Farmacie: un ruolo chiave nel taglio delle liste d’attesa

Secondo Marcello Gemmato, deputato di Fdi e sottosegretario alla Salute, le farmacie potrebbero svolgere un ruolo importante nel tagliare le liste d’attesa e migliorare l’accesso ai servizi sanitari. Gemmato sostiene che le farmacie potrebbero offrire analisi di base in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale (SSN), come sta già sperimentando la Liguria. Ciò consentirebbe alle persone di recarsi dal farmacista con la prescrizione medica per eseguire un elettrocardiogramma, un holter cardiaco o pressorio, contribuendo a ridurre le liste d’attesa che si sono accumulate a causa della pandemia di COVID-19.

Le farmacie potrebbero anche svolgere un ruolo prezioso nell’assistenza ai pazienti cronici e nell’offrire servizi di telemedicina nelle zone del paese in cui gli ospedali sono distanti. Questo sarebbe particolarmente utile per gli anziani, che potrebbero ricevere una prima valutazione senza doversi spostare. Gemmato sottolinea che durante la pandemia di COVID-19 il ruolo strategico delle farmacie è emerso chiaramente, grazie ai servizi di vaccinazione e tamponi che sono stati avviati anche grazie ai suoi emendamenti.

Secondo Gemmato, le farmacie, insieme ai medici di famiglia, potrebbero diventare i collegamenti tra gli ospedali, le nuove strutture previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e i cittadini. Rispondendo alla domanda se le farmacie potrebbero essere più vicine delle nuove Case di comunità, Gemmato afferma che i medici di famiglia e le farmacie sono già presenti sul territorio, mentre le 1.350 Case di comunità previste dal PNRR devono ancora essere realizzate e dotate di personale.

Tuttavia, affinché le farmacie possano offrire questi servizi, sono necessari fondi. Gemmato suggerisce che questi fondi potrebbero essere trovati rimodulando quelli del PNRR. Ad esempio, la Liguria ha utilizzato fondi non utilizzati per le farmacie per finanziare servizi. Inoltre, esistono 340 milioni di euro di fondi per le liste d’attesa non utilizzati e lo 0,3% del Fondo sanitario destinato proprio alle liste d’attesa, pari a circa 375 milioni di euro. In totale, si tratta di circa 700 milioni di euro.

Oltre alle analisi di base, Gemmato ritiene che le farmacie possano anche aiutare i pazienti cronici a gestire l’aderenza alle terapie, poiché spesso gli anziani devono assumere numerosi farmaci ogni giorno. Inoltre, vede un’opportunità nella telemedicina, in cui il farmacista può inviare i dati di un paziente a uno specialista per ottenere una diagnosi a distanza, evitando ai pazienti anziani che vivono in aree remote di dover viaggiare per ore per raggiungere l’ospedale.

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