Già durante la prova di Colonia, per la Gamescom, c’era stata una scintilla: Miasma Chronicles ci aveva infatti colpito in modo violento con le sue idee, il suo stile, la sua ambientazione e il suo racconto. Dopo aver messo finalmente mano sulla build finale, ci siamo affacciati su questa America post-apocalittica nei panni di Elvis, giovane ragazzo alle prese con un mistero più grande di quanto si pensi, un mondo dove solo furbizia e forza possono salvarti e una forza inspiegabile chiamata Miasma.

Un’America distrutta

Come abbiamo già spiegato, in Miasma Chronicles vestiremo i panni di un giovane ragazzo di nome Elvis: portato nella città di Sedentary da bambino, la madre è poi sparita nel nulla lasciando al piccolo solo due cose, un guanto in grado di controllare il Miasma e un robot di nome Diggs che ha l’incarico di proteggerlo e che lo stesso ragazzo tratta come un fratello maggiore.

Proprio la storia dei due fratelli, alle prese con questo mondo catastrofico, si troveranno quindi all’interno di questa città alle prese con tutto ciò che può garantirgli la sopravvivenza: eppure i misteri non sono fatti per rimanere irrisolti, e proprio questo – unito ad una serie di eventi – porterà Elvis e Diggs a dover viaggiare su queste terre per trovare risposte, siano esse legate alla sparizione della madre, oppure al segreto dietro al Miasma.

Seppur il concetto dietro la trama non sia così innovativo, il modo in cui Miasma Chronicles racconta l’intreccio è ben congeniato, e ad offrire un contesto ci penseranno poi tutte le righe di dialogo collaterali, proposte dai vari NPC sparsi per le mappe. A tutto questo aggiungiamo poi il fatto che Elvis potrà fare delle scelte tramite i dialoghi, cosa che comporterà l’avere un giocatore più vicino al personaggio, soprattutto per le scelte più critiche.

Ecco allora che persino i personaggi che vi daranno delle semplici missioni secondarie avranno una backstory, una connotazione caratteriale evidente e per questo potreste trovarvi in accordo o disaccordo con ciò che dicono; Miasma Chronicles punta molto sulla caratterizzazione, lo si percepisce fin dal principio, e se il Viaggio dell’Eroe proposto rimane comunque all’interno di linee ben definite, la mole di situazioni collaterali eleverà all’ennesima potenza ogni singola parte del racconto.

Non solo strategia

Miasma Chronicles è uno strategico bello e finito: capace di eccellere sopra ogni cosa per quanto concerne la sua parte più tattica, c’è da dire però che il gioco sa quando deve fare il passo più lungo e quando no. Per questo motivo il titolo non si limita a dare un’esperienza strategica affiancata da cutscene, ma propone altre due modalità di gioco distinte e non sovrapposte, che rendono l’esperienza più autentica.

La prima, legata all’esplorazione, è il poter muoversi in tempo reale: attraverso le varie location, infatti, Elvis potrà viaggiare senza problemi esplorando in lungo e in largo ogni angolo (e tutto questo utilizzando WASD o levetta analogica, sistema che rende l’esperienza console altrettanto appagante). Già solo questa dinamica, assente in molti strategici, rende l’esperienza generale molto più dinamica e coinvolgente. La seconda invece riguarda le battaglie: se infatti lo stile del gameplay è prettamente tattico, ogni incontro dove i nemici verranno colti di sorpresa permetteranno al team di Elvis di agire stealth, evitando gli sguardi dei nemici per organizzare un’imboscata bella e buona.

Entrando un po’ più nel vivo della parte giocata tattica, nel titolo avremo modo ovviamente di controllare un team di personaggi, capitanati da Elvis, che potremo ampliare arruolando altri superstiti che incontreremo nel corso dell’avventura. Ognuno di essi avrà un suo stile, cosa che renderà interessante le combinazioni attuabili del party.

Oltre a questo, ognuno di loro potrà ricevere dei potenziamenti tramite abilità e armi, permettendo di curare al meglio ogni singola dinamica e ottimizzare ulteriormente la composizione del team: ecco allora che delle due armi a personaggio potrete praticamente cambiare tutto, aggiungendo componenti e influenzandone attivamente le statistiche. A tutto questo si aggiunge ovviamente il guanto di Elvis, che se all’inizio sarà ancora difficile da manovrare per il ragazzo, in realtà con il tempo permetterà di sbloccare potenti abilità.

La tattica è tutto in Miasma Chronicles, e lo noterete dopo i primi minuti di gioco: sfruttare le coperture, ottimizzare gli assalti ai nemici, studiarli per capire punti di forza e debolezza saranno attività che farete a ripetizione, con la differenza che ogni volta dovrete adattarvi all’environment che vi circonda, cosa più facile a dirsi che a farsi.

Per il resto, gran parte delle dinamiche di gioco andranno scoperte durante la partita: parliamo per esempio delle armi a rimbalzo, in grado di aumentare la possibilità di critico ad ogni rimbalzo fatto, oppure la gestione stessa dei punti azione, che vi permetterà di coordinare lo schema d’azione praticamente al centimetro. Tutto questo, come abbiamo già spiegato, in un mondo vibrante, distrutto, ricco di personaggi caratterizzati e caratteristici e con un art design di altissimo livello, che trova sfogo non solo nel livello artistico ma anche nelle scelte effettuate, nel modo in cui persino una testa di sindaco sotto liquido dentro ad un’ampolla (come solo Futurama ci ha insegnato) riesce a catturarvi con il suo carisma.

Ultima informazione, non per importanza, il gioco non cede sul suo essere strategico ma butta un occhio anche ai neofiti: forse per la voglia di raccontare la sua storia, o semplicemente per aprirsi ad un pubblico maggiore, il titolo offre 4 difficoltà distinte, con modificatori in grado di rendere più o meno difficile la sfida, e due modalità tattiche diverse, una semplice che non tiene conto delle distanze per la probabilità nel colpire, e una completa che invece ne tiene conto.

Magnifico e terrificante

Il comparto tecnico di Miasma Chronicles è qualcosa di davvero eclatante. Sono due le cose che saltano subito all’occhio: lo stile generale delle ambientazioni, curate in ogni dettaglio e palesemente mangiate da questo Miasma, offre una sensazione di desolazione e macerie davvero caratteristica. Ciò che però dona quel plus al resto è l’effetto particellare del Miasma, capace di offrire animazioni molto fluide che colpiscono e catturano ogni volta come la prima.

Tecnicamente ottimo, il titolo su PC mostra i denti in più occasioni, e tutto quanto diventa inoltre propedeutico per le fasi di combattimento, che richiederanno – come abbiamo detto – di studiare per bene la mappa e capire come ottimizzare l’azione, attività strategica necessaria per poter vivere al meglio l’esperienza che Miasma Chronicles ha da offrire.

80
Miasma Chronicles
Recensione di Simone Lelli

Miasma Chronicles è un grande strategico, che vanta un gameplay ben rodato elevato dalle variabili RPG, ma che comunque punta molto sui personaggi: una commistione di valori che si tramuta in un gioco capace di catturare l'attenzione fin da subito, in grado di farvi appassionare in questo viaggio verso la risoluzione di un mistero, sia esso quello della madre scomparsa di Elvis, o più "semplicemente" quello dietro al Miasma, piaga che ha reso l'America un posto desolato e post-apocalittico. Il gioco si presta molto bene anche ai neofiti, sebbene lo scoglio della strategia potrebbe scacciare i meno avvezzi a questo genere: a venire in soccorso, una serie di difficoltà selezionabili e un sistema tattico semplificato che rimuove l'influenza della distanza nella percentuale per colpire.

ME GUSTA
  • Esplorazione libera e interessante
  • Combat system tattico raffinato
  • Meccaniche RPG ben studiate
FAIL
  • Incipit narrativo derivativo
  • Alcune fasi, specialmente quelle secondarie, sono ripetitive