serie televisiva distribuita su Netflix. Invitato alla Milan Games Week 2023, abbiamo avuto occasione di incontrare Kalemba e parlare tanto del passato che del futuro.

LegaNerd: Sebastian, dieci anni fa hai iniziato a lavorare su questa serie: ci racconti un po’ com’è iniziato tutto e come si è evoluto il tuo ruolo fino a oggi?

Sebastian Kalemba: Dieci anni fa ho iniziato a lavorare su questa serie, ma in origine avrei dovuto occuparmi di Cyberpunk 2077. Poi in realtà dopo dieci giorni che ero arrivato in CPR sono stato spostato su The Witcher. Anche se il cambio è stato repentino, il mio primo task è stato davvero importante, perché dovevo occuparmi di Geralt. Ero un animatore, quindi dovevo seguire tutte quelle che erano le sue movenze, preoccuparmi di dargli vita: insomma, un bel compito, abbastanza importante! Da Lead Animator mi toccava lavorare molto col team del gameplay: eravamo a stretto contatto. Tieni conto, poi, che eravamo a un anno circa dalla release finale, quindi si lavorava molto sul polishing e sulle fasi conclusive delle animazioni. Ricordo che seguii molto il combattimento a cavallo, che era la “big thing”, delle animazioni di Geralt come ti dicevo, ma anche le varie creature che si incontravano nel corso dell’avventura. Molti movimenti secondari, poi: insomma un contributo importante.

LegaNerd: Ora tocca pensare al futuro e so che non puoi dire molto, ma che direzione creativa avete intrapreso?

Kalemba: Vogliamo continuare sulla stessa direzione che avevamo intrapreso, ma non vogliamo fare lo stesso gioco, direi che questo è scontato. Abbiamo alcuni elementi della lore che vanno confermati, d’altronde l’universo è sempre lo stesso e non possiamo andare oltre determinati paletti. Dobbiamo seguire, quindi, una direzione ben specifica andando a innovarci. Allo stesso tempo è chiaro che dobbiamo provare ad accontentare un nuovo pubblico. Il prossimo capitolo arriverà tra un po’ di anni e dopo tanti anni dall’ultimo The Witcher, quindi non possiamo pretendere di andare a colpire come target soltanto il pubblico che già era affezionato alla saga. Serve creare anche una nuova community e su questo penso di poter dire che sarà un ottimo entry point per molti giocatori, senza dimenticarsi di chi è affezionato alla saga e vorrà continuare a vivere le gesta di Geralt.

LegaNerd: A questo punto viene naturale chiederti che aspettative hai per il futuro del franchise, che speranze hai per quello che verrà?

Kalemba: La nostra priorità è provare a fare qualcosa che vada sempre oltre quelli che sono i limiti, vogliamo andare oltre. Vogliamo provare a fare qualcosa di nuovo rispetto a ciò che si vede già adesso negli RPG, soprattutto perché noi operiamo in quel genere e ci rivolgiamo agli appassionati di quel genere. Non posso dire molto, come puoi immaginare, ma l’idea è proprio andare a costruire qualcosa che vada oltre il precedente The Witcher e che riesca a raccontare qualcosa di più intenso, con anche un gameplay più intenso.

LegaNerd: E per quanto riguarda il bilanciamento? D’altronde ci aspettiamo tanta libertà di gioco, ma è chiaro che ci stai dicendo che ci sarà tanto storytelling alla base della nuova trilogia.

Kalemba: Ovviamente sì, la storia avrà il suo peso. Però il nostro marchio di fabbrica è la libertà da dare al giocatore, sempre con dei limiti. Ti faccio un esempio: in Cyberpunk 2077 puoi scegliere il background del tuo personaggio, se essere uomo o donna, ma sei comunque sempre V. C’è sempre qualcosa che è già stato scritto in precedenza e che ci serve per creare quella strada che il giocatore dovrà poi intraprendere. Questa pre-definizione ti mette dinanzi a delle situazioni ben specifiche, perché tutti i nostri personaggi e i nostri videogiochi hanno delle storie e si allineano in maniera molto adeguata a ciò che decidiamo all’inizio. Ma il giocatore deve riuscire ad avere anche libertà, sentirsi di essere libero, a partire dalla costruzione del personaggio: il nostro punto di pressione è l’immersione, è sulla possibilità di scegliere il proprio percorso. Anche la build, ovviamente, perché essendo un RPG il giocatore deve poter costruire il proprio personaggio come meglio crede. The Witcher seguirà questa struttura: tanta libertà, ma c’è una strada specifica da seguire dal punto di vista della narrazione.

LegaNerd: Hai la situazione molto chiara, segno del fatto che dall’essere lead animator al diventare director il passo non è stato così lungo…

Kalemba: Sai, ho iniziato come lead animator: su Cyberpunk 2077 avevo 50 persone a lavorare con me, quindi un team ben formato, seguivo tutta l’animazione per il gioco. Ero già in condizione di poter dare una direzione specifica, quindi ho pensato che questo step fosse davvero naturale. Tra l’altro da animatore mi occupavo dei personaggi, che sono sempre il cuore dell’avventura: siamo dinanzi ai catalizzatori dell’intera esperienza videoludica. Quando lavori su questi aspetti ti ritrovi in qualche modo a occuparti anche di game design e quindi il passaggio, ripeto, è stato davvero immediato: avrò il supporto del team e questo mi rassicura in maniera generale.

LegaNerd: Prima di chiudere, arriviamo a parlare di un aspetto che per voi è molto importante, soprattutto dopo gli ultimi avvenimenti: quant’è importante il rapporto con la community?

Kalemba: Per noi è fondamentale. Vogliamo avere una buona relazione con la community, è un aspetto che prendiamo seriamente. Scannerizziamo il sentiment dei giocatori per capire qual è l’aspettativa, come possiamo migliorarci. Con Cyberpunk abbiamo lavorato molto per far sì che tutto potesse andare per il meglio e che la strada potesse cambiare rispetto alla release: il primo anno è stato ostico, ma poi con le giuste patch siamo stati in grado di migliorare tutto il titolo e abbiamo imboccato la giusta strada.

LegaNerd: Chiudiamo con l’ultima riflessione: cos’è per te davvero importante nella direzione di un gioco? Quale aspetto tendi a mettere in prima posizione?

Kalemba: Mi deve triggerare un ottimo storytelling. Per essere un lavoro di intrattenimento di livello voglio che ci siano delle emozioni ben specifiiche che emergono: ogni contenuto deve spingermi verso l’interesse per un determinato personaggio. La storia dev’essere alla base di tutto, di ogni contenuto. Altrimenti cosa ci resta?

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